Il panorama della sostenibilità aziendale nel 2026 sta vivendo una trasformazione profonda caratterizzata dal passaggio da un approccio basato sulla prevalenza dei temi di conformità a una visione basata sulla necessità di misurare il valore economico tangibile. Ed è proprio sulla capacità degli strumenti digitali e nella fattispecie del software che si concentra uno dei filoni di ricerca di Verdantix al centro del report su “How To Calculate The Real ROI Of Sustainability Software“. Una specifica focalizzazione sui temi ESG in cui gli esperti della società di ricerca hanno delineato un quadro in cui l’urgenza climatica si intreccia con il rigore finanziario.
Come passare dalle promesse ambientali al ROI ESG
Il presupposto di base è un po’ lo spirito del tempo di questa fase storica: oltre l’80% dei dirigenti oggi non si accontenta più di promesse ambientali, ma esige che ogni investimento in sostenibilità produca ritorni finanziari chiari, misurabili e verificabili. Questa pressione costringe i team ESG a utilizzare il linguaggio del consiglio di amministrazione e in particolare del dipartimento finanziario.
Su questi temi lavora la divisione Advisory Services di Verdantix in particolare con Stuart Neumann, Senior Vice President più focalizzato sul monitoraggio del mercato e sulla prospettiva storica e strategica in termini di evoluzione del settore. A sua volta Tom Brown, Senior Consultant, porta l’attenzione più sugli aspetti operativi e metodologici necessari per costruire casi aziendali che siano in grado di rispondere efficacemente ai requirements dei CFO. E proprio per rispondere alla necessità di rappresentare correttamente le prospettive legate al ROI del software ESG Verdantix ha sviluppato il modello Verified Value Delivery (VVD), una metodologia proprietaria che punta a colmare il divario tra l’impatto ambientale e le metriche finanziarie dei CFO che esercitano quotidianamente il controllo dei budget.
Il calcolo del ROI per il software ESG in un mercato in continua evoluzione
Per comprendere la necessità di un calcolo rigoroso del ROI, Stuart Neumann ha tracciato l’evoluzione del mercato ESG, descrivendolo come un viaggio sulle montagne russe durato diciotto anni. Fondata nel 2008, poco prima della grande crisi finanziaria, Verdantix ha assistito a diverse fasi di crescita e contrazione. Dopo un decennio di progressi costanti, guidati principalmente da regimi volontari e da una crescente consapevolezza dei rischi fisici legati al clima, il 2021 ha segnato un’apparente rivoluzione con la promessa di normative stringenti come la CSRD in Europa e nuovi obblighi negli Stati Uniti. Nello stesso tempo Neumann osserva che il 2025 e l’inizio del 2026 hanno portato una nuova sfida: ovvero una sorta di “ammorbidimento” dei regimi normativi che ha rallentato il tasso di crescita della spesa per la sostenibilità. (Relativamente a Verdantix leggi anche il servizio relativo alle previsioni sulla sostenibilità per il 2026 e sugli Energy Trends 2026 n.d.r.)
Per quali ragioni la sostenibilità non gode più di un trattamento di favore durante la pianificazione dei budget
In questo scenario in profonda evoluzione con tante variabili che influenza i processi decisionali delle imprese, la sostenibilità non gode più di un trattamento di favore durante la pianificazione dei budget. I responsabili della sostenibilità o sustainability manager devono ora competere se si può usare questa espressione con proposte di investimento in nuovi stabilimenti produttivi o nello sviluppo di team dedicati all’intelligenza artificiale.
La ricerca di resilienza aziendale lega la sostenibilità alle performance operative
A questo proposito Neumann ha sottolineato come la resilienza aziendale sia diventata il tema centrale del 2026, agendo come un fattore isolato dalle fluttuazioni della conformità e legando la sostenibilità direttamente alle performance operative di base.
Questo cambiamento di paradigma richiede una capacità analitica superiore, dove il software non è più solo uno strumento di reporting, ma il sistema nervoso centrale per decisioni rapide e accurate.
Le tre sfide fondamentali del 2026 e il ruolo degli investitori
Le previsioni delineate da Neumann per l’anno in corso evidenziano tre temi dominanti che caratterizzano le scelte legate alla sostenibilità nelle imprese:
- la gestione della domanda degli stakeholder esterni
- l’adattamento ai cambiamenti normativi
- la garanzia della resilienza del business
Trasparenza: gli investitori si fanno sentire più dei regolatori
Un punto cruciale è il ruolo crescente degli investitori che, in molti casi, stanno sostituendo i regolatori come principali motori della trasparenza. Gli investitori richiedono dati certi sui rischi fisici del clima e su come questi influenzino i premi assicurativi e le valutazioni aziendali. Questo spinge anche le medie imprese e le società private a raddoppiare il numero di metriche divulgate per mantenere l’accesso ai capitali. In altre parole la gestione del rischio e del rischio ESG in particolare chiedono dati affidabili.
Più attenzione anche all’integrazione dell’Intelligenza artificiale come fattore ESG
Altre previsioni toccano l’integrazione dell’intelligenza artificiale, che promette dati in tempo reale ma pone seri rischi reputazionali in assenza di una governance robusta. Nel settore B2B, Neumann prevede che la domanda dei clienti guiderà l’eco-design, specialmente nel settore chimico, dove tre nuovi prodotti su cinque saranno progettati secondo criteri di sostenibilità. Inoltre, il mercato del software vedrà un’accelerazione del consolidamento, con almeno dieci acquisizioni previste entro la fine dell’anno. Questi trend confermano che la capacità di dimostrare valore attraverso la tecnologia è la sola via per garantire la continuità nel tempo delle strategie ESG.
Il ROI del software ESG e la metodologia Verified Value Delivery
In termini di quantificazione del valore, Tom Brown entra nel merito del modello Verified Value Delivery (VVD), progettato per superare i limiti di conoscenza dei casi aziendali tradizionali che spesso vengono percepiti come basi dati con livelli di verifica limitati. In questo senso si colloca il modello Verified Value Delivery che analizza l’investimento tecnologico attraverso tre lenti integrate: finanziaria, strategica e di mitigazione del rischio.
L’importanza di comprendere se e come il software abilita una nuova forma di creazione di valore
L’analista Verdantix ha spiegato a questo proposito che l’obiettivo del modello non è solo quello di giustificare un costo, quanto la volonta di dimostrare come il software abiliti a tutti gli effetti una creazione di valore superiore rispetto alla gestione manuale o frammentata dei dati.
La lente finanziaria si basa su un modello che include voci di risparmio sui costi verificate e fattori di crescita economica. Verdantix utilizza dati di benchmarking tra pari e interviste approfondite con gli stakeholder interni per identificare i driver di valore specifici per ogni organizzazione. Gli output di questa analisi sono quelli che il CFO si aspetta di analizzare: un ritorno sull’investimento (ROI) a tre anni, il Valore Attuale Netto (NPV) e il punto di pareggio. Gli esempi in questo senso sono numerosi e in particolare Verdantix porta l’attenzione su alcuni casi reali in cui gli investimenti in software di reporting hanno generato un ROI superiore al 200% con un pareggio raggiunto in meno di dieci mesi.
La lente finanziaria: un ROI del software ESG che va oltre l’automazione dei processi
Analizzando nel dettaglio i vantaggi economici, Brown ha evidenziato come l’automazione della raccolta, validazione e pubblicazione dei dati ESG porti a risparmi immediati in termini di tempo e lavoro. Con l’aumento della complessità delle metriche richieste, la gestione tramite fogli di calcolo diventa non solo inefficiente, ma pericolosamente soggetta a errori. Il software permette di ridurre drasticamente le ore lavorate dal personale dedicato e, aspetto spesso trascurato, riduce i costi degli audit esterni grazie alla creazione di una traccia digitale coerente e facilmente verificabile.
La possibilità di portare internamente il processo ESG
Un altro driver finanziario significativo è la riduzione della dipendenza dai consulenti esterni. Molte aziende spendono cifre important per far gestire manualmente i propri dati di sostenibilità da terze parti; l’implementazione di una piattaforma dedicata permette di internalizzare queste competenze e di ottimizzare il costo totale di proprietà (TCO) attraverso il consolidamento degli strumenti. Ogni calcolo in particolare, nella prospettiva del CFO, deve essere trasparente e collegato a evidenze specifiche, rendendo i numeri presentati assolutamente difendibili.
La lente strategica: qualità dei dati e agilità decisionale
Oltre alla qualità dei numeri puri, la lente strategica del modello Verified Value Delivery porta l’attenzione sui benefici che, per quanto certamente più difficili da quantificare, sono fondamentali per la competitività a lungo termine. Questi benefici includono il miglioramento della performance operativa attraverso l’analisi dei dati, che permette di guidare miglioramenti sui margini di profitto e sull’efficienza delle risorse. E disporre di dati di “livello d’investimento” affidabili significa poter rispondere con velocità e coerenza alle richieste degli stakeholder, garantendo la fiducia del mercato.
Il concetto di democratizzazione della sostenibilità
Si arriva così anche in un ambito che può essere definito con il concetto di “democratizzazione della sostenibilità“. Proprio grazie al software, le performance ESG non rimangono confinate in un unico ufficio, ma vengono condivise attraverso funzioni aziendali diverse, promuovendo una collaborazione interfunzionale che integra la sostenibilità nelle decisioni quotidiane. Questa agilità strategica permette all’azienda di posizionarsi come punto di riferimento nel proprio settore, aumentando la capacità di attrazione verso i talenti e migliorando la percezione del marchio in un mercato sempre più attento anche a questi valori.
La lente del rischio: proteggere il valore aziendale e aumentare la resilienza
La terza lente del modello Verified Value Delivery è rappresentata dalla dimensione del rischio. Una dimensione questa che è caratterizzata dalla mappa delle vulnerabilità che il software può aiutare a mitigare. Stuart Neumann ha osservato a questo proposito che la gestione del rischio risulta spesso come il fattore più convincente per gli investimenti tecnologici in periodi di incertezza normativa. Il modello analizza diversi vettori di rischio, dalla non conformità alle normative globali come la CSRD ai rischi reputazionali derivanti da dichiarazioni imprecise o incomplete.
Il ruolo sempre più importante della matrice di rischio
L’uso di una matrice di rischio, che incrocia la probabilità di accadimento con le conseguenze potenziali, permette di visualizzare chiaramente le minacce alla valutazione aziendale e all’appetito degli investitori. Verdantix sottolinea come il software aiuti a identificare siti produttivi o fornitori vulnerabili agli effetti fisici del cambiamento climatico, consentendo di adattare le strategie e implementare azioni mitigatrici prima che i rischi si trasformino in perdite finanziarie reali. In questo senso, la tecnologia agisce come un’assicurazione strategica per la resilienza complessiva del business.
Nella valutazione del ROI del software ESG è importante parlare la lingua del CFO e degli stakeholder
Ogni business case di successo deve contare su un elevato livello di personalizzazione per i diversi interlocutori aziendali. Trattare la “C-suite” come un’entità unica per le tematiche ESG è un errore comune che porta spesso al fallimento delle proposte di budget. Al contrario, è necessario inquadrare il valore del software ESG in base alle priorità specifiche di ogni stakeholder.
Più concretamente, per il dipartimento delle operations, il focus deve essere sull’eccellenza operativa, sulla riduzione dei costi energetici e sull’ottimizzazione nella gestione dei rifiuti. Per il Chief Risk Officer (CRO) e il responsabile della strategia, la narrazione deve focalizzarsi sulla gestione olistica dei rischi e sull’analisi degli scenari per supportare le decisioni di allocazione del capitale. Per il CFO e le relazioni con gli investitori, l’enfasi deve cadere sulla produzione di dati affidabili per sbloccare finanziamenti “green” e informare i piani di transizione verso il Net Zero.
Valutazione ROI del software ESG: quattro pillar di riferimento
Da Verdantix arrivano sostenzialmente quattro grandi insegnamenti chiave per i professionisti della sostenibilità in relazione alla valutazione del ROI del software ESG.
- Riconoscere che le priorità globali sono frammentate e che non esiste un unico business case universale: ogni strategia deve essere cucita su misura per il settore e per l’impronta geografica dell’azienda.
- Per ottenere gli investimenti necessari per i progetti è necessario ancorare le richieste a risultati di business “hard-edged” che possano competere con altre priorità aziendali.
- I casi aziendali più efficaci sono quelli che riescono a fondere logica finanziaria, vantaggio strategico e mitigazione del rischio in una narrazione unica e difendibile.
- Infine, la personalizzazione del messaggio per ogni stakeholder è fondamentale: anzi, rappresenta lo strumento che trasforma una necessità tecnica in un chiaro obiettivo strategico.












