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Climate action: i sistemi nazionali di innovazione fanno strada

Nella battaglia contro il cambiamento climatico, i sistemi nazionali di innovazione (NSI) stanno emergendo come strumenti essenziali. Il rapporto del Comitato esecutivo per la tecnologia dell’UNFCCC fornisce preziosi spunti ed esempi del mondo reale, offrendo ai paesi una tabella di marcia per affrontare il difficile percorso verso un futuro più verde e sostenibile

Aggiornato il 06 Set 2023

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Di fronte all’escalation della crisi climatica, tecnologie innovative che vanno dai combustibili alternativi all’intelligenza artificiale, dalle bioplastiche alla mobilità elettrica, sono fondamentali per ridurre le emissioni, promuovere la sostenibilità e stimolare la crescita economica. Un recente rapporto dell’UNFCCC Technology Executive Committee (TEC), intitolato “Good practices and lessons learned on the setup and implementation of National Systems of Innovation” (disponibile QUI), fa luce sul ruolo svolto dai sistemi nazionali di innovazione (o National Systems of Innovation, NSI) nel contesto dell’azione climatica.

Infatti, la capacità di un paese di guidare e abilitare l’innovazione nell’ambito delle climate tech dipende, almeno in parte, dall’efficacia del suo NSI. Questi sistemi, fondamentali per stimolare l’innovazione a livello nazionale, stanno diventando sempre più vitali per i paesi che lottano per mitigare e adattarsi al climate change promuovendo allo stesso tempo uno sviluppo che sia in linea con i SDGs (Sustainable Development Goals) dell’Agenda 2030.

Lo stesso Accordo di Parigi, come osserva il presidente del Comitato Esecutivo Tecnologico dell’UNFCCC, Stig Svenningsen, sottolinea il ruolo cruciale dell’innovazione per una risposta efficace e a lungo termine al cambiamento climatico, nonché per la promozione della crescita economica e dello sviluppo sostenibile.

Inoltre, l’ultimo rapporto dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (a cui abbiamo dedicato questo servizio) ribadisce l’importanza di adottare un approccio sistemico all’innovazione per migliorare lo sviluppo e il trasferimento tecnologico nei paesi in via di sviluppo. E i sistemi nazionali di innovazione offrono proprio questo approccio, fornendo un quadro per sfruttare l’innovazione in vari settori e industrie.

Il documento dell’UNFCC TEC mira a fornire ai policy makers nei paesi in via di sviluppo una comprensione più approfondita dei sistemi di innovazione nazionali così da essere in grado di identificare le leve per rafforzare le performance innovative di un Paese e la sua competitività globale.

Un approccio sistemico all’innovazione tecnologica

Per National System of Innovation, come definito nella TEC Brief #74, si intende una rete di attori, contesti istituzionali e collegamenti che sostengono il cambiamento tecnologico nazionale. È composto da attori come aziende tecnologiche, università e finanziatori, dal contesto istituzionale che include norme, pratiche culturali e leggi che plasmano gli sforzi degli attori e dai collegamenti che rappresentano le interazioni tra gli attori e le istituzioni.

Il rapporto dell’UNFCC TEC raccomanda la creazione di NSI attraverso un approccio sistemico, radicato in un’analisi funzionale del rispettivo sistema di innovazione. Sette funzioni chiave sono state identificate come essenziali affinché un sistema di innovazione operi in modo efficace:

  1. Sviluppo della conoscenza
  2. Sperimentazione imprenditoriale
  3. Formazione del mercato
  4. Influenza sulla direzione della ricerca
  5. Mobilitazione delle risorse
  6. Legittimazione
  7. Sviluppo di esternalità positive

Esempi reali di sistemi nazionali di innovazione

Proprio in occasione della Conferenza dell’UNFCC a Bonn sui cambiamenti climatici (di cui abbiamo portato le principali evidenze in questo articolo) diversi paesi hanno mostrato risultati notevoli nello sfruttamento dei sistemi nazionali di innovazione per combattere il cambiamento climatico e promuovere lo sviluppo sostenibile. Del resto, il messaggio che è passato è molto chiaro: le climate tech sono la chiave per affrontare le problematiche che coinvolgono acqua, energia e cibo promuovendo l’azione di mitigazione e adattamento al climate change.

Il Brasile ha utilizzato con successo il bioetanolo e l’energia eolica per combattere il cambiamento climatico e sta conducendo un lavoro importante nei settori delle bioplastiche, del biocarburante per aerei e delle celle a biocarburante. Ha poi utilizzato il potere della concorrenza tra fonti energetiche per guidare lo sviluppo tecnologico e la decarbonizzazione, con agenzie governative, istituti di istruzione e formazione e organismi finanziari che rafforzano efficaci politiche di scienza e tecnologia industriale.

La rimozione delle accise sull’etanolo da parte del Kenya, insieme al dialogo con il governo e le agenzie di sviluppo, ha portato a un’adozione diffusa dell’etanolo come sostituto del cherosene, anche nei supermercati. Il Kenya ha anche introdotto una legislazione per garantire che il bioetanolo sia alterato in modo che non possa essere usato impropriamente come bevanda dannosa.

Il Cile ha implementato una solida strategia di trasferimento tecnologico mappando gli attori e i flussi di informazioni, dando priorità agli sforzi di mitigazione e adattamento nella politica climatica e a una loro trattazione come aree distinte.

La Cina ha compiuto progressi significativi nell’innovazione, con investimenti in ricerca e sviluppo pari al 2,55% del PIL nell’anno precedente e rapidi progressi nelle classifiche globali dell’innovazione. La Cina riconosce la necessità di un miglioramento continuo, in particolare nella ricerca di base. Si avvale inoltre della collaborazione internazionale, compresa la cooperazione bilaterale e multilaterale. Le iniziative in corso includono la cooperazione South-South, che si concentra sugli scambi di giovani scienziati e sulla ricerca di laboratorio congiunta.

La mappatura degli stakeholder della Giamaica, che coinvolge diversi settori, come le imprese private, il mondo accademico e la società civile, sottolinea l’importanza di coinvolgere tutti gli attori nel processo di innovazione. Il paese sta cercando sostegno attraverso schemi di finanziamento innovativi e flessibili e propone di utilizzare tecnologie moderne come l’intelligenza artificiale e la tecnologia blockchain per migliorare i sistemi di monitoraggio e verifica nell’ambito del Quadro di trasparenza rafforzato (enhanced transparency framework, ETF), istituito quando le parti hanno adottato l’accordo di Parigi nel 2015 per rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici.

La Germania mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2045, facendo molto affidamento sulla politica e sul coordinamento per i cambiamenti trasformativi a livello nazionale e subnazionale. Ciò richiede la rapida diffusione di tecnologie innovative in un approccio sistemico all’interno di ambienti fortemente abilitanti. Il rapporto TEC è visto come un’ispirazione per le nazioni a modellare i loro sistemi di innovazione verso soluzioni come la mobilità elettrica, le pompe di calore negli edifici e il collegamento delle fonti di energia rinnovabile con tecnologie a zero emissioni di carbonio nei settori dell’acciaio e del cemento.

Articolo originariamente pubblicato il 06 Set 2023

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