Il caro energia e l’aumento dei costi dell’autotrasporto mettono sotto pressione la filiera italiana del cemento e del calcestruzzo, con conseguenze sulla competitività delle imprese e sulla continuità delle forniture al settore delle costruzioni. A lanciare l’allarme è Federbeton, la Federazione di Confindustria che rappresenta il comparto, esprimendo solidarietà agli autotrasportatori e richiamando l’attenzione sulle difficoltà che coinvolgono l’intero sistema produttivo nazionale. Al centro delle preoccupazioni ci sono i rincari energetici, che si sommano all’aumento dei costi operativi e alle sfide legate alla decarbonizzazione industriale.
Autotrasporto, un costo che arriva al 50% nella filiera
Per l’industria del cemento e del calcestruzzo, l’autotrasporto rappresenta un elemento essenziale della catena del valore. La quasi totalità delle consegne di calcestruzzo avviene infatti su strada, collegando l’approvvigionamento delle materie prime, gli impianti produttivi e i cantieri. Secondo Federbeton, i costi di trasporto incidono per circa il 20% sul calcestruzzo preconfezionato, arrivando a rappresentare fino al 50% dei costi in altri segmenti della filiera.
L’aumento delle spese per il trasporto rischia quindi di ripercuotersi sull’intero comparto delle costruzioni, aggravando le difficoltà delle imprese e mettendo sotto pressione la continuità delle forniture.
Energia elettrica, prezzi in crescita del 90% in un anno
A complicare ulteriormente il quadro è l’andamento dei prezzi energetici. Secondo i dati riportati da Federbeton, a settembre 2026 il prezzo dell’elettricità sul mercato italiano ha raggiunto 207 euro/MWh, registrando un aumento di circa il 90% rispetto allo stesso mese del 2025.
Il divario rispetto ai principali concorrenti europei continua a rappresentare un elemento critico per la competitività industriale. Le quotazioni a termine indicate dalla Federazione evidenziano infatti prezzi italiani superiori del 42% rispetto alla Germania, del 47% rispetto alla Francia e del 52% rispetto alla Spagna.
Una situazione particolarmente penalizzante per un settore ad alta intensità energetica come quello del cemento, nel quale il costo dell’energia rappresenta una componente significativa dei processi produttivi.
Federbeton: servono interventi per la competitività
«Il caro energia e l’aumento dei costi operativi non sono problemi settoriali, ma un’emergenza che colpisce l’intera filiera manifatturiera e delle costruzioni», sottolinea Nicola Zampella, Direttore Generale di Federbeton. La Federazione richiama inoltre l’attenzione su altri fattori che stanno compromettendo la competitività delle imprese italiane: la crescente concorrenza delle importazioni provenienti da Paesi extra UE, l’aumento dei costi delle quote di emissione di CO₂ nell’ambito del sistema europeo ETS e gli investimenti necessari per la decarbonizzazione dei processi industriali.
Si tratta di pressioni che si sommano ai rincari energetici e logistici, rendendo sempre più complesso sostenere contemporaneamente la competitività economica e gli obiettivi di transizione ambientale. Federbeton sottolinea la necessità di tutelare non soltanto il settore dell’autotrasporto, ma l’intera filiera industriale e delle costruzioni, strategica per lo sviluppo infrastrutturale del Paese.












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