Da molti anni il settore primario è al centro di un complesso percorso di innovazione. Dall’agricoltura di precisione all’agricoltura 4.0 , dall’Intelligenza artificiale per l’agricoltura all’innovazione per la gestione del rischio nell’agrifood. Gli ambiti di innovazione per l’agricoltura e per la filiera agroalimentare sono molteplici, con risultati anche molto concreti ma da sempre resta aperta la sfida più grande, vale a dire la capacità di avvicinare – in modo strutturale e continuativo – il mondo delle imprese agricole e della filiera agroalimentare con il mondo delle startup e dell’innovazione. La sfida, in concreto, risiede nella capacità e possibilità di accelerare tutti i processi che permettono all’innovazione di trasformarsi in benefici concreti, grazie a una maggiore coinvolgimento tra startup e imprese del food.
Come permettere agli agricoltori di sfruttare tutte le potenzialità dell’innovazione
Trasformare l’eccellenza scientifica europea in strumenti concretamente utilizzabili da agricoltori, imprese alimentari, comunità rurali e consumatori. È di fatto su questo punto che si concentra il nuovo approccio strategico alla ricerca e all’innovazione per agricoltura, foreste, territori rurali e sistemi alimentari adottato dalla Commissione europea. Un approccio che ha i suoi due punti di riferimento nei programmi AgRI 2040 e Food 2040.
La strategia intende accompagnare le nuove soluzioni lungo tutto il percorso che separa il laboratorio dal mercato: ricerca, sperimentazione, dimostrazione in contesti reali, diffusione e adozione. Una particolare attenzione è poi riservata a startup, scaleup e PMI, che spesso sviluppano tecnologie promettenti ma incontrano difficoltà nell’accesso ai capitali, nella validazione e nell’espansione commerciale.
Una strategia di approccio all’innovazione per l’intero sistema agroalimentare
Questo approccio nasce fondamentalmente per rispondere alle tante istanze e pressioni che stanno trasformando il settore: cambiamento climatico, scarsità delle risorse, instabilità geopolitica (vedi crisi nelle forniture legata allo Stretto di Hormuz), carenza di lavoratori e competenze, evoluzione delle preferenze dei consumatori e aumento della concorrenza internazionale.
L’innovazione rappresenta lo strumento principale per rafforzare contemporaneamente produttività, autonomia strategica, sicurezza alimentare, sostenibilità e capacità di adattamento. La Commissione intende superare la frammentazione tra programmi e attori, favorendo la collaborazione tra utilizzatori finali, ricercatori, imprese, istituzioni e territori.
L’obiettivo di questa strategia è anche quello di sviluppare delle soluzioni insieme ai soggetti che dovranno applicarle, sperimentandole in condizioni reali e adattandole alle caratteristiche locali. In questo modo le esigenze di agricoltori, allevatori, silvicoltori e imprese alimentari potranno orientare maggiormente le priorità della ricerca europea.
AgRI 2040 e Food 2040, i due pilastri
La strategia integra due quadri tra loro strettamente collegati. AgRI 2040 si concentra su agricoltura, silvicoltura e aree rurali, mentre Food 2040 riguarda l’intero sistema alimentare, includendo anche pesca e acquacoltura.
I due programmi definiranno una cornice comune per la ricerca e l’innovazione finanziate dall’Unione europea. La loro attuazione è prevista attraverso il programma Horizon Europe 2028-2034 e le componenti pertinenti del futuro Fondo europeo per la competitività, senza anticipare l’esito dei negoziati sul prossimo bilancio comunitario.
Quali sono le aree di intervento di AgRI 2040?
AgRI 2040 individua otto aree preliminari di azione. Tra queste figurano la tutela dei suoli e degli agroecosistemi, l’innovazione nelle coltivazioni e negli allevamenti, la bioeconomia, la gestione multifunzionale delle foreste, lo sviluppo delle aree rurali e il rafforzamento delle catene del valore agroalimentari.
Un ruolo significativo sarà affidato a digitalizzazione, intelligenza artificiale e robotica. Queste tecnologie potranno contribuire a utilizzare acqua, fertilizzanti ed energia in modo più efficiente, individuare precocemente malattie e parassiti, automatizzare operazioni ripetitive e migliorare la capacità di prendere decisioni.
Le applicazioni potranno comprendere colture più resistenti alla siccità e alle temperature estreme, sistemi di protezione sostenibile delle piante, agricoltura di precisione e strumenti digitali capaci di adattare gli interventi alle condizioni effettive dei terreni.

Quali sono le priorità di Food 2040?
Food 2040 prevede sei aree di intervento dedicate ai sistemi alimentari territoriali, alle diete sane e sostenibili, all’efficienza nell’impiego delle risorse e alla riduzione dell’inquinamento.
Il programma si occuperà inoltre di contesti alimentari e responsabilizzazione dei consumatori, diffusione delle innovazioni, nuovi modelli di business, equità delle filiere e valorizzazione degli alimenti provenienti dagli ecosistemi acquatici.
L’attenzione non sarà quindi limitata alla produzione primaria. Il nuovo approccio interesserà trasformazione, distribuzione, consumo, sicurezza alimentare, nutrizione e circolarità, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni dell’intero sistema.
AgRI 2040 e Food 2040 : sei priorità comuni per l’innovazione europea
AgRI 2040 e Food 2040 saranno guidati da sei priorità condivise:
- competitività e crescita di startup e scaleup;
- sicurezza alimentare, resilienza e preparazione alle crisi;
- risorse naturali ed economia circolare;
- sicurezza di alimenti e mangimi, nutrizione e salute;
- equità;
- cooperazione globale.
Governance, tecnologie, territori e comunità agiranno come fattori abilitanti trasversali. La scelta mostra la volontà di collegare innovazione tecnologica e innovazione sociale, evitando che le nuove soluzioni rimangano concentrate nelle aziende e nei territori dotati di maggiori capacità finanziarie o competenze.
Il tema dell’equità riguarda anche la distribuzione del valore lungo le filiere. Per generare un impatto duraturo, le innovazioni dovranno offrire vantaggi misurabili agli operatori agricoli, alle imprese, ai consumatori e alle comunità rurali.
Più spazio a startup, scaleup e PMI grazie a AgRI 2040 e Food 2040
Uno dei punti centrali riguarda il passaggio dalla ricerca al mercato. Secondo la Commissione, l’Europa mantiene una posizione di primo piano nella scienza e nella ricerca, ma troppe soluzioni innovative faticano ancora a raggiungere imprese e consumatori.
Il nuovo approccio punta ad avvicinare ricerca pubblica, aziende e investitori, sostenendo sperimentazioni, progetti dimostrativi e diffusione su scala più ampia. Per startup e PMI potrebbe tradursi in maggiori opportunità di collaborazione, accesso alle infrastrutture di prova e partecipazione ai futuri programmi europei.
L’intento è creare un ecosistema nel quale una nuova tecnologia non venga valutata soltanto per le sue prestazioni scientifiche, ma anche per usabilità, sostenibilità economica, capacità di rispondere ai bisogni locali e possibilità di essere replicata.
Dal laboratorio alle aziende agricole
Il commissario europeo per l’Agricoltura e l’alimentazione, Christophe Hansen, ha sottolineato in una nota della Commissione la necessità di evitare che le idee innovative rimangano confinate nei laboratori. Le soluzioni devono essere sperimentate, adattate alle condizioni locali e trasformate in strumenti utilizzabili su vasta scala.
La commissaria per Startup, ricerca e innovazione, Ekaterina Zaharieva, a sua volta ha richiamato la necessità di aiutare innovatori e imprese a tradurre le scoperte in prodotti e servizi capaci di rafforzare competitività, sicurezza alimentare, sostenibilità e resilienza.
Concretamente AgRI 2040 e Food 2040 sono due programmi con i quali Bruxelles punta a imprimere una direzione comune all’innovazione agroalimentare: non solo finanziare nuove idee, ma creare le condizioni perché arrivino nei campi, nelle imprese e sulle tavole dei cittadini europei.













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