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Open innovation per la filiera vitivinicola: parte la Wine Tech Challenge



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La Wine Tech Challenge promuove il confronto tra startup, aziende consolidate e attori istituzionali per accelerare la trasformazione digitale della filiera vitivinicola italiana. Il programma, sostenuto da Eatable Adventures, UniCredit e Verona Agrifood Innovation Hub, individua quattro priorità: automazione delle cantine, export digitale, viticoltura smart e innovazione di prodotto, favorendo la collaborazione tra competenze tradizionali e tecnologie avanzate

Pubblicato il 23 gen 2026



open innovation filiera vitivinicola

L’innovazione tecnologica sta iniziando a incidere in modo tangibile anche su una delle filiere più rappresentative dell’agroalimentare italiano: quella vitivinicola. In questo scenario l’open innovation per la filiera vitivinicola assume un ruolo sempre più importante per garantire la competitività del settore ed è qui che si colloca la Wine Tech Challenge, una niniziativa volta a promuovere l’open innovation e a favorire l’incontro tra le esigenze del settore e le soluzioni sviluppate da startup specializzate.

L’obiettivo di questa operazione è quello di tradurre la domanda di modernizzazione in opportunità concrete, mettendo a confronto i principali player industriali con chi opera ai confini della ricerca applicata, nel tentativo di individuare priorità e percorsi di crescita condivisi.

Wine Tech Challenge: open innovation per il futuro della filiera vitivinicola

La Wine Tech Challenge nasce in un momento di forte pressione sulle filiere agroalimentari, dove la capacità di integrare competenze tecnologiche e know-how tradizionali diventa essenziale per mantenere la competitività internazionale. Il progetto, promosso da Eatable Adventures in collaborazione con UniCredit e Verona Agrifood Innovation Hub, si pone come catalizzatore di dialogo tra startup e aziende consolidate del settore vitivinicolo.

Le startup interessate alla Wine Tech Challenge possono candidarsi QUI

La scelta di adottare un modello di open innovation risponde alla crescente necessità di superare le barriere interne all’impresa e favorire l’adozione rapida di soluzioni sviluppate all’esterno. Questo approccio consente di accorciare i tempi tra sperimentazione e implementazione, mitigando i rischi tipici dell’innovazione radicale in settori regolamentati e fortemente legati al territorio. L’iniziativa riflette una visione in cui la sostenibilità economica si intreccia con quella ambientale e sociale, rendendo il comparto vitivinicolo più ricettivo verso modelli evolutivi non lineari ma guidati dalla contaminazione tra diverse competenze.

Le quattro priorità tecnologiche individuate dal settore

Il confronto diretto tra aziende vitivinicole e operatori dell’ecosistema innovativo ha portato a identificare quattro ambiti d’intervento prioritari. L’automazione e digitalizzazione della cantina è un ambito che promette maggiore controllo sui processi produttivi, riducendo inefficienze e favorendo la tracciabilità dei prodotti. Sul piano commerciale, l’attenzione si sposta verso l’export e il potenziamento dei canali digitali di vendita, un passaggio indispensabile per presidiare mercati globali sempre più frammentati ed esigenti. La viticoltura smart e sostenibile rappresenta invece la risposta alle sfide poste dai cambiamenti climatici: qui, tecnologie agronomiche avanzate si combinano con pratiche a basso impatto per garantire la resilienza delle produzioni. Infine, l’innovazione di prodotto e customer experience mira a valorizzare il vino non solo come bene materiale ma come esperienza culturale, adattandosi alle nuove aspettative dei consumatori senza tradire le radici identitarie del Made in Italy.

Come funziona il programma: opportunità concrete per startup innovative

L’articolazione della Wine Tech Challenge prevede un percorso di circa sette mesi che va oltre il semplice scouting di idee. Le startup selezionate vengono affiancate da mentor ed esperti del settore in un ciclo strutturato che parte dalla definizione delle sfide operative fino alla sperimentazione delle soluzioni in contesti produttivi reali. Questo modello operativo consente alle giovani imprese tecnologiche non solo di validare i propri prototipi ma anche di acquisire feedback immediati da aziende leader, accelerando così il percorso verso la maturità industriale.

Il vantaggio competitivo per le startup risiede nell’accesso a risorse tangibili – dati, impianti pilota, know-how tecnico – ma soprattutto nella possibilità di instaurare rapporti potenzialmente duraturi con player che possono fungere sia da early adopter che da partner strategici. In un settore spesso caratterizzato da cicli decisionali lunghi e propensione al rischio contenuta, questa modalità operativa innesta dinamiche evolutive difficilmente replicabili altrove.

I partner industriali: chi sono le aziende protagoniste della Wine Tech Challenge

Il profilo delle aziende coinvolte nella Wine Tech Challenge evidenzia una diversificazione che riflette la complessità della filiera vitivinicola italiana. Mack & Schühle Italia S.p.A., attiva su più fronti produttivi e distributivi, rappresenta l’anello d’unione tra territorio e mercato globale; Paladin Giovanni Cantine incarna la continuità generazionale tipica delle imprese familiari venete, mantenendo uno sguardo attento alle evoluzioni internazionali; Pasqua Vini fa leva sulla propria storia quasi centenaria per sperimentare linguaggi innovativi sia in cantina che sul mercato; VasonGroup offre un patrimonio tecnico orientato al servizio dell’intera industria enologica, con una particolare attenzione alle tecnologie applicate ai processi produttivi. La collaborazione tra queste realtà non è solo una vetrina per le startup ma costituisce un banco di prova concreto sulla capacità del sistema Italia di integrare innovazione diffusa senza perdere coerenza industriale e identità territoriale.

Il panorama delineato dalla Wine Tech Challenge mette in evidenza come la collaborazione tra startup, aziende consolidate e attori istituzionali possa agire da catalizzatore per l’innovazione nel comparto vitivinicolo. L’attenzione verso soluzioni tecnologiche concrete, unite a una chiara individuazione delle priorità di filiera, suggerisce una crescente consapevolezza rispetto all’importanza della trasformazione digitale anche in settori tradizionalmente meno permeabili al cambiamento. Se il contesto italiano saprà valorizzare queste opportunità attraverso un dialogo costante tra esigenze produttive e creatività imprenditoriale, si apriranno spazi interessanti per lo sviluppo di nuovi modelli operativi e competitivi nella filiera del vino.

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