-21: verso Cop26

PreCop26: i parlamentari “preparano il terreno” e chiedono un serio impegno ai Governi del mondo

A Montecitorio l’ultimo evento in vista della Cop26 di Glasgow: in assemblea i membri delle Commissioni competenti in materia di clima e ambiente, per perfezionare la stesura del documento finale da sottoporre ai leader che si riuniranno per i negoziati Onu. Sul piatto richieste ambiziose, dalla mobilitazione di 100 miliardi di dollari all’anno al “rafforzamento dell’assistenza finanziaria, tecnologica e di sviluppo delle capacità a favore dei Paesi in via di sviluppo”

11 Ott 2021

Veronica Balocco

“E’ essenziale che nel corso della COP26 si riescano a mobilitare sufficienti finanziamenti per la lotta ai cambiamenti climatici. Chiediamo un aumento dei finanziamenti per i paesi in via di sviluppo, specialmente per quelli che sono particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico e che hanno significativi limiti di capacità, come i Paesi meno sviluppati e gli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), per far sì che questi Paesi possano adattare e mitigare gli effetti del cambiamento climatico a cui sono vulnerabili. Invitiamo i Paesi sviluppati a rispettare gli impegni assunti in materia di clima, con particolare riferimento all’obiettivo di mobilitare congiuntamente 100 miliardi di dollari all’anno al fine di migliorare la fiducia negli impegni di finanziamento, tenendo conto dei negoziati che inizieranno durante la COP26 in merito al nuovo obiettivo di finanziamento collettivo quantificato a partire da una base di 100 miliardi di dollari all’anno. Come necessità urgente, sosteniamo uno spostamento significativo e un rafforzamento dell’assistenza finanziaria, tecnologica e di sviluppo delle capacità a favore dei Paesi in via di sviluppo per promuovere l’adattamento piuttosto che la mitigazione, nonché una particolare attenzione per evitare qualsiasi ostacolo all’accesso di tali Paesi ai finanziamenti e al sostegno dedicati al clima”.

E’ uno dei passaggi cruciali del documento (SCARICA QUI IL TESTO INTEGRALE) con cui si è chiusa a Roma, lo scorso 9 ottobre, la riunione parlamentare in preparazione della 26ma Conferenza delle Parti sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP26), che sarà ospitata dal Regno Unito, a Glasgow, dall’1 al 12 novembre. Organizzata dalla Camera dei deputati in collaborazione con il Senato della Repubblica e l’Unione interparlamentare (UIP), la riunione parlamentare PreCop26 si è rivolta ai parlamentari membri delle Commissioni competenti in materia di clima e ambiente, nell’ambito di una serie di eventi ospitati dall’Italia in partnership con il Regno Unito. Si è trattato dell’ultimo appuntamento ufficiale in vista dell’evento scozzese, dopo l’importante incontro preparatorio tenutosi a Milano dal 30 settembre al 2 ottobre, alla presenza di 50 ministri dell’ambiente.

Il contesto

Ogni conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è preceduta da un incontro preparatorio che si tiene circa un mese prima, chiamato PreCop. La PreCop riunisce i ministri del clima e dell’energia di un gruppo selezionato di Paesi per discutere di alcuni aspetti politici fondamentali dei negoziati e approfondire alcuni dei temi negoziali chiave che saranno affrontati alla Cop. In quanto partner del Regno Unito per la Cop26, l’Italia ha ospitato la PreCop presso il Centro Congressi di Milano, MiCO, dal 30 settembre al 2 ottobre 2021, quale ultima opportunità formale e multilaterale per i ministri di dare forma ai negoziati nel dettaglio prima del vertice di Glasgow di novembre.
Alla Conferenza hanno preso parte circa 40/50 Paesi, i rappresentanti del Segretariato dell’UNFCCC, i presidenti degli Organi Sussidiari della Convenzione e una serie di attori della società civile che svolgono un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico o nella transizione verso lo sviluppo sostenibile. Fra i partecipanti anche l’inviato del presidente Usa per il clima, John Kerry, e il presidente della Cop di Glasgow, Alok Sharma. Presidente, il ministro italiano della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

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A questo importante appuntamento ha fatto seguito a Montecitorio, l’8 e 9 ottobre, la riunione parlamentare dei membri delle Commissioni, conclusasi con l’adozione di un documento (riveduto in via preliminare dai co-relatori della riunione, Alessia Rotta, nominata dal Parlamento italiano, e Alex Sobel, nominato dal gruppo britannico dell’UIP) che finirà sul tavolo di Glasgow.

“Agire è sempre più urgente”

Numerose le istanze sollevate dal gruppo dei parlamentari all’indirizzo degli oltre 190 leader mondiali attesi in Scozia per i negoziati della Cop26. Manifestando la propria “seria preoccupazione poiché sta diventando sempre più urgente agire per contrastare la crisi climatica”, i firmatari esortano “con forza tutte le Parti a fare della Cop26 un punto di svolta, adottando e attuando impegni ambiziosi per una ripresa dalla pandemia che sia verde, inclusiva e sostenibile e garantisca, inoltre, che l’aumento della temperatura globale non superi 1,5°C.
Ricordando poi che “a tutti i paesi è stato richiesto di presentare Contributi Determinati a livello Nazionale (NDC) potenziati più ambiziosi e aggiornati per riflettere i piani rivisti per affrontare le mutate circostanze create dalla pandemia e dalle sue ripercussioni”, i parlamentari sottolineano la necessità che, in qualità di legislatori, venga garantito “che i nostri Paesi possano trarre pieno vantaggio dalle opportunità di una ripresa verde post Covid-19”. “Gli impegni concordati per affrontare le sfide climatiche – fanno presente – possono guidarci verso una ripresa sostenibile, poiché siamo adesso più preparati e determinati a “ricostruire meglio” a beneficio di tutti. Possiamo raggiungere questi obiettivi anche modificando le nostre abitudini, riducendo la quantità di rifiuti e incoraggiando un’economia circolare e filiere corte”.

Ma ecco i punti salienti del documento.

Circolarità e sostenibilità dei modelli

Lo scenario futuro si fonda, nella vision del documento, su una serie di istanze urgenti cui il mondo è chiamato a dare risposta. “Adottando modelli di economia circolare e utilizzando le risorse naturali in modo sostenibile e responsabile – si afferma ad esempio -, possiamo tutelarci da future pandemie e proteggere meglio le popolazioni. Le pressioni sui servizi sanitari, in particolare quelli dei paesi a basso reddito, possono essere mitigate da misure di politica verde, a complemento degli sforzi per migliorare l’accesso e l’equità attraverso un movimento verso la copertura sanitaria universale (UHC)”.

Pianificazione urbana Green

Ma è necessario lavorare anche su modelli di urbanizzazione e consumo più inclusivi e sostenibili, ad esempio”realizzando una pianificazione urbana e rurale più efficace, sfruttando il potenziale offerto dalla digitalizzazione per fornire e ricevere servizi online, limitando la necessità di viaggiare e, di conseguenza, riducendo le emissioni. Le misure di sviluppo urbano sostenibile – si puntualizza – sono anche vitali per affrontare l’impatto del clima sulle comunità che vivono nelle baraccopoli alla luce delle loro specifiche vulnerabilità”.

Attenzione alle risorse idriche

Cruciale anche l’attenzione alle risorse idriche, che sono un aspetto essenziale di qualsiasi sforzo globale per affrontare le ripercussioni del cambiamento climatico. “Allo stesso modo – scrivono i parlamentari -, si deve dare priorità alla protezione degli oceani, abbinando la politica sul cambiamento climatico, la mitigazione e l’adattamento, alla sicurezza marittima, alla pesca e alla biodiversità oceanica come parte di un approccio globale coesivo”.

Calcolare le emissioni transnazionali

Decisivo poi il passaggio che affronta la questione centrale: la riduzione delle emissioni di CO2. “Riconosciamo l’importanza della definizione di un prezzo per le emissioni di carbonio al fine di ottenerne la riduzione e incoraggiamo tutti i paesi a farlo in base alle rispettive situazioni nazionali”, recita il documento, chiarendo poi che “un altro rischio per le ambizioni climatiche sono le emissioni transnazionali, che finora non sono state prese in considerazione nei negoziati internazionali, in particolare quelle dell’industria aeronautica e navale”.
In tale quadro, i parlamentari chiedono l’introduzione “di un meccanismo per calcolare le emissioni transnazionali che ripartisca in modo equo e trasparente le responsabilità nazionali, tenendo conto di queste emissioni nella valutazione delle riduzioni globali”. “Sosteniamo con forza anche la creazione di un meccanismo transnazionale per monitorare il rispetto degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra – aggiungono – e accogliamo con favore il contributo che sarà offerto dal primo bilancio globale dell’UNFCCC, che pubblicherà i suoi risultati nel 2023”.

Metodi innovativi di finanziamento

Importante anche il capitolo finanziamenti a favore del clima, con proposte per la gestione e il reperimento dei fondi. I firmatari, a tal proposito, ricordano che “alcuni strumenti innovativi potrebbero comprendere la mobilitazione di risorse agevolate e non rimborsabili, canalizzate attraverso banche multilaterali e bilaterali con processi agili e trasparenti; pagamenti per servizi ecosistemici e conversione del debito per l’azione a favore del clima. Inoltre, si potrebbe prendere in considerazione la riallocazione dei diritti speciali di prelievo”.

Attenzione agli Stati più vulnerabili e importanza delle nuove tecnologie

Riconoscendo poi “l’onere aggiuntivo che gli alti livelli di debito pubblico impongono ai paesi in via di sviluppo, in particolare ai SIDS”, il documento chiede “che sia concesso un maggiore margine di bilancio e che sia garantita la sostenibilità del debito di modo che questi Stati possano rispettare i loro impegni di politica climatica”. Quanto invece all’apporto del nuove tecnologie (in particolare i modelli produttivi di AI), i documento afferma di accogliere “con favore gli investimenti in tali risorse scientifiche e tecnologiche e il loro impiego nel sostenere le politiche e i progetti di transizione energetica, adattamento e mitigazione e sosteniamo gli sforzi globali volti a garantire un adeguato trasferimento di tecnologia ai paesi in via di sviluppo, compresi gli Stati vulnerabili”.

Progettazione di sistemi alimentari sostenibili

In tema di alimentazione e sicurezza alimentare, i firmatari sostengono “con forza la strategia dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) sull’adattamento e la mitigazione nei settori agricoli”, chiedendo “un impegno globale a favore dei suoi principi di assistenza alla trasformazione dei metodi agricoli nei Paesi in via di sviluppo come chiave dell’azione di contrasto ai cambiamenti climatici”. Un focus è posto anche sulla progettazione di sistemi alimentari sostenibili, sani, diversi e resilienti, che “faciliterà il progresso nel raggiungimento dei nostri obiettivi sul clima e sulla biodiversità”.

Foto tratte dal sito della Camera dei deputati

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