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Domanda elettrica globale: IEA, rinnovabili al sorpasso



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La domanda mondiale di elettricità segnerà una crescita del 3,6% nel entro la fine del 2026 e del 3,8% nel 2027, secondo l’IEA. Industria, data center, veicoli elettrici e climatizzazione spingono i consumi, mentre le rinnovabili sono destinate a superare il carbone come prima fonte globale di generazione elettrica

Pubblicato il 2 set 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



IEA REPORT ELECTRICITY 2026
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La domanda mondiale di elettricità sente sempre di più la spinta dall’elettrificazione dei consumi: dall’industria, dalla diffusione dei veicoli elettrici, dalla climatizzazione e dalla crescita dei data center la richiesta di energia elettrica sta crescendo. E si tratta di una dinamica che prosegue nonostante le tensioni geopolitiche e la forte volatilità dei mercati energetici.

È quanto emerge dall’Electricity Mid-Year Update 2026 dell’International Energy Agency IEA (per consultare il report in forma integrale vai QUI n.d.r.) , secondo cui la domanda globale di elettricità dovrebbe aumentare del 3,6% nel 2026 e di un ulteriore 3,8% nel 2027, dopo la crescita del 3% registrata nel 2025. (Leggi anche il servizio sul report IEA relativo alla transizione energetica che sta accelerando).

Il consumo mondiale dovrebbe così passare dai 28.600 TWh del 2025 a 30.700 TWh nel 2027, confermando la progressiva centralità dell’elettricità nel sistema energetico globale.

Industria, data center ed EV spingono la domanda

Dietro l’accelerazione non c’è un’unica motivazione. La crescita della domanda è sostenuta da una combinazione di trasformazioni strutturali che stanno interessando economie avanzate ed emergenti.

L’IEA individua tra i principali driver l’attività industriale, la crescente diffusione degli apparecchi elettrici, la climatizzazione degli edifici, i veicoli elettrici e i data center.

Si tratta di una tendenza destinata ad andare oltre le oscillazioni congiunturali dell’economia. L’elettricità sta infatti assumendo un ruolo crescente in settori precedentemente alimentati direttamente da combustibili fossili, mentre digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno facendo emergere nuove categorie di consumatori particolarmente energivori.

Il fenomeno si inserisce in quella che la stessa IEA ha definito “Age of Electricity”, una fase nella quale i consumi elettrici sono destinati a crescere più rapidamente della domanda complessiva di energia.

Cina e India guidano la crescita dei consumi

L’aumento della domanda sarà particolarmente significativo nelle grandi economie asiatiche. In Cina, l’IEA prevede per il 2026 una crescita dei consumi elettrici del 5,5%, sostenuta soprattutto dall’attività manifatturiera e dall’espansione della ricarica dei veicoli elettrici. Ancora più marcata la crescita prevista in India, dove la domanda dovrebbe aumentare del 7%, dopo un 2025 caratterizzato da condizioni meteorologiche che ne avevano frenato l’espansione.

La domanda continua però ad aumentare anche nelle economie avanzate. Negli Stati Uniti e nell’Unione europea l’incremento previsto è vicino al 2%. Una situazione diversa interessa invece alcuni Paesi asiatici fortemente dipendenti dalle importazioni di LNG (Liquefied Natural Gas) o GNL – Gas Naturale Liquefatto, come Pakistan e Bangladesh, dove l’aumento dei costi dei combustibili e le difficoltà sul fronte dell’approvvigionamento stanno frenando i consumi.

La crisi del gas mette alla prova i sistemi elettrici

L’accelerazione della domanda avviene in una fase particolarmente complessa per i mercati energetici. Le interruzioni dei flussi di gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz hanno contribuito a spingere i prezzi del gas in Asia ed Europa ai livelli più elevati dalla crisi energetica del 2022-2023.

Secondo l’IEA, i sistemi elettrici hanno finora assorbito buona parte dello shock, anche grazie all’aumento delle forniture di LNG, in particolare dal Nord America. L’aumento dei prezzi del gas ha però avuto anche una conseguenza negativa sul fronte climatico: in diversi Paesi europei e asiatici si è verificato uno spostamento della generazione dal gas al carbone, diventato in alcune situazioni economicamente più competitivo.

Le rinnovabili superano il carbone nel 2026

Parallelamente alla crescita dei consumi sta però accelerando anche la produzione da fonti rinnovabili. Secondo le previsioni dell’IEA, nel 2026 le rinnovabili sono destinate a diventare la prima fonte mondiale di produzione elettrica, superando il carbone dopo aver raggiunto sostanzialmente la parità nel 2025.

La generazione di energia rinnovabile dovrebbe aumentare di oltre l’8% nel 2026 e portare la propria quota sulla produzione mondiale di elettricità dal 33% del 2025 al 37% nel 2027.

Il sorpasso assume una rilevanza particolare perché avviene mentre la domanda complessiva continua ad aumentare: le tecnologie pulite non devono quindi semplicemente sostituire una parte della generazione fossile esistente, ma contemporaneamente soddisfare nuovi consumi. (Leggi anche il servizio su Demografia e ESG n.d.r.)

Il fotovoltaico diventa protagonista della crescita

A guidare l’espansione sarà soprattutto il solare fotovoltaico. La produzione mondiale da fotovoltaico dovrebbe aumentare di circa 600 TWh nel solo 2026, replicando la crescita record registrata nel 2025, con un’espansione altrettanto robusta prevista per il 2027.

Nel 2026 il fotovoltaico dovrebbe inoltre superare l’eolico, diventando la seconda fonte rinnovabile mondiale di produzione elettrica dopo l’idroelettrico.

L’espansione delle rinnovabili sta contribuendo anche alla sicurezza energetica, aumentando la diversificazione del mix elettrico e riducendo l’esposizione dei sistemi alle oscillazioni dei mercati internazionali dei combustibili.

Le emissioni elettriche aumentano ancora nel 2026

L’accelerazione delle rinnovabili non sarà tuttavia sufficiente a produrre immediatamente una diminuzione delle emissioni del settore elettrico. La IEA prevede che le emissioni globali di CO2 derivanti dalla produzione di elettricità aumenteranno di circa l’1% nel 2026, anche a causa del maggiore utilizzo del carbone determinato dall’aumento dei prezzi del gas. La situazione dovrebbe però cambiare nel 2027, quando le emissioni sono previste sostanzialmente stabili.

A frenare ulteriori aumenti saranno soprattutto la continua espansione delle fonti rinnovabili e la crescita della produzione nucleare, che dovrebbero consentire di soddisfare una quota crescente della nuova domanda senza un corrispondente aumento delle emissioni.

Prezzi elettrici in aumento in Europa e Giappone

Lo shock sul mercato del LNG si sta trasferendo anche sui prezzi dell’elettricità. Nel secondo trimestre del 2026 i prezzi spot medi dell’elettricità nell’Unione europea e in Giappone sono aumentati di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La situazione appare molto diversa negli Stati Uniti, dove i prezzi all’ingrosso sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre in India l’aumento è stato inferiore al 10%. Le differenze mostrano ancora una volta quanto la composizione del mix energetico e la dipendenza dalle importazioni di combustibili possano condizionare il costo finale della generazione elettrica.

Più rinnovabili richiedono maggiore flessibilità

La crescita delle fonti rinnovabili porta con sé anche una nuova sfida: rendere i sistemi elettrici sufficientemente flessibili da gestire una produzione sempre più variabile.

L’IEA segnala infatti una maggiore frequenza di prezzi elettrici negativi in alcuni mercati. Il fenomeno si verifica quando, in determinate ore, l’offerta di elettricità supera la domanda e il sistema non dispone di sufficiente capacità per accumulare, spostare o utilizzare l’energia disponibile.

Secondo l’Agenzia, questi episodi rappresentano anche un segnale delle rigidità tecniche, regolamentari o contrattuali ancora presenti nei sistemi elettrici.

Diventano quindi sempre più importanti strumenti come battery storage, demand response, reti intelligenti e gestione flessibile dei consumi, capaci di adattare domanda e offerta in tempo reale.

Il clima aggiunge un’altra variabile alla domanda elettrica

Alle trasformazioni tecnologiche e geopolitiche si aggiunge infine il cambiamento climatico. Un eventuale El Niño più intenso del previsto nel 2026 potrebbe far crescere ulteriormente la domanda elettrica, soprattutto attraverso un maggiore utilizzo dei sistemi di climatizzazione.

Allo stesso tempo, determinate condizioni meteorologiche potrebbero ridurre la produzione idroelettrica ed eolica in alcune regioni, aumentando la necessità di ricorrere ad altre fonti.

La crescita della domanda elettrica diventa così una delle principali sfide della transizione energetica: occorre produrre molta più elettricità per sostenere elettrificazione, mobilità, industria e digitalizzazione, ma contemporaneamente decarbonizzare la generazione e rendere reti e sistemi più resilienti e flessibili.

Il sorpasso delle rinnovabili sul carbone previsto per il 2026 rappresenta un passaggio storico. Ma i dati dell’IEA mostrano anche come la nuova “Age of Electricity” richieda qualcosa di più della sola crescita della capacità rinnovabile: reti, accumuli, flessibilità e sicurezza degli approvvigionamenti diventano altrettanto strategici per riuscire a gestire un sistema elettrico globale sempre più grande e complesso.

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