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ESG nei musei, competenze cercasi per colmare lo skillgap europeo



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Il progetto europeo ESG4GLAM fotografa competenze e strategie ESG di musei, biblioteche, archivi e gallerie: il 65% delle organizzazioni non ha ancora un referente ESG formalizzato, mentre cresce la necessità di formazione su sostenibilità, governance e gestione dei rischi ambientali

Pubblicato il 31 ago 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



ESG4GLAM SKILLGAP 2026
Fonte: Competency Needs Analysis Report – indagine transnazionale sulle competenze ESG nel settore GLAM — Gallerie, Biblioteche, Archivi e Musei. Ricerca realizzata da ESG4Glam
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Qualche mese fa, quando abbiamo scelto di dare la notizia del lancio del progetto europeo ESG4GLAM, abbiamo parlato di Arte della sostenibilità per sottolineare come anche il mondo GLAM Galleries, Libraries, Archives e Museums possa trovare nel raggiungimento di obiettivi di sostenibilità la possibilità di creare nuovo valore. Questa possibilità, tuttavia, è strettamente connessa, così come in altri settori, alla disponibilità di competenze adeguate, di risorse in grado di disegnare, pilotare e realizzare una integrazione tra i processi di settore e le necessità legate alla sostenibilità.
Peraltro, il mondo della cultura guarda da tempo con crescente attenzione ai temi della responsabilità ambientale e sociale, ma tra la consapevolezza dell’importanza di questi temi ESG e la capacità di integrarli nelle organizzazioni rimane ancora una distanza significativa.

Ed è proprio quanto emerge dal Competency Needs Analysis Report di ESG4GLAM, la prima indagine transnazionale dedicata alle competenze Environmental, Social and Governance nel settore GLAM – Galleries, Libraries, Archives and Museums. (Il report si può consultare in forma integrale QUI n.d.r.).

E va ricordato come ESG4GLAM, acronimo di ESG competences for the GLAM sector, sia un progetto Erasmus+ KA220-VET, cofinanziato dall’Unione europea e coordinato da Mazzini Lab S.R.L. Benefit. Una realtà che ha proprio l’obiettivo di sviluppare competenze che consentano alle organizzazioni culturali di affrontare la sostenibilità in maniera più strutturata.

Una ricerca ESG che coinvolge 16 Paesi

L’indagine ha coinvolto 154 professionisti ed esperti provenienti da 16 Paesi, ai quali si sono aggiunti sei focus group con complessivamente 43 partecipanti realizzati in Italia, Lettonia, Serbia, Finlandia e Austria.

L’analisi ha preso in considerazione quattro grandi domini: competenze trasversali di integrazione ESG, competenze ambientali, sociali e di governance. Tutte le aree vengono considerate importanti dagli intervistati, con valutazioni superiori a 4,2 punti su 5. Il risultato evidenzia quindi un settore che riconosce la centralità della sostenibilità e dei green skill, ma segnala anche uno skill gap ovvero una realtà che deve ancora costruire competenze, ruoli e strumenti organizzativi adeguati per trasformarla in una componente strutturale della propria attività.

Il 65% delle organizzazioni non ha un referente ESG

Uno dei risultati più significativi riguarda proprio la governance della sostenibilità. Il 65% delle organizzazioni coinvolte non dispone di un ruolo ESG formalmente assegnato oppure gli intervistati non sono a conoscenza della sua esistenza.

Il dato non significa, tuttavia, che musei, archivi, biblioteche e gallerie siano estranei alla sostenibilità. Al contrario, secondo quanto riportato dal progetto, il 54% delle organizzazioni lavora su temi ESG da oltre tre anni, mentre soltanto il 13% dispone di una strategia scritta.

Si delinea così una situazione nella quale le iniziative sembrano precedere la loro formalizzazione: la sostenibilità entra nelle attività delle istituzioni culturali, ma non sempre viene accompagnata dalla definizione di responsabilità, strategie e competenze specifiche.

Il principale divario riguarda l’integrazione ESG

La ricerca non si limita a rilevare quanto siano considerate importanti determinate competenze, ma mette a confronto la loro rilevanza con il livello di preparazione esistente.

Il gap più ampio tra i quattro domini analizzati riguarda le competenze trasversali necessarie per integrare l’ESG nelle organizzazioni, con uno scarto pari a 1,68 punti.

Questo aspetto assume particolare importanza perché la sostenibilità non riguarda soltanto singoli interventi ambientali. Richiede la capacità di collegare dimensioni ambientali, sociali e di governance alle attività e ai processi dell’organizzazione.

Rischi climatici, manca la preparazione alle emergenze

Ancora più significativo è il risultato relativo alle singole competenze. Tra le 29 competenze misurate, lo scarto maggiore, pari a 1,88 punti, riguarda la preparazione alle emergenze ambientali. Per le istituzioni culturali si tratta di un tema particolarmente delicato. Musei, archivi, biblioteche e gallerie devono infatti proteggere non soltanto edifici e persone, ma anche collezioni e patrimonio culturale potenzialmente esposti agli effetti degli eventi estremi e dei rischi climatici.

La sostenibilità si intreccia così con il tema della resilienza delle istituzioni culturali, facendo emergere l’esigenza di sviluppare capacità di prevenzione e gestione delle emergenze.

Dalla ricerca a un nuovo percorso formativo

I risultati della Competency Needs Analysis non rappresentano soltanto una fotografia della situazione attuale. Serviranno per costruire la fase successiva di ESG4GLAM. Le evidenze raccolte hanno infatti guidato la progettazione di un Framework delle Competenze allineato all’EQF – European Qualifications Framework, che verrà utilizzato per sviluppare un percorso formativo modulare in modalità e-learning.

L’obiettivo è quindi trasformare i gap individuati dalla ricerca in competenze concretamente trasferibili ai professionisti del settore culturale, aiutando le organizzazioni a passare da iniziative ESG spesso frammentate a un approccio maggiormente strutturato.

Massimo Cruciotti, CEO di Mazzini Lab e coordinatore del progetto, ha sottolineato in una nota emessa dall’organizzazione che “il quadro restituito dall’indagine non racconta un settore disinteressato alla sostenibilità, quanto piuttosto organizzazioni che si stanno muovendo più rapidamente delle strutture e delle competenze di cui dispongono“.

È proprio in questa distanza che si colloca la sfida evidenziata da ESG4GLAM: fare in modo che la sostenibilità diventi progressivamente parte delle competenze professionali, della governance e della capacità di programmazione delle istituzioni culturali europee.

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