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Microsoft spinge l’acceleratore sulla sostenibilità: carbon negative, water positive, zero waste e Planetary computer

L’azienda procede a ritmo serrato nel percorso verso gli obiettivi 2030 annunciati un anno fa: carbon negative, zero waste e water positive. Presentati i primi successi raggiunti, i nuovi investimenti volti a sostenere le politiche climatiche globali e per accelerare l’innovazione: tra le conquiste, la nascita del Planetary computer, per supportare e guidare le politiche di sostenibilità di altri soggetti attraverso il cloud e l’intelligenza artificiale. Il presidente Smith: “Su questi temi vogliamo essere i leader globali in ambito IT”

30 Gen 2021

Veronica Balocco

Solo un anno fa annunciava i suoi sogni: quattro ambiziosi obiettivi collegabili alle logiche ESG, da raggiungere per coronare la scelta di fare la differenza e contribuire a costruire un mondo più sano. Oggi Microsoft traccia un primo bilancio del suo articolato itinerario nel mondo della sostenibilità. E racconta che i primi risultati, davanti a quei quattro macro-propositi, sono già realtà.

Quattro goals: carbon negative, water positive, zero waste e Planetary computer

La deadline resta il 2030: entro questo termine, l’azienda spiegava un anno fa di voler raggiungere regimi “carbon negative”, “water positive” e “zero waste”, facendo di Microsoft una realtà globale in grado di gestire tutte le proprie attività senza impattare sulle risorse del pianeta. Il quarto goal, più tecnologico, si riprometteva invece di creare un nuovo, rivoluzionario strumento: il Planetary computer, per supportare e guidare le politiche di sostenibilità di altri soggetti attraverso il cloud e l’intelligenza artificiale. “Dobbiamo tutti affrontare con urgenza la sfida ambientale e la crisi climatica e questo deve passare dalla riduzione drastica delle emissioni e dalla rimozione del carbonio, sforzo che deve essere comune per poter raggiungere gli obiettivi di sostenibilità”, recitava infatti la filosofia Microsoft. Parole che non sono rimaste lettera morta. Perché in effetti, su ognuno degli ambiti “sognanti”, il gruppo oggi snocciola dati concreti, evidenze e risultati tangibili, segno che l’ostinazione sulla strada targata ESG ha un senso sociale profondo.

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Una strategia globale: valorizzazione biodiversità, tutela risorse naturali, lotta agli sprechi

Sin dall’inizio, l’entità dei numeri in gioco lasciava pensare che quella di Microsoft non sarebbe stata un’operazione di poco conto. Proporsi di ridurre l’impatto ambientale di un’azienda tanto grande e complessa, ma anche dei suoi clienti e dei partner, era evidentemente un obiettivo di portata globale. Se poi a questo si aggiunge che per Microsoft la sfida si estende da sempre anche alla valorizzazione della biodiversità, alla tutela delle risorse naturali e alla lotta agli sprechi, la visuale diventa quasi rivoluzionaria. Naturale, quindi, che anche i primi esiti abbiano un impatto importante.

Carbon negative entro il 2030

Oggi, dunque, l’impegno di Microsoft in ottica ESG guarda al domani con il conforto di quanto già fatto verso il fatidico 2030. Seppur in un solo anno. Si parla ad esempio di nuovi, importanti investimenti in tecnologie per la rimozione e cattura del carbonio, incluso il finanziamento di 26 progetti per la rimozione di oltre 1,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica dall’atmosfera entro l’estate. E si parla dell’ulteriore investimento da un miliardo di dollari che l’azienda ha iniettato nel suo Climate Innovation Fund, fondo per l’innovazione e le nuove tecnologie volte a combattere il cambiamento climatico.

Ma si parla anche e soprattutto di dati scientifici. Di una riduzione delle emissioni pari al 6%, ad esempio,  come indicato nel nuovo Sustanability Report, il documento annuale che mostra i progressi dell’azienda in questo ambito. O, più nel dettaglio, di un decremento delle emissioni di Co2 Scope 3, quelle dovute alle attività dell’intero circuito fondato sull’azienda (e dunque le più significative), addirittura dell’8,9%, con un calo di 524mila tonnellate di anidride carbonica dal 2017.

Il viaggio sulla direttrice Carbon Free

Per Microsoft, l’azione sulla direttrice Carbon Free resta un pilastro della condotta ESG aziendale. “Nel 2021 continueremo a fare progressi in questo senso – spiega il report – e lavoreremo più in profondità anche con i più importanti fornitori per ridurre le loro emissioni di carbonio e raccogliere dati sulle attività che intraprendono con noi”. Ma l’attenzione resterà focalizzata anche sulle tecnologie per la rimozione del carbonio, un ambito nel quale “Microsoft da sola – afferma l’azienda stessa – non può fare abbastanza, motivo per cui ci impegniamo a formare alleanze che possano avere un impatto catalitico”. Il tutto senza scordare l’importanza di percorsi che mirano all’uso sempre più massiccio di energie rinnovabili, anche in ottica di filiera.

I primi dati dei top supplier di Microsoft parlano comunque di una riduzione di 21 milioni di tonnellate nella produzione di anidride carbonica nel 2020. Che non è poco. Eppure, non basta. “Lo scorso anno abbiamo aggiornato il nostro Codice di condotta per i fornitori, cui ora chiediamo la divulgazione delle emissioni di gas a effetto serra – spiega l’azienda -. Si è trattato solo di primo passo per aumentare la trasparenza e per darci modo di contribuire a ridurre le loro emissioni. Ma nel 2021 bisognerà andare oltre: questi dati diventeranno un aspetto esplicito della nostra supply chain, quindi si tratterà di indicatori sempre più cruciali”.

Anche la Carbon fee interna, stabilita già nel 2012 per finanziare l’impegno corporate verso la neutralità, va in questa direzione. Una “multa” di quindici dollari a tonnellata di anidride carbonica per ogni emissione Scope. “E sebbene inizialmente abbiamo impostato un tasso inferiore per le emissioni Scope 3 – chiarisce Microsoft -, l’importo aumenterà nel tempo, fino a quando non ci sarà un’unica tariffa per tutte le nostre emissioni portafoglio. Stiamo già vedendo risultati, con una prima accelerazione degli investimenti nell’efficienza energetica del nostro parco software e hardware”.

Obiettivo: Water positive

In ambito più prettamente Environment, Microsoft segnala un altro risultato di rilievo. L’avvio di venti opere per la ricostituzione delle riserve idriche e un progetto con le organizzazioni non governative per garantire accesso all’acqua potabile a un milione e mezzo di persone in sette Paesi del mondo. “La nostra riduzione dell’intensità d’uso dell’acqua e i nostri impegni di rifornimento affrontano la questione chiave della disponibilità idrica, ovvero della quantità di acqua che può essere utilizzata per soddisfare la domanda – spiega l’azienda nel suo Sustainability Report -. Questa, tuttavia, è solo una parte della sfida. Altrettanto importante è la questione accessibilità, che implica la possibilità di disporre di acqua potabile sicura e servizi igienici”.

In questo quadro, l’azienda ha avviato anche una collaborazione con water.org, realtà senza scopo di lucro focalizzata sulle comunità svantaggiate, per aiutare persone in Brasile, India, Indonesia e Messico. Gli investimenti, in particolare, consentiranno a water.org e alla sua rete di istituzioni di microfinanza ad offrire approvvigionamento idrico e prestiti per installare rubinetti e servizi igienici a livello domestico e di comunità, nonché soluzioni per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua piovana.

Azzerare la produzione di rifiuti

Decisivo poi l’impegno in direzione dell’obiettivo Zero waste entro il 2030, con la riduzione a zero della produzione di rifiuti. In questo ambito, Microsoft fa registrare oggi una riduzione dei rifiuti solidi provenienti dai data center e campus destinati alle discariche e agli inceneritori pari a 60mila tonnellate. “Un’area chiave su cui ci concentriamo ora – spiega Microsoft – è la trasformazione della nostra contabilità rifiuti utilizzando un mix di tecnologia e strategie “sul campo”, come l’auditing specifico”. Ma negli impegni per il 2021 si parla anche di costruzione di un ecosistema di partner e fornitori per ridurre l’uso della plastica monouso e gli imballaggi per il trasporto. “I nostri data center – dice ancora MS – lanceranno un’iniziativa globale per formare i dipendenti sull’obiettivo Zero waste e continueremo a cercare modi per produrre device attraverso modelli circolari, facendo ricorso anche al riciclo e all’uso di materiali rinnovabili”.

Intelligenza Artificiale e Cloud per raccogliere dati sulla tutela ambientale

In termini di Ecosistemi, infine, Microsoft sfodera nel Sustainability Report un risultato importante: la raccolta attraverso il Planetary Computer, piattaforma che fa leva sul cloud di Azure e sull’intelligenza artificiale, di 10 petabytes di dati sull’ambiente, utili per supportare organizzazioni, aziende, startup e governi nello sviluppo e implementazione di progetti concreti in grado di promuovere la tutela del pianeta. Un progetto destinato a crescere ancora, con l’espansione dei set di dati a disposizione. (Leggi anche: FAO e Vaticano: Intelligenza Artificiale al servizio della sostenibilità e della sicurezza alimentare).

Premi agli executive e tool educativo

Ma non è tutto. Per promuovere una responsabilità nei confronti dell’ambiente ancora maggiore e per chiudere il cerchio di un impegno ESG a 360 gradi, Microsoft ha annunciato che, a partire dalla prossima estate, l’avanzamento verso gli obiettivi di sostenibilità sarà considerato tra i fattori che determineranno la retribuzioni degli executive. Infine, per dare un risvolto “ludico” (ma formativo) al tutto, Microsoft annuncia con Mojang Studios l’arrivo di Minecraft della città della sostenibilità. Si tratta di una mappa scaricabile gratuitamente, che invita i giocatori a esplorare come gli obiettivi di sostenibilità di Microsoft prendano vita all’interno del videogioco. Uno strumento utile per i docenti, che hanno così a disposizione sei lezioni pensate per affrontare con i giovani le tematiche ambientali.

Brad Smith: “Vogliamo essere i leader delle soluzioni sostenibili”

“Insomma, possiamo davvero fare la differenza? La risposta è sì”. Il presidente Microsoft Brad Smith mette così il cappello sul quadro di impegni ESG dell’azienda (leggi anche Brad Smith, Microsoft: obiettivo sostenibilità, a che punto siamo). E chiarisce che si tratta di dinamiche “epocali”: “Concentrandoci sui modi in cui possiamo guidare il cambiamento – spiega -, possiamo avere un impatto enorme sul cambiamento climatico. Noi (e altre organizzazioni che intendono impegnarsi seriamente per un futuro ecosostenibile) abbiamo il dovere di sfruttare tutte le leve di influenza che possediamo. Certo, Microsoft non potrà risolvere da sola il problema ambientale del mondo intero, ma potrà svolgere un ruolo significativo in una più ampia trasformazione sociale, se saprà usare la sua posizione di influenza e la sua tecnologia in modo efficace”.

“Noi stiamo dando il via a una scommessa molto audace per affrontare il cambiamento climatico – conclude Smith -, ma tutto il mondo deve comprendere che è ormai necessario spingersi in questa direzione. Per aiutare gli altri a imboccare questa strada, ci riproponiamo di diventare il principale fornitore mondiale di soluzioni sostenibili in ambito IT”.

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