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MICS Forward: l’economia circolare rilancia il Made in Italy



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La circolarità come condizione essenziale per la competitività industriale. Il ruolo della nuova fase del MICS per rendere il sistema produttivo nazionale sempre più circolare, autosufficiente e auto-rigenerativo attraverso l’innovazione e la ricerca

Pubblicato il 17 apr 2026



MICS Forward 13-14 aprile 2026, Roma (2)
MICS Forward 2026
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Quando si parla di Made in Italy si parla immediatamente e primariamente di qualità, di creatività, di originalità. Accanto a questi valori stapperò prendendo sempre più forma e consistenza anche l’associazione tra Made in Italy ed economia circolare. Nel segno di una attenzione alla sostenibilità e di un rispetto per l’ambiente e le risorse che rappresentano valori sempre più chiaramente riconosciuti il tema dello sviluppo di modelli circolari assume una connotazione di concretezza e di affidabilità. Ed è su questo speciale rapporto, tra l’industria attiva nell’ambito del Made in Italy e la progressiva adozione di modelli di economica circolare che si colloca il lavoro e la missione di Fondazione MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile.

Nella cornice dell’Auditorium della Tecnica di Roma MICS Forward, si è tenuto il convegno nazionale dedicato all’evoluzione e al futuro della manifattura italiana. L’evento, promosso dalla Fondazione MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile, ha riunito una vasta platea di imprenditori, ricercatori, rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria con un obiettivo chiaro: definire la strategia di un sistema produttivo che mira a confermarsi eccellenza mondiale attraverso i pilastri dell’innovazione, della sostenibilità e della digitalizzazione.

Come sottolineato dal Presidente di MICS, Marco Taisch, le filiere del Made in Italy non possono più restare isolate, ma devono trasformarsi in veri e propri “ecosistemi di condivisione di idee e soluzioni industriali” per generare valore reale. In questo senso MICS Forward è il segnale di una transizione profonda: il passaggio da un programma di ricerca finanziato dal PNRR a una configurazione permanente capace di guidare il dialogo tra mondo accademico e imprese.

Il valore del Made in Italy nell’economia europea

L’Italia si conferma la seconda manifattura del Continente, preceduta solo dalla Germania, con una quota che contribuisce per circa il 13-14% al totale manifatturiero dell’Unione Europea. Questo settore rappresenta oltre il 15% del PIL nazionale, un valore che raddoppia se si considera l’indotto. Nonostante questa posizione di forza, il sistema italiano è chiamato a rispondere a sfide epocali: la dipendenza energetica, la vulnerabilità nelle forniture di materie prime critiche e la necessità di scalare gli investimenti in innovazione, spesso frenati dalla micro-dimensione delle imprese.

Un triennio di traguardi: i risultati concreti di MICS

MICS Forward ha segnato la conclusione di un triennio di attività. Finanziato con 126 milioni di euro nell’ambito del programma NextGenerationEU (PNRR), il partenariato ha dimostrato come la collaborazione tra pubblico e privato possa generare impatti tangibili per il sistema Paese.

Ricerca, prototipi e divulgazione

I numeri presentati durante la due giorni romana parlano di un patrimonio di conoscenze già operativo:

  • 147 progetti di ricerca e innovazione avviati.
  • Oltre 1.200 pubblicazioni scientifiche prodotte.
  • Più di 200 prototipi sviluppati, portando la ricerca fuori dai laboratori e dentro le fabbriche.
  • Circa 800 iniziative di divulgazione su tutto il territorio nazionale per rendere l’innovazione accessibile.
  • 21 brevetti generati, a testimonianza della capacità inventiva del network.

Questo lavoro è stato reso possibile dal contributo di oltre 1.000 ricercatrici e ricercatori, che hanno lavorato in sinergia con i partner del progetto.

Una rete di 25 partner d’eccellenza

La forza di MICS risiede nella sua struttura collaborativa, composta da 25 partner. Tra questi figurano 12 enti pubblici e università (come il CNR e i Politecnici di Bari, Milano e Torino) e 13 grandi attori industriali provenienti da settori chiave come l’abbigliamento, l’arredamento e l’automazione. Aziende del calibro di Leonardo, Brembo, Camozzi Group e Natuzzi hanno co-progettato soluzioni insieme ad atenei di tutta Italia, da Palermo a Brescia, creando un ponte solido tra studio e produzione.

La sfida della competitività: innovazione e sostenibilità

Durante il dibattito a MICS Forward, è emerso che l’integrazione di tecnologie avanzate non è più un’opzione, ma una condizione essenziale per restare protagonisti sui mercati globali.

Tecnologie abilitanti per la manifattura

Per restare competitiva, la manifattura italiana deve integrare nei propri processi l’intelligenza artificiale, la robotica avanzata, i digital twin e la manifattura additiva. Questi strumenti permettono di ottimizzare la produzione, ridurre gli sprechi e rispondere alla crescente domanda di personalizzazione, che è da sempre uno dei tratti distintivi del prodotto italiano.

Circolarità come driver strategico

La sostenibilità non è più vista solo come un dovere etico, ma come un motore di competitività industriale. Ripensare i prodotti secondo i principi dell’economia circolare — ottimizzando l’uso delle risorse e riducendo l’impatto ambientale — permette alle aziende di affrontare meglio la scarsità di materie prime e le fluttuazioni dei prezzi energetici. In un contesto dove l’Europa importa il 100% di almeno 10 materiali strategici (come il magnesio, proveniente per il 97% dalla Cina), la capacità di rigenerare e riutilizzare le risorse diventa una questione di sicurezza nazionale.

MICS 2.0: Verso una piattaforma permanente

L’ambizione dichiarata durante l’evento è quella di trasformare MICS da un programma di ricerca a termine in una piattaforma permanente per l’innovazione industriale. Con la fine dei fondi PNRR, inizia la fase “MICS 2.0“, una nuova configurazione che mira ad abbattere i silos settoriali per favorire una contaminazione trasversale tra moda, meccanica, agroalimentare, farmaceutico e aerospazio.

I tre pilastri operativi della nuova fase

La strategia per il futuro si articola su tre strumenti fondamentali:

  1. Think Tank: Una rete messa a disposizione dei processi di policy making nazionali e internazionali, collaborando con organismi come UNIDO e le “Case del Made in Italy”, per rendere il sistema dell’innovazione più strategico e coordinato.
  2. Osservatorio MICS sull’innovazione: Uno strumento permanente per raccogliere dati, monitorare le trasformazioni tecnologiche (dall’AI al quantum computing) e anticipare i trend globali.
  3. MICS Index: Un indice innovativo per misurare lo stadio evolutivo delle imprese, identificandone punti di forza e aree di miglioramento, fornendo così una “bussola” per investitori e istituzioni.

Il supporto alle PMI e al Mezzogiorno

Un’attenzione particolare sarà rivolta alle Piccole e Medie Imprese, la spina dorsale del Paese, che spesso faticano a scalare gli investimenti in ricerca e sviluppo. MICS 2.0 intende agire come facilitatore, rendendo le tecnologie accessibili anche alle realtà di minori dimensioni. Inoltre, come indicato da Fabrizio Cobis (MUR), verranno promosse nuove iniziative specifiche per il Mezzogiorno, con l’obiettivo di completare il passaggio cruciale dalla ricerca all’applicazione industriale in tutto il territorio.

Competenze e talenti: il capitale umano del futuro

Un tema centrale trattato da esperti riguarda l’urgenza di governare le transizioni digitale, green e demografica attraverso le competenze.

Il problema del mismatch

Oggi quasi un’impresa su due fatica a trovare profili professionali adeguati. Senza una strategia forte sulla formazione e sulla valorizzazione della filiera tecnico-professionale (come gli ITS Academy), il rischio è che gli investimenti tecnologici rimangano inutilizzati. MICS Forward ha ribadito che investire sui giovani ricercatori reclutati durante il PNRR è una priorità strategica: essi rappresentano il capitale umano che deve essere stabilizzato per garantire la continuità dell’innovazione.

Attrarre le nuove generazioni

Le associazioni di categoria, dai Giovani Imprenditori di Confindustria a FederlegnoArredo, hanno discusso la necessità di rendere i settori chiave della manifattura nuovamente attrattivi per i talenti. Questo passa per la costruzione di “traiettorie credibili di studio, lavoro e crescita”, offrendo ai giovani strade leggibili in un mondo del lavoro sempre più complesso.

Geopolitica e autonomia strategica

L’ordine internazionale sta cambiando rapidamente. In uno scenario in cui le alleanze diventano incerte e la competizione per le risorse si fa aspra, l’Italia deve rafforzare la propria autonomia strategica.

La dipendenza energetica e tecnologica

L’Italia è il Paese europeo che più dipende dal gas per la produzione elettrica, con l’89% delle forniture provenienti da aree a rischio di coercizione economica. In questo quadro, MICS si pone come uno strumento per ridurre le vulnerabilità tecnologiche, promuovendo soluzioni “fatte in casa” che garantiscano sicurezza e stabilità al commercio nazionale.

La manifattura nell’agenda politica europea

Mentre l’Unione Europea discute il decimo programma quadro, il Made in Italy deve farsi portatore di proposte concrete a livello continentale. L’obiettivo è che l’eccellenza italiana diventi un driver di policy industriale europea, portando i propri modelli di flessibilità e qualità al centro delle decisioni di Bruxelles.

MICS come “Fabbrica di Futuro”

MICS Forward rappresenta anche un impegno verso ciò che verrà. La trasformazione della conoscenza di alto livello in soluzioni concrete è il cuore di quella che il Presidente Taisch definisce una “Fabbrica di Futuro”.

Il Made in Italy non può limitarsi a difendere una tradizione gloriosa; deve co-creare il proprio avvenire attraverso una piattaforma stabile dove ricerca, impresa e istituzioni possano incontrarsi e contaminarsi regolarmente. Solo passando dalla parcellizzazione al coordinamento sistemico, il sistema industriale italiano potrà affrontare con autorevolezza le sfide di un mondo che si sta ridisegnando. Come recita il messaggio finale del convegno, l’avvenire di questo progetto dipende dalla capacità di tutti gli attori coinvolti di trasformare i dati in decisioni e le idee in realtà industriali.

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