Sustainability management

Gruppo Fire: “Il nostro feeling con la sostenibilità? Una questione di Dna”

La prima realtà indipendente in Italia nel credit management svela un caso ESG che può fare scuola: l’ampia strategia di sostenibilità, affiancata dal potenziamento dell’infrastruttura tecnologica e dalla valorizzazione del sistema gestione rischi, è infatti valsa un importante consolidamento del business anche in termini economici. Nel 16° Sustainability report tutti i risultati della roadmap in atto: fra i tanti, 48.5 tonnellate di CO2 risparmiate e rating Gold di EcoVadis. E ora, avanti tutta con i 4 macro-obiettivi

12 Mag 2022

Veronica Balocco

Veronica Toscano, Head of Internal Audit di Fire Group

Risparmio di 48,5 tonnellate di CO2 grazie a processi di innovazione e dematerializzazione; rafforzamento del comitato “Controllo, Rischi e Sostenibilità” per il presidio delle tematiche Csr; conseguimento dei rating sostenibilità “Gold” di EcoVadis e di legalità di Agcm; investimenti in hardware e software pari al 2,4% del fatturato totale.

Le performance 2021 che impreziosiscono il 16° Bilancio di Responsabilità del Gruppo Fire (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO), prima realtà indipendente in Italia nel credit management, raccontano un caso ESG che può fare scuola. Perché è proprio grazie alla scelta strategica di agire sulle leve della sostenibilità, in un quadro che punta anche al potenziamento dell’infrastruttura tecnologica e alla valorizzazione del sistema gestione rischi, che si è realizzato il consolidamento del business aziendale. Mentre la società si distingue sulle policy ambientali, sociali e di governance, il bilancio consolidato fotografa infatti un evidente rafforzamento in termini economici: ricavi a 55 milioni di euro con una crescita del +11% (49 milioni nel 2020); +37% Ebitda, a 8 milioni di euro (5,9 milioni nel 2020);  +101% di utile netto, a 3,7 milioni di euro (1,8 milioni del 2020).

Veronica Toscano, Head of Internal Audit di Fire Group, racconta questa storia dal di dentro per ESG360.it. E il punto di partenza non possono che essere gli obiettivi messi in campo dal Gruppo sul fronte ESG.

Di recente – racconta – con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i processi legati alla politica di sostenibilità del Gruppo Fire, abbiamo definito una Roadmap basata su quattro pilastri con altrettanti macro-obiettivi, che corrispondono alle iniziative da implementare nel triennio 2022-2024. Nello specifico, il programma punta a: 1) offrire a committenti e clienti finali soluzioni di gestione del debito sostenibili attraverso l’innovazione e l’attenzione alle loro esigenze; 2) consolidare un sistema di governance della sostenibilità e garantire una conduzione etica del business; 3) mettere al centro la valorizzazione dei talenti, nel pieno rispetto della salute e della dignità della Persona, favorendo il work-life balance; 4) ridurre le emissioni di CO2 e aumentare l’approvvigionamento da fonti rinnovabili”.

Ma come nasce questa profonda attenzione ai temi della sostenibilità?

Per il Gruppo Fire la sostenibilità rappresenta un percorso di responsabilità partito già nel 2006, anno nel quale abbiamo iniziato, da pionieri, la misurazione e rendicontazione nel bilancio di tutte le azioni intraprese perseguendo i principi relativi a Diritti Umani, Lavoro, Ambiente e Anticorruzione e rinnovando il nostro impegno con l’adesione al Global Compact.

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Crediamo inoltre che la trasparenza e la pubblicazione dei risultati delle azioni intraprese contribuisca a creare un circolo virtuoso ed a favorire la consapevolezza anche in altri operatori, stimolandoli in una ulteriore presa di responsabilità. A tale scopo quest’anno, per la prima volta e sempre in maniera volontaria, abbiamo sottoposto ad “assurance” da parte di Pricewaterhousecoopers il Bilancio di Responsabilità”.

Che rapporto avete con gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Onu?

I 17 Sustainable Developmente Goals SDGs delle Nazioni Unite

Il Gruppo Fire, attento al dialogo sulla sostenibilità anche su scala globale, ha identificato i Sustainable Development Goals ai quali contribuisce in maniera diretta con le proprie attività. Per fare qualche esempio, per l’obiettivo “Istruzione di qualità” possiamo citare il sostegno fornito a programmi che promuovono il diritto allo studio di minori in difficoltà, oltre alla formazione continua per il nostro capitale umano. Per la “Parità di genere” abbiamo attivato politiche di contrasto a ogni pratica discriminatoria e promosso la parità di trattamento per tutte le risorse. Ancora, attenzione costante all’ottimizzazione dei consumi di risorse naturali tramite l’efficientamento di processi, procedure, comportamenti e tecnologie, anche in riferimento ai nostri fornitori, come indicato dall’obiettivo “Consumo e produzione responsabile”. Per la “Lotta contro il cambiamento climatico”, impegno crescente verso la riduzione delle emissioni di CO2 attraverso una gestione responsabile della catena di fornitura, il corretto smaltimento dei rifiuti, la mappatura dei consumi e le attività di efficientamento energetico dei propri asset e processi”.

Come misurate le performance relative alla sostenibilità? Quali sono i Kpi e gli standard di riferimento?

All’interno della Roadmap di sostenibilità, per ognuno dei quattro macro-obiettivi, sono stati individuati degli obiettivi intermedi, per i quali sono stati definiti i dettagli delle iniziative mappate ai fini della Roadmap: stato delle attività, orizzonte temporale, benefici attesi, perimetro di attuazione, ecc. Inoltre, raccolta delle informazioni per il monitoraggio del progresso delle iniziative nel tempo (KPI e aggiornamenti in corso d’opera) da parte della funzione preposta in funzione dell’attività monitorata”.

Quale modello organizzativo avete definito per raggiungere gli obiettivi ESG?

Per rafforzare il presidio in termini di governance relativamente alle tematiche di sostenibilità, il Consiglio di Amministrazione di Fire Group l’8 febbraio 2022 ha rinominato il Comitato Controllo e Rischi già esistente in “Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità”. In materia di Sostenibilità il nuovo comitato dovrà coordinare la formazione del bilancio di sostenibilità del Gruppo, esaminare e valutarne il contenuto; supportare il Consiglio di Amministrazione nella valutazione e decisione dei temi rilevanti in materia ESG per la generazione di valore sostenibile nel medio-lungo termine”.

Come è cambiata la vostra organizzazione in funzione del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità?

La visione che lega la creazione durevole di ricchezza alla soddisfazione di tutti gli stakeholder, al rispetto dell’ambiente ed all’economia circolare fa parte da sempre del DNA del Gruppo Fire. Nel nostro settore, il credito insoluto rappresenta una situazione di disequilibrio nella relazione fra due o più parti coinvolte, che a sua volta si ripercuote su altri attori della filiera. La nostra missione è proprio quella di creare valore riportando equilibrio in queste relazioni. Questo è l’obiettivo su cui lavoriamo con dedizione ogni giorno quando ci confrontiamo con i nostri clienti finali, attraverso una gestione del credito etica e con la consapevolezza non solo di perseguire i migliori risultati aziendali ma anche di sostenere responsabilmente il riequilibrio del sistema economico.

In questo senso, al di là dell’adesione formale ai principi della responsabilità sociale con la pubblicazione del bilancio di sostenibilità già dal 2006, non abbiamo avuto necessità di sostanziali cambiamenti organizzativi per conformare la nostra attività ai principi di sostenibilità, perché da sempre il Gruppo è orientato verso questi obiettivi. Tuttavia, abbiamo formalizzato alcune responsabilità in tema di sostenibilità. Ad esempio, come già detto, abbiamo esteso le responsabilità del Comitato Controllo e Rischi alle tematiche ESG e previsto l’erogazione di alcuni MBO al raggiungimento di obiettivi in materia di sostenibilità”.

Quali sono i vostri target in materia di responsabilità sociale? Come affrontate il tema inclusività?

L’impegno del Gruppo verso la responsabilità sociale si basa sulla tutela e valorizzazione di seguenti ambiti: governance, rapporto con i clienti, risorse umane, ambiente e collettività. La valorizzazione della diversità rappresenta una grande risorsa di business, fondamentale per la crescita del Gruppo e nella relazione con tutti gli stakeholder. Fire opera in tal senso in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, garantendo ad esempio alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli gerarchici dell’organizzazione, infatti la percentuale delle donne in azienda è quasi del 70%. Il Gruppo garantisce per tutto il personale, ad ogni livello, un processo di sviluppo e valorizzazione delle competenze attraverso processi formativi e di aggiornamento”.

Possiamo raccontare una esperienza particolarmente significativa nell’ambito dei vostri progetti ESG?

“Il progetto “Save the Farm” è una delle esperienze più significative che il Gruppo Fire ha perseguito verso la sostenibilità ambientale e sociale dell’ecosistema in cui opera. “Save the Farm” è un un’iniziativa, promossa da Biorfarm e LifeGate, dedicata alle aziende che intendono favorire i piccoli coltivatori rurali e rafforzare il legame coi propri dipendenti e stakeholder, adottando alberi da frutto. Fire ha aderito adottando 100 alberi da frutto provenienti da due aziende agricole biologiche siciliane, con l’obiettivo di garantire una filiera agroalimentare più corta e assorbire emissioni di CO2, salvaguardando al contempo la biodiversità italiana e generando un impatto positivo sul territorio e sull’intera filiera agroalimentare interessata.

Il frutteto del Gruppo Fire sarà in grado di assorbire in un anno oltre 8.030 Kg di CO2. Il progetto rappresenta un passo fondamentale nel percorso dell’azienda per migliorare la propria carbon footprint, ovvero le emissioni in atmosfera di gas serra. Un aiuto concreto che Fire rivolge non solamente alle piccole realtà agricole e al territorio in cui operano, attraverso la creazione di una linea diretta e sostenibile dal campo alla tavola, ma anche verso la propria comunità di riferimento: parte della frutta fresca prodotta dal frutteto sarà, infatti, donata in beneficienza ad enti no-profit ed associazioni locali, che la distribuiranno a persone e famiglie in difficoltà”.

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