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Digital Networks Act, l’UE accelera sulla modernizzazione delle reti



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La proposta di regolamento della Commissione Europea punta a superare la frammentazione normativa del settore delle infrastrutture digitali, armonizzando le regole per operatori e servizi in tutta l’Unione. Il Digital Networks Act favorisce investimenti, transizione a reti avanzate e rafforza sicurezza, resilienza e neutralità della rete, con particolare attenzione alla gestione dello spettro e alla tutela dei diritti degli utenti

Pubblicato il 30 gen 2026



Digital Network Act

La Commissione Europea ha presentato una proposta di regolamento destinata a ridefinire il panorama delle infrastrutture digitali nel continente. L’obiettivo è rafforzare la connettività e favorire l’adozione di reti avanzate, garantendo nel contempo standard elevati di sicurezza, resilienza e neutralità. Il Digital Networks Act si inserisce in una fase in cui l’Unione Europea mira a sostenere gli investimenti necessari per modernizzare le reti e assicurare che i principi chiave dell’ecosistema digitale siano rispettati nei prossimi anni.

Digital Networks Act: un nuovo quadro armonizzato per la connettività europea

La proposta di Digital Networks Act (DNA) rappresenta un tentativo della Commissione Europea di superare la frammentazione normativa che ha storicamente caratterizzato il settore delle reti di connettività nel continente. L’obiettivo dichiarato è promuovere condizioni omogenee per gli operatori, facilitando l’erogazione di servizi in tutto il territorio dell’Unione attraverso l’introduzione di un sistema di registrazione unico per ciascuna impresa. La misura mira a ridurre le barriere burocratiche e ad agevolare la scalabilità dei servizi, favorendo anche la nascita di operatori paneuropei, in particolare nel segmento delle comunicazioni satellitari, grazie a un quadro autorizzativo a livello UE anziché nazionale.

Questa armonizzazione si riflette anche nella gestione dello spettro radio, con licenze più lunghe e rinnovabili automaticamente, elementi pensati per aumentare la prevedibilità degli investimenti e stimolare una concorrenza orientata all’innovazione. La proposta introduce inoltre strumenti per una gestione più efficiente dello spettro disponibile, incentivando il modello “use it or share it”, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse comuni e di riduzione degli sprechi infrastrutturali.

Transizione verso reti avanzate e sostegno agli investimenti

Il DNA affronta con decisione il tema della modernizzazione delle infrastrutture digitali europee, incidendo direttamente sulla transizione dalle reti legacy in rame a soluzioni più performanti basate su fibra ottica e tecnologie mobili avanzate. Il testo impone agli Stati membri l’elaborazione di piani nazionali per il phase-out del rame entro il 2035, con la presentazione delle strategie prevista già per il 2029. Si tratta di una scelta che riconosce come le reti tradizionali non siano più adeguate a sostenere applicazioni emergenti quali intelligenza artificiale, cloud distribuito e servizi avanzati alle imprese.

Il legislatore europeo intende così favorire un contesto regolatorio meno gravoso dal punto di vista amministrativo, lasciando agli operatori maggiore spazio per concentrare risorse su investimenti e sviluppo tecnologico. Contestualmente si cerca di mantenere un equilibrio tra flessibilità nei rapporti B2B e presidio dei diritti degli utenti, adottando garanzie specifiche per minimizzare gli impatti della transizione sulle fasce più vulnerabili della popolazione.

Sicurezza, resilienza e neutralità della rete nell’ecosistema digitale UE

Nel nuovo impianto normativo proposto dalla Commissione trova spazio anche una revisione profonda delle strategie di sicurezza e resilienza delle reti digitali europee. Il DNA introduce meccanismi di cooperazione rafforzata tra Stati membri e operatori privati per limitare le dipendenze critiche lungo tutta la filiera della connettività, prevedendo la stesura di un piano europeo volto ad affrontare eventi avversi come disastri naturali o interferenze esterne.

Particolare attenzione viene riservata ai criteri di selezione dei fornitori paneuropei nei servizi satellitari, dove la sicurezza operativa diviene requisito imprescindibile. Sul fronte della regolamentazione dell’accesso alla rete, il DNA riafferma i principi della net neutrality ma introduce strumenti interpretativi per adattare le regole dell’Open Internet ai nuovi scenari tecnologici. Viene infine istituito un meccanismo volontario di cooperazione tra operatori di rete, provider cloud e produttori di contenuti, pensato come laboratorio normativo per gestire questioni emergenti come l’efficienza del traffico IP o le interconnessioni tra piattaforme.

Alla ricerca di un equilibrio tra innovazione, sostenibilità economica e tutela dell’interesse pubblico

L’evoluzione delle politiche europee in materia di infrastrutture digitali si configura come un processo graduale che intende rispondere all’esigenza di equilibrio tra innovazione, sostenibilità economica e tutela dell’interesse pubblico. L’adozione di nuovi strumenti normativi, come il Digital Networks Act, riflette la volontà di intervenire in maniera coordinata sulle sfide emergenti, mantenendo al centro sia la competitività del mercato unico sia la sicurezza delle reti.

In questo quadro, il coinvolgimento degli attori pubblici e privati appare determinante per garantire uno sviluppo coerente con le aspettative della società digitale europea. La direzione intrapresa pone le basi per un sistema più integrato e affidabile, ma l’efficacia delle misure adottate dipenderà dalla capacità di adattarsi a contesti tecnologici in costante trasformazione e dal dialogo continuo tra istituzioni, industria e cittadini.

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