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Industrial Accelerator Act (IAA): più sostenibilità e resilienza per il Made in EU



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La Commissione Europea presenta la proposta legislativa dell’Industrial Accelerator Act per rafforzare la competitività industriale, sostenere la transizione verso tecnologie low-carbon e digitalizzare le procedure autorizzative. Il provvedimento introduce preferenze nei bandi pubblici per il Made in EU e criteri stringenti sugli investimenti extra-UE nei settori strategici

Pubblicato il 10 mar 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



INDUSTRIAL ACCELERATOR ACT

In sintesi

  • L’Industrial Accelerator Act (IAA) riallinea decarbonizzazione e competitività industriale: accelera autorizzazioni, amplia accesso a energia, idrogeno e CCUS, individua progetti prioritari e finanziamenti mirati.
  • Introduce preferenze negli appalti per prodotti Made in EU a basse emissioni, regole più stringenti per investimenti esteri, sportello digitale unico (one-stop shop) e silenzio-assenso per snellire permessi.
  • Obiettivo: aumentare il valore aggiunto manifatturiero al 20% entro il 2035, difendere le filiere dalla concorrenza e promuovere la transizione green e la trasformazione digitale per maggiore autonomia industriale.
Riassunto generato con AI

Il rapporto tra competitività industriale e decarbonizzazione non mai stato così sotto “pressione” come nel 2025. Il mondo della politica si è diviso assumendo anche posizioni radicali e i rappresentanti delle imprese hanno più volte richiesto di rivedere le logiche del green deal chiedendo ai regolatori di tenere in maggiore considerazione la necessità di supportare la capacità di competizione dell’industria europea. (leggi anche cosa si sta preparando nell’ambito del Circular Economy Act n.d.r.)

Alla luce di uno scenario che sta cambiando i contenuti dello sviluppo sostenibile del mondo industriale, la Commissione Europea ha scelto di aprire una nuova fase per l’Industria Europea e ha scelto di farlo con la presentazione dell’Industrial Accelerator Act o IAA. Una risposta che punta a ridisegnare e ripensare gli obiettivi di decarbonizzazione industriale dell’economia UE per rispondere certamente alle molteplici pressioni interne ma anche per preparare una industria che sia più resiliente a fronte delle tante e gravi crisi geopolitiche che stanno cambiando i mercati internazionali.

Che cosa si propone (in sintesi) l’Industrial Accelerator Act

L’Industrial Accelerator Act nasce a tutti gli effetti come un piano di sviluppo strategico che si pone lo scopo di definire dei percorsi di decarbonizzazione industriale che siano nello stesso tempo una leva di competitività, ovvero che sappiano rispondere in modo più veloce e dinamico ai bisogni di un mercato in trasformazione.

Più concretamente l’Industrial Accelerator Act è stato predisposto per agire su tre grandi direttrici fortemente interconnesse tra loro:

Innanzitutto sono previste azioni per favorire l’accelerazione delle procedure autorizzative per la decarbonizzazione industriale e per semplificare e allargare l’accesso dell’industria all’energia elettrica e idrogeno e alle infrastrutture di Carbon Capture Utilization and Storage CCUS

In secondo luogo si intende procedere per individuare progetti e cluster prioritari per la decarbonizzazione industriale e per dare vita all’elaborazione di policy e di finanziamenti ad hoc

Come terzo punto il provvedimento si pone l’obiettivo di proteggere i cosiddetti “mercati guida” UE per i prodotti a basse emissioni di carbonio. Per questi target sono state individuate tre tipologie di azioni a partire dall’introduzione di criteri di sostenibilità e preferenza negli appalti pubblici per i prodotti e i servizi low carbon, a cui si aggiungono forme di promozione di prodotti industriali decarbonizzati (anche grazie all’introduzione di green label) e infine si punta al rafforzamento del settore del Clean Tech europeo soprattutto per l’industria Hard to Abate.

IAA come strategia per sostenere la transizione verso una manifattura a basse emissioni

La nuova proposta normativa si muove come accennato in un contesto globale caratterizzato da fortissime pressioni geopolitiche e nello stesso tempo è attraversata da rapidi cambiamenti tecnologici. La transizione verso una manifattura a basse emissioni, econdo la Commissione, ha come presupposto la necessità di mettere a disposizione strumenti adeguati per favorire investimenti strategici e nello stesso tempo per semplificare le procedure autorizzative. Il tutto, in particolare, pensando alla necessità di tutelare le filiere più sensibili ai temi della decarbonizzazione.

Verso una preferenza degli appalti pubblici per l’industria decarbonizzata

Per sostenere questa trasformazione il provvedimento è concepito per promuovere una maggiore autonomia industriale attraverso un sistema di preferenze negli appalti pubblici e con l’adozione di criteri più rigorosi per gli investimenti extra-UE nei settori strategici per la transizione ecologica.

In questo scenario, il tema della digitalizzazione dei processi autorizzativi e l’individuazione di aree dedicate all’innovazione manifatturiera diventano elementi centrali e strategici per rilanciare la posizione dell’Europa e dell’industria europea.

Lo stimolo della domanda interna

Un altro obiettivo del provvedimento riguarda la definizione di una strategia volta a ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE nei settori strategici. Allo scopo di favorire una crescita economica strutturale, il provvedimento ha predisposto meccanismi che mirano ad aumentare la domanda interna di tecnologie pulite prodotte in Europa e a incoraggiare investimenti industriali qualificati.

Una strategia questa che parte anche dalle raccomandazioni che erano emerse dal rapporto Draghi, come indirizzi necessari per contribuire alla costruzione di un mercato unico innovativo e per realizzare prodotti e servizi più sostenibili in modo più resiliente.

Accrescere il valore aggiunto della manifattura europea con le misure dell’Industrial Accelerator Act

Concretamente l’IAA si propone di accrescere il valore aggiunto della manifattura europea, innalzando l’incidenza sul PIL al 20% entro il 2035 rispetto al 14,3% attuale. La focalizzazione del provvedimento riguarda in particolare i settori a più elevato impatto strategico nell’ambito dell’hard to abate, come acciaio, cemento, alluminio, automotive e tecnologie net-zero, appunto anche con il supporto di criteri selettivi per gli interventi pubblici.

La difesa delle filiere produttive dalla concorrenza internazionale

Uno dei primi obiettivi è la difesa delle filiere esistenti dalla concorrenza internazionale spesso giudicata “sleale” in ragione di una presenza industriale sul mercato di attori che sfuggono alle logiche della decarbonizzazione. Per questo l’IAA punta a promuovere un ecosistema industriale in grado di recepire innovazioni tecnologiche e garantire una maggiore sicurezza economica per l’Europa.

Preferenze Made in EU e a basse emissioni di carbonio negli appalti pubblici

La scelta di favorire i prodotti dell’industria europea che si impegna in percorsi di decarbonizzazione negli appalti pubblici e nei regimi di sostegno, si concretizza con preferenze esplicite per i prodotti “Made in EU” realizzati secondo criteri low-carbon.

Grazie a questo meccanismo si intende fornire un orientamento molto chiaro alla domanda pubblica in modo che sia invitata/obbligata a prendere in considerazione i fornitori europei nei settori più importanti dell’economia. Il risultato che si intende ottenere è quello di predisporre una ulteriore leva per stimolare e sostenere la modernizzazione industriale in area UE.

Attenzione a non leggerla come una misura protezionistica

La scelta di favorire l’industria UE nelle gare pubbliche potrebbe essere letta come una forma di protezionismo mascherata da politica industriale. L’IAA in realtà punta a dare vita a un approccio strutturato con una strategia selettiva. Va precisato infatti che vengono riconosciuti come equivalenti ai prodotti Made in UE anche i prodotti provenienti da Paesi con cui l’Unione ha stretto accordi di libero scambio o che partecipano agli stessi standard relativamente alla gestione degli appalti. Più nello specifico, in settori come l’acciaio, sono previste clausole che privilegiano le soluzioni a basse emissioni, cercando di garantire al mondo degli investitori privati che guardano alle logiche della decarbonizzazione, una cornice più stabile con maggiori indicazioni sulle variabili che determinano il successo di un investimento.

Una nuova governance per gli investimenti esteri nei settori strategici europei

L’Industrial Accelerator Act introduce una serie di nuove condizioni, più stringenti, per gli investimenti esteri che sono diretti in settori emergenti o critici, definendo delle soglie minime. Un esempio è rappresentato dal superamento dei 100 milioni di euro e la presenza dominante di Paesi terzi nel mercato globale oltre i quali si applicano vincoli specifici. Questi investimenti dovranno rispondere a una serie di requisiti (che sono poi simi a quelli che governano le logiche ESG e le logiche della finanza sostenibile) ovvero dovranno produrre effetti tangibili in termini di occupazione qualificata, trasferimento tecnologico e rispetto delle regole sul continente europeo. Un ulteriore requisito, a questo riguardo, prevede che almeno metà della forza lavoro impiegata sia europea.

Grazie a queste misure la Commissione UE intende affrontare i fenomeni legati all’ingresso nell’industria UE di operatori extra-UE cercando di fissare delle garanzie affinché i benefici generati dagli investimenti siano strutturati in modo tale da mantenere solide radici nel tessuto produttivo UE.

Ripensare la burocrazia con lo snellimento delle procedure autorizzative e con la digitalizzazione dei permessi

Ed è proprio nel segno delle twin transition che, per favorire la rapidità d’esecuzione dei progetti industriali, l’Industrial Accelerator Act prevede l’obbligo per gli Stati membri di adottare un sistema digitale unico per la gestione delle autorizzazioni.

L’intervento sulla “burocrazia industriale” si pone l’obiettivo di ridurre drasticamente i tempi procedurali, vale a dire uno degli ostacoli maggiori agli investimenti manifatturieri in Europa. Grazie all’introduzione dello sportello digitale unico (“one-stop shop”) e grazie all’applicazione del principio del silenzio-assenso in alcune fasi intermedie dell’iter autorizzativo si intende snellire il percorso autorizzativo.

Una speciale attenzione poi è riservata ai progetti ad alta intensità energetica che sono impegnati in percorsi di decarbonizzazione, per i quali vengono previsti canali prioritari. Con questa semplificazione amministrativa si vuole rispondere all’esigenza di attrarre capitali e a rendere l’area UE più competitiva rispetto a quelle giurisdizioni extra-UE più snelle sul fronte burocratico.

Il ruolo delle Industrial Acceleration Areas

La Commissione UE con l’IAA ha voluto anche agire concretamente a supporto delle imprese e ha scelto di farlo con l’istituzione delle Industrial Acceleration Areas: ovvero delle zone progettate per favorire sinergie industriali e per promuovere cluster produttivi focalizzati sulla sostenibilità. I

All’interno di queste aree saranno agevolati investimenti infrastrutturali dedicati alle energie rinnovabili e sarà possibile ottenere permessi su scala territoriale piuttosto che su base singola d’impianto. Il modello proposto intende incentivare la collaborazione tra imprese manifatturiere ed enti pubblici nella creazione di ecosistemi integrati capaci di attrarre finanziamenti specializzati e sviluppare nuove competenze professionali legate alla transizione verde.

Prossimi passi e impatto sulla competitività dell’industria europea

L’Industrial Accelerator Act dovrà ora affrontare il confronto negoziale tra Parlamento Europeo e Consiglio europeo prima della definitiva approvazione ed entrata in vigore. Dal punto di vista operativo, se implementato senza ritardi o compromessi sostanziali, l’IAA potrebbe rappresentare un cambio di paradigma nella politica industriale europea: non solo come strumento difensivo contro le distorsioni del commercio globale ma anche come leva proattiva per stimolare innovazione interna e attrarre capitali verso produzioni avanzate a basso impatto ambientale e ad alto tasso di innovazione. L’obiettivo è quella di recuperare terreno rispetto ad altri poli industriali globali puntando su governance regolatoria e massa critica negli investimenti pubblici innovativi.

Un framework che punta a unire ulteriore transizione green e trasformazione digitale

Con l’IAA la Commissione europea punta a intervenire in modo strutturale sul tessuto industriale, cercando di affrontare in modo nuovo le sfide legate all’autonomia strategica, alla competitività e agli indirizzi sostenziali per la transizione green e digitale.

Con le misure previste nell’IAA si concretizza un tentativo di riequilibrare il rapporto tra apertura dei mercati e tutela degli interessi continentali, in un momento storico in cui la capacità di attrarre investimenti è determinante per sostenere il raggiungimento di obiettivi di decarbonizzazione.

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