Foreste periurbane, cosa sono e perché sono un aiuto fondamentale contro il caldo
Le foreste periurbane sono delle vere e proprie aree boschive situate ai margini dei centri urbani o, in casi più evoluti, sono integrate nelle cinture verdi che circondano le città. Questi “polmoni di verde” rappresentano un’infrastruttura naturale sempre più importante per affrontare alcune delle principali sfide della crescita urbana, dai cambiamenti climatici all’inquinamento atmosferico, fino alla tutela della biodiversità e della salute pubblica.
A differenza dei tradizionali parchi cittadini, le foreste periurbane sono ecosistemi più estesi e complessi, costituiti da alberi, arbusti e vegetazione naturale capaci di svolgere numerose funzioni ecologiche. Oltre a offrire spazi per il tempo libero e la fruizione da parte dei cittadini, contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria, assorbire anidride carbonica, favorire l’infiltrazione delle acque piovane e mitigare gli effetti delle isole di calore urbane.
Un contrasto alle ondate di calore
Negli ultimi anni il loro ruolo è diventato ancora più rilevante. L’aumento della frequenza delle ondate di calore, l’espansione delle superfici impermeabili e la crescente concentrazione della popolazione nelle aree urbane, hanno spinto amministrazioni pubbliche e istituzioni internazionali a considerare il verde come una vera infrastruttura, al pari delle reti energetiche o dei sistemi di trasporto.
In Europa, la promozione delle foreste periurbane rientra nelle strategie della Commissione Europea per l’adattamento ai cambiamenti climatici e rientra nella EU Forest Strategy for 2030, che punta ad aumentare la superficie forestale, migliorare la biodiversità e rafforzare la resilienza degli ecosistemi.
Il lavoro della FAO in favore della urban and peri-urban forestry
Parallelamente, la Food and Agriculture Organization promuove da anni la cosiddetta urban and peri-urban forestry, riconoscendola come uno degli strumenti più efficaci per migliorare la qualità della vita nelle città.
Anche in Italia il tema ha acquisito crescente importanza. Attraverso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono stati finanziati numerosi interventi di forestazione urbana e periurbana nelle città metropolitane. L’obiettivo è aumentare la copertura arborea, migliorare la resilienza climatica e creare corridoi ecologici capaci di collegare gli ecosistemi naturali con gli spazi urbani.
Lo sviluppo delle foreste periurbane, tuttavia, non consiste semplicemente nel piantare nuovi alberi. Oggi la progettazione segue criteri scientifici che tengono conto delle specie più adatte, della disponibilità idrica, della biodiversità, della capacità di assorbire gli inquinanti e della resistenza alle condizioni climatiche future. La scelta delle essenze è diventata un elemento decisivo, perché alcune specie risultano più efficaci nell’assorbire anidride carbonica e polveri sottili, mentre altre richiedono meno acqua o si adattano meglio alle temperature elevate.
Foreste periurbane come investimento economico
Le foreste periurbane rappresentano inoltre un importante investimento economico. Numerosi studi dimostrano che gli ecosistemi verdi contribuiscono a ridurre i costi sanitari legati alle ondate di calore, migliorano il benessere psicofisico dei cittadini e aumentano il valore degli immobili situati nelle aree limitrofe. Per questo vengono sempre più considerate una componente essenziale delle strategie di pianificazione urbana sostenibile.
La sfida dei prossimi anni sarà passare da interventi episodici a una gestione strutturale del patrimonio verde, integrando le foreste periurbane nella progettazione delle città. Solo una pianificazione di lungo periodo, supportata da dati scientifici e da un monitoraggio continuo (a questo proposito leggi l’articolo sul progetto di asset management del Comune di Palermo), potrà trasformare questi ecosistemi in uno degli strumenti più efficaci per rendere gli spazi urbani più resilienti, vivibili e sostenibili.
Foreste periurbane, alleate contro caldo e smog urbano
Le foreste periurbane possono dunque diventare un’infrastruttura naturale strategica per rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici. Non soltanto contribuiscono a mitigare gli effetti delle ondate di calore, ma possono anche migliorare la qualità dell’aria e ridurre la mortalità associata alle temperature estreme e all’inquinamento atmosferico. Una serie d conferme in questa direzione arrivano da uno studio coordinato da ENEA, realizzato insieme all’Università di Milano-Bicocca, al Consiglio Nazionale delle Ricerche e all’ACRI-ST, pubblicato sulla rivista scientifica Communications Earth & Environment.
Il verde urbano può salvare vite, ma va progettato
La ricerca ha analizzato diversi scenari di forestazione periurbana nelle aree di Firenze, Zagabria e Aix-en-Provence, valutando gli effetti sulla temperatura, sulla qualità dell’aria, sulla mortalità e sui costi sanitari. I risultati mostrano che il verde rappresenta un’importante soluzione basata sulla natura (nature-based solution), ma solo se pianificato con criteri scientifici.
Secondo i ricercatori, infatti, non basta aumentare il numero di alberi: è fondamentale scegliere specie adatte al contesto urbano. Alcune varietà arboree emettono elevate quantità di composti organici volatili biogenici (BVOC), sostanze naturali che, reagendo con altri inquinanti presenti nell’atmosfera, possono favorire la formazione di ozono troposferico e particolato fine, peggiorando la qualità dell’aria.
La scelta delle specie fa la differenza
Per verificare questo aspetto, lo studio ha confrontato due strategie di piantumazione. La prima prevedeva l’impiego della quercia farnia (Quercus robur), caratterizzata da elevate emissioni di BVOC; la seconda privilegiava specie come il pino domestico (Pinus pinea) e il pino nero (Pinus nigra), che rilasciano quantità molto inferiori di questi composti.
L’analisi dimostra che le specie a basse emissioni consentono di ottenere un migliore equilibrio tra raffrescamento urbano e qualità dell’aria, limitando la formazione di inquinanti secondari e massimizzando i benefici sanitari.
Benefici soprattutto contro le temperature estreme
Gli effetti più rilevanti riguardano la mitigazione dello stress termico, in particolare durante le notti estive, quando il mantenimento di temperature elevate aumenta i rischi per la salute delle persone più vulnerabili. Le foreste periurbane contribuiscono infatti a ridurre le temperature minime notturne, favorendo il raffrescamento naturale delle città.
Secondo le simulazioni, la presenza di una vegetazione adeguatamente progettata può diminuire la mortalità attribuibile al caldo e, in alcuni contesti, anche quella legata al freddo. Al contrario, la scomparsa delle aree verdi determinerebbe un aumento significativo dei decessi e dei relativi costi sanitari, che nelle città analizzate potrebbero raggiungere centinaia di milioni di euro.
Foreste periurbane come infrastruttura per le città del futuro
Lo studio rafforza il ruolo delle foreste periurbane come elemento chiave delle strategie di adattamento climatico. Il verde non rappresenta soltanto un valore paesaggistico, ma una vera infrastruttura capace di migliorare il benessere urbano, mitigare gli effetti delle isole di calore, contribuire alla qualità dell’aria e ridurre i costi sanitari.
Per ottenere questi risultati, tuttavia, sarà necessario integrare la forestazione nella pianificazione urbana, adottando un approccio multidisciplinare che coinvolga climatologi, urbanisti, agronomi ed esperti di qualità dell’aria. Solo così gli interventi potranno trasformarsi in uno strumento realmente efficace per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e rendere le città europee più resilienti.










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