Pompe di calore ed elettrificazione: cosa frena le imprese italiane
La transizione energetica delle imprese italiane incontra ancora ostacoli significativi, che riguardano non soltanto i costi degli investimenti, ma anche la conoscenza delle tecnologie e la disponibilità di competenze adeguate. È quanto emerge dalla ricerca CNA sull’elettrificazione del calore, presentata nell’ambito dell’incontro “Elettrificare per competere”.
L’indagine, condotta attraverso questionari rivolti a 83 imprese e 217 impiantisti, evidenzia un divario tra le opportunità offerte dalle tecnologie elettriche e la loro effettiva diffusione nel sistema produttivo. Solo il 13,3% delle imprese conosce correttamente il funzionamento di una pompa di calore, mentre il 42,2% non ha ancora valutato la possibilità di elettrificare uno o più processi produttivi.
Elettrificazione industriale: investimenti e costi energetici tra gli ostacoli
La sostenibilità economica rappresenta il principale fattore che condiziona le decisioni aziendali. Il 53% delle imprese indica gli elevati investimenti iniziali come principale barriera all’elettrificazione, seguito dall’incertezza sui tempi di ritorno economico (26,5%), dal costo dell’energia elettrica (25,3%) e dalle difficoltà di accesso ai finanziamenti (22,9%). Nonostante queste criticità, il 22,9% delle imprese ha già realizzato interventi di elettrificazione e il 14,5% ha avviato valutazioni preliminari.
Gli ambiti di applicazione più considerati sono il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti produttivi, indicati dal 55,4% delle imprese, e la produzione di calore per i processi industriali, segnalata dal 28,9%.
L’elettrificazione può contribuire a migliorare l’efficienza energetica e, quando associata a un approvvigionamento elettrico a basse emissioni, a ridurre l’impronta carbonica dei processi produttivi. I benefici devono tuttavia essere valutati in relazione alle caratteristiche degli impianti, ai fabbisogni termici e ai costi energetici.
Pompe di calore: il problema della conoscenza tecnologica
La ricerca evidenzia una conoscenza ancora limitata delle pompe di calore. Il 74,7% delle imprese le considera sistemi che utilizzano elettricità per produrre direttamente calore, mentre soltanto il 13,3% riconosce il loro effettivo principio di funzionamento, basato sul trasferimento di energia termica da un ambiente all’altro.
Una maggiore consapevolezza tecnologica potrebbe favorire scelte di investimento più efficaci, soprattutto nelle PMI, dove le risorse finanziarie e le competenze specialistiche sono spesso limitate. Come sottolinea Paolo Cavini, presidente di CNA Emilia-Romagna, la transizione energetica deve essere accessibile anche alle imprese di minori dimensioni, attraverso strumenti finanziari adeguati, competenze diffuse e procedure più semplici.
Impiantisti: il 75% indica i costi come principale freno
Dal punto di vista degli installatori, la principale resistenza dei clienti è rappresentata dal prezzo: il 74,7% degli impiantisti segnala il costo eccessivo dell’installazione, mentre il 46,1% indica la mancanza di spazi tecnici adeguati. Il 59,4% degli impiantisti intervistati ha installato pompe di calore negli ultimi dodici mesi. Tra i professionisti che hanno già utilizzato queste tecnologie, soltanto il 9,7% segnala un funzionamento insoddisfacente.
Emergono tuttavia criticità legate alla progettazione e all’integrazione con gli impianti esistenti. Il 61,3% degli installatori viene coinvolto soltanto quando il cliente deve sostituire la caldaia, mentre appena il 10,6% interviene nella fase di costruzione dell’edificio. Anticipare la valutazione delle soluzioni tecnologiche potrebbe consentire una migliore integrazione degli impianti e una maggiore efficienza degli interventi.
Formazione e innovazione per accelerare la transizione
Un altro elemento centrale riguarda le competenze professionali. Il 56,7% degli impiantisti chiede una formazione maggiormente orientata agli aspetti pratici, mentre il 51,2% ritiene necessario approfondire le normative sull’installazione.
La ricerca CNA conferma quindi che l’elettrificazione del calore non è soltanto una questione tecnologica, ma una trasformazione che coinvolge investimenti, organizzazione industriale e competenze. Per accelerarne la diffusione sarà necessario rendere più accessibili le tecnologie, migliorare la conoscenza dei benefici e sostenere le imprese nella valutazione economica degli interventi. L’obiettivo dovrà essere quello di trasformare l’elettrificazione in uno strumento concreto di decarbonizzazione, efficienza energetica e competitività, evitando che le opportunità della transizione rimangano riservate alle aziende più strutturate.












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