Ricerche

Sostenibilità e sviluppo: gli ostacoli e le opportunità nell’analisi di SAP

La ricerca “Improving the Environment at Planetary Scale: A Survey of Business Drivers and Actions” invita a porre l’attenzione sull’integrazione della sostenibilità nei processi aziendali e nei sistemi IT, sulla qualità dei dati e mette in evidenza l’impegno del top management sui temi ambientali. In occasione dell’evento SAP Sustainability Summit arriva anche l’annuncio dell’adesione della società al World Business Council for Sustainable Development (WBCSD)

29 Apr 2021

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Cosa manca ai temi della sostenibilità ambientale per trasformare in risultati concreti tutto il loro potenziale? La domanda è oggi più che mai attuale e riguarda le tantissime aziende e organizzazioni che hanno posto l’ambiente e la responsabilità sociale ai primi posti delle loro priorità, ma che nello stesso tempo si interrogano su come concretizzare questi impegni e queste intenzioni. Per cercare di rispondere a questo tema SAP ha promosso una ricerca specifica denominata “Improving the Environment at Planetary Scale: A Survey of Business Drivers and Actions”, che ha portato stimoli e contenuti al SAP Sustainability Summit, l’evento che ha visto anche una ricca serie di confronti e dibattiti sul ruolo dell’innovazione digitale per la gestione delle risorse, per calcolare l’impatto ambientale di prodotti e processi produttivi e per mettere i dati e la conoscenza che arriva dai dati al servizio di una transizione energetica e aziendale. Il grande focus del SAP Sustainability Summit è anche nel ruolo fondamentale possono svolgere i dati nel consentire e favorire la identificazione di nuove risposte per rendere le imprese e le organizzazioni più sostenibili. E se appare assolutamente chiaro che il ruolo dei dati è fondamentale sia per mettere in moto processi in grado di rilevare e valutare la sostenibilità, sia per mettere in moto processi attivi per trasformazione di prodotti, di processi, delle aziende stesse nel loro rapporto con le risorse e con l’ambiente.

Consumatori e investitori sempre più attenti alla sostenibilità

Sono molte le ricerche che testimoniano di una trasformazione in corso: i consumatori e i cittadini da una parte che chiedono una maggiore attenzione all’ambiente e la esprimono con le loro scelte d’acquisto (si legga il servizio I consumatori chiedono sostenibilità) e dall’altra le imprese sono nella duplice condizione di dare risposte concrete a questa domanda anche per la tendenza sempre più insistente del mondo della finanza di premiare con le scelte di investimento le realtà che non solo rispondono a questa domanda del mercato, ma che migliorano costantemente le performance sui temi ambientali, sociali e di governance ESG. E peraltro appare anche chiaro quali sono i costi e i danni che possono arrivare all’economia a causa di una non adeguata attenzione all’ambiente.

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La ricerca su Business Drivers e Actions

Ecco che se la direzione appare chiara è anche necessario cercare di capire quali sono gli ostacoli che su questo percorso rischiano di rallentare il raggiungimento di questi obiettivi ed è su questo che si è appunto focalizzata la ricerca “Improving the Environment at Planetary Scale: A Survey of Business Drivers and Actions” promossa da SAP che ha visto il coinvolgimento di oltre 7.400 responsabili aziendali e che è stata condotta in 19 paesi (Italia compresa) con una estensione in 16 settori.

Innanzitutto la ricerca mette in evidenza che la spinta verso la sostenibilità arriva prima di tutto grazie al coinvolgimento del top management a cui seguono le logiche legate ai regolamenti governativi e da ragioni di business, ovvero dalla consapevolezza che il mercato sta chiedendo alle imprese di rispondere alla domanda di sostenibilità a livello di prodotti e di servizi.

Se però si guarda alle ragioni che mettono in moto questi processi la ricerca permette di vedere che la compliance normativa esercita una pressione e una motivazione importante con il 29% delle indicazioni da parte degli intervistati a cui segue la necessità di un posizionamento del brand sui temi della sostenibilità con il 27% delle risposte. La terza motivazione appare come un riflesso in chiaroscuro della seconda ed è costituita da una quota di intervistati (26%) che pensa ai rischi reputazionali che si possono correre nel caso in cui l’azienda non affronti adeguatamente questi temi.

Integrazione tra sostenibilità e processi aziendali

Ma le motivazioni che spingono in questa direzione si scontrano con una serie di ostacoli che la ricerca individua primariamente su tre grandi temi. Il 35% dei rispondenti segnala una incertezza nelle modalità di integrazione dei temi della sostenibilità nei processi aziendali e nell’ambito delle logiche IT. Si tratta di un tema questo che va letto con la richiesta che si legge nel mercato di standard, di metriche e di modelli che consenta di gestire anche i temi legati alle performance di sostenibilità. Il secondo punto sul quale c’è ancora un importante lavoro da fare riguarda la necessità di identificare delle strategie di sviluppo del business coerenti con gli obiettivi di sostenibilità. Il terzo punto, con il 33% delle risposte è da tempo oggetto di analisi e di discussione e riguarda la necessità di dimostrare il ROI dei progetti legati alla sostenibilità.

Il fattore chiave della qualità e della fiducia nei dati

Uno degli elementi più rilevanti della ricerca riguarda il tema dei dati. La sostenibilità arriva grazie alle fonti di dati che permettono di conoscere ambienti, prodotti, processi, comportamenti e i dati sono la “materia prima” per creare e misurare il rapporto tra imprese e ambiente, territori, relazioni sociali e di governance. E i dati non sono ancora un punto di forza come dovrebbero essere. Infatti solo il 21% del campione si dichiara soddisfatto della qualità dei dati per la valutazione delle tematiche ambientali. Ancora più preoccupante è la ragione che sta alla base di questa insoddisfazione che la ricerca attribuisce a una mancanza di fiducia in questi dati che sono giudicati ancora non adeguati.

In una nota emessa da SAP il Chief Sustainability Officer della società Daniel Schmid sottolinea che sono tante le aziende che ancora non credono nella rilevanza dell’impatto ambientale per il business ed è quanto mai importante superare le difficoltà che ostacolano questa consapevolezza per creare le condizioni di una accelerazione verso un sistema produttivo ed economico attento ai fattori climatici e ambientali.

SAP entra nel World Business Council for Sustainable Development (WBCSD)

In occasione del SAP Sustainability Summit la società ha poi annunciato la propria adesione al World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) a conferma dell’impegno strategico dell’azienda sui temi della sostenibilità. In particolare, SAP entra nell’organizzazione come innovation partner della WBCSD’s Value Chain Carbon Transparency Pathfinder con un focus speciale sulle attività e sulle soluzioni che permettono il miglioramento della trasparenza nelle emissioni di carbonio delle imprese, il tutto con l’obiettivo di contribuire alla decarbonizzazione delle imprese e delle supply chains.

Il World Business Council for Sustainable Development è un’organizzazione che punta ad accelerare la transizione verso un mondo sostenibile con sei grandi programmi di lavoro indirizzati tra l’altro a clima, energia ed economia circolare e che puntano a raggiungere gli SDGs delle Nazioni Unite e dell’Agenda 2030. Il ruolo della WBCSD punta tra l’altro a realizzare modelli per la decarbonizzazione facendo leva sulla digitalizzazione e sulla trasparenza dei dati.

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