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Innovare, misurare, agire: la sostenibilità secondo Microsoft

Il ruolo delle Sustainability Technology Solutions, del Cloud, dei datacenter e l’impegno a livello di ecosistema nel Microsoft Sustainability Summit

Pubblicato il 08 Mar 2023

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Primo: “sistemare le cose in casa propria“; secondo: “spingere l’innovazione per creare Sustainability Technology Solutions da mettere a disposizione delle imprese” e, terzo, “esercitare quella capacità di stimolo e di ingaggio verso l’ecosistema nel quale si opera in modo da attuare una Global Sustainability Transformation“. In apertura del Microsoft Sustainabilty Summit, Matteo Mille, Chief Marketing and Operations Officer di Microsoft Italia, sintetizza in questi tre passaggi l’approccio Microsoft per una trasformazione e uno sviluppo sostenibili.

Lo “schema” a tre livelli parte dal lavoro che Microsoft ha realizzato con il Microsoft Sustainability Journey, con il Microsoft Technology Solutions e, appunto con le attività per la Global Sustainability Transformation. Risalgono al 2009 le prime decisioni e azioni legate alla trasformazione sostenibile interna con il first carbon emission reduction plan e, passando attraverso tante e diverse tappe e tanti obiettivi, si arriva al rilascio del planetary computing nel 2021 e all’obiettivo fondamentale per l’azienda di arrivare a rimuovere dall’atmosfera entro il 2050 tutta la CO2 che ha emesso dal momento della sua fondazione.

Il punto centrale per capire la posizione di Microsoft riguarda la stessa visione legata alla sostenibilità ovvero l’impegno per affermarsi come fornitore di riferimento di soluzioni tecnologiche per le sfide ambientali e per la sostenibilità in tutte le sue declinazioni. Questa visione si sostanzia prima di tutto, esattamente come anticipato, nell’impegno al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità specifici per Microsoft stessa: Carbon negative, Zero waste e water positive entro il 2030 e un impegno costante nella protezione degli ecosistemi. In questa cornice si colloca il percorso di sostenibilità a sua volta su diversi livelli: nelle operations, nell’evoluzione di prodotti e servizi, nella capacità di amplificare queste azioni grazie alla collaborazione con clienti e partner e in una importante attività di policy e di advocacy per sostenere lo sviluppo di un contesto più favorevole allo sviluppo di progetti e investimenti legati alla sostenibilità.

Azioni e impegni per mettere l’innovazione al servizio della sostenibilità

Proprio in termini di progetti e di investimenti Microsoft agisce da tempo su più ambiti. Con il Climate Innovation Fund Microsoft ha scelto di investire un miliardo di dollari in 4 anni in R&D e 524 milioni di dollari per lo sviluppo di tecnologie innovative destinate alla gestione di obiettivi legati al clima; con il Planetary Computer arriva a mettere a disposizione in modo aperto e interoperabile dati geospaziali in grado di contribuire in modo concreto alla misurazione, al monitoraggio e alla gestione dei sistemi naturali, con l’obiettivo di contribuire alla protezione e alla valorizzazione degli ecosistemi naturali. Nell’ambito del grande tema dello skill building l’azienda si impegna a colmare il gap secondo il quale purtroppo solo il 40% delle nazioni che hanno firmato gli Accordi sul clima di Parigi hanno messo in campo azioni per lo sviluppo di competenze adeguate a questa trasformazione. un bisogno di competenze che è confermato dal dato che mostra come  la maggior parte dei sustainability manager  nelle imprese (68%) sia arrivata a questo incarico da altre posizioni con un forte bisogno di formazione. Un ulteriore grande punto di attenzione riguarda l’impegno a livello di Carbon call, ovvero nell’ambito dell’iniziativa lanciata nel 2020 con la Climate Work Foundation e con altre organizzazioni per dare vita ad azioni e collaborazioni in grado di accelerare il lavoro per migliorare la misurazione e il reporting delle emissioni con particolare attenzione al settore aziendale. Un obiettivo questo che punta all’obiettivo di garantire al mercato la disponibilità di dati affidabili per dare vita a una infrastruttura in grado di garantire l’interoperable accounting a livello di emissioni.

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Con queste azioni e con questa visione si arriva ai cinque punti che compongono l’Entrepreneurship & Digital Netives for positive Impact, vale a dire a temi come la creazione delle condizioni per un social entrepreurship ecosystem sempre più orientato alla sostenibilità; per un impegno di Microsoft anche come piattaforma di collaborazione con startup focalizzate sui temi dell’impatto; con un fortissimo focus per aiutare le grandi imprese nel raggiungimento degli obiettivi ESG; e per creare collegamenti e collaborazioni tra istituzioni governative e intergovernative in grado di accelerare e supportare il raggiungimento dei rispettivi SDG con la mobilitazione di tutto l’ecosistema di persone e partner Microsoft.

Il ruolo dei datacenter e della green IT

In questo percorso la tecnologia può fare tanto e nel corso del Microsoft Sustainability Summit viene sottolineata la logica di una innovazione end to end che ha portato l’azienda a ripensare ogni singolo step del lifecycle relativo ai datacenter in una modalità che tiene conto in modo responsabile delle esigenze di business e delle esigenze del pianeta. In questo scenario il lavoro si è focalizzato sul design stesso dei datacenter, sulla ricerca di materiali compatibili con gli obiettivi ambientali sia per quanto riguarda la costruzione sia per quanto attiene alle operations. Un altro aspetto fondamentale riguarda poi l’ottimizzazione delle supply chain, anche in questo caso con un efficientamento delle operations e con una attenzione estrema al contesto ambientale, al territorio, alle risorse e  ad esempio, alle logiche legate all’energy procurement. Il ripensamento in chiave green dei prodotti e dei servizi non riguarda solo i datacenter, ma interessa la logica stessa con cui vengono realizzati prodotti e servizi, con alcuni esempi come la linea Surface 4 che è arrivata a una capacità di riciclo del 93% o con prodotti Xbox che arrivano a loro volta a questi livelli.

L’attenzione ai Datacenter è però speciale anche perché uno dei messaggi chiave della migrazione da on-premise a Cloud riguarda anche i vantaggi in termini di riduzione del carbon footprint e di miglioramento nell’efficienza energetica che richiedono performance speciali in termini di sostenbilità.

Tiziano Durante, Italian Region Data center lead Microsoft sottolinea i progressi che sono stati effettuati a livello di performance in termini di PUE Power Usage Efficiency nell’ambito datacenter. Dalla prima generazione che nel 1989 esprimeva un PUE superiore a 2 alla generazione 8 che si colloca in una fascia di PUE tra 1.15 e 1.18 con le prospettive che arrivano della generazione 9 con un PUE di 1.07 o inferiore. E si parla di infrastrutture che portano benefici a tutti i livelli e che permettono di definire una prospettiva di migrazione  da on-premise a Cloud  che consente di parlare di una riduzione della carbon footprint del 98%.

E non è solo una questione di energia. Anche in questo caso un’attenzione speciale viene rivolta ai temi del waste, del riutilizzo di componenti, del riciclo, della responsabilità su tutto il ciclo vita di ciascun prodotto. Questa attenzione va a rafforzare l’impegno nel ridisegno in chiave di ecodesign dei server e di tutti i componenti con un approccio che punta a tenere in considerazione – già in fase di progettazione dei sistemi e delle tecnologie – tutte le attività e gli impegni legati al recupero e al riciclo.

Misurabilità e reporting

Uno dei temi chiave nell’ambito della sostenibilità è poi rappresentato dalla misurabilità e dal reporting e in particolare dai temi dell’aggregazione e dell’analisi dei dati che permettono di indirizzare azioni e strategie per la riduzione dell’impatto ambientale. Con questo ambito, come viene evidenziato da Maria Luisa Onorato, go to market manager business application in Microsoft, si passa dal ruolo della Green IT al servizio delle imprese a una IT for Green, ovvero a una innovazione digitale che permette la trasformazione sostenibile delle imprese. In questo ambito è fondamentale avere il dato al centro di un percorso che consiste nel recording delle informazioni, nel reporting e nel passaggio all’azione ovvero ad azioni per la riduzione delle emissioni. Microsoft Sustainability Manager copre le tre fasi del processo consentendo l’importazione di dati da fonti diverse con connessioni dirette, mettendo a disposizione servizi di data modeling per calcolare in modo efficace e affidabile le emissioni e per gestire il reporting con differenti livelli di automazione e con servizi di supporto per audit e verifiche  di rendicontazione. Un valore quello di sustainability manager che non si concentra solo sul reporting ma che attiene alla disponibilità di dati che permettono poi il passaggi all’azione. Una soluzione che offre in concreto la capacità di settare gli obiettivi e di definire step incrementali in un vero e proprio percorso verso la sostenibilità che si integra con l’ecosistema Microsoft.

Un focus sull’energia con Together4Energy

Con Luba Manolova Director Modern Work, Security, SMB Marketing & Business Development si porta l’attenzione sul tema energetico e su un progetto Together4Energy che punta a stimolare, semplificare e e supportare le imprese nel loro percorso verso un nuovo rapporto con le risorse energetiche. In questo progetto appare ulteriormente evidente il tema relativo all’ecosistema grazie alla collaborazione con Unicredit per quanto attiene alla dimensione relativa al sostegno finanziario e con Var Group per quanto riguarda alla soluzione applicativa che permette alle imprese di disporre di un assessment gratuito dei loro bisogni e dei loro consumi energetici. L’obiettivo è molto concreto e punta ad aiutare le aziende a risparmiare i costi dell’energia, a ridurre l’impatto ambientale e a favorire lo sviluppo di investimenti in chiave ESG. Un progetto questo che si affianca a Together4Digital dove sempre grazie alla collaborazione con Unicredit si è focalizzata l’attenzione sui temi della cybersecurity, dell’Hybrid Work, dei Cloud services e delle Business Apps.

Le catene del valore sostenibile

Una ulteriore dimensione della sostenibilità è rappresentata dalla creazione di catene del valore sostenibile. Marcello Buoncompagni, Sales Manager, Microsoft Consulting and Digital Transformation allarga lo sguardo al mondo immobiliare e al ruolo che l’innovazione digitale può portare nell’ambito della rigenerazione urbana e della gestione dei processi complessi che permettono di raggiungere obiettivi di sostenibilità in tutte le componenti di questa industria. L’importanza dell’attenzione al ciclo di vita degli immobili e delle prospettive che digitale e misurabilità possono portare nel real estate, permette non solo di raggiungere gli obiettivi di sostenbilità, ma abilita una evoluzione dei modelli di business stessi, in termini di sviluppo di nuovi servizi e di nuove forme di relazione con cittadini e imprese.

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