CSRD: dal foglio di calcolo alla conversazione con i dati
«Come sono cambiate le nostre emissioni rispetto all’anno scorso?», «Quali informazioni abbiamo già raccolto per il prossimo report di sostenibilità?», «A che punto siamo con l’analisi relativa alla doppia materialità?», Sono domande semplici da formulare, sempre più comuni nelle imprese impegnate nella rendicontazione relativa alla CSRD Corporate Sustainability Reporting Directive e sono domande alle quali in azienda può non essere sempre semplicissimo rispondere velocemente. I dati sono distribuiti tra sistemi gestionali, fogli di calcolo, documenti e funzioni diverse e per ricostruire un indicatore occorre spesso coinvolgere più persone e verificare periodi, unità di misura e perimetri. A queste difficoltà occorre aggiungere che spesso occorre rivolgersi a soggetti diversi per “mettere assieme” i dati necessari per una risposta affidabile e precisa.
Grazie alle interfacce in linguaggio naturale è possibile predisporre una modalità di interrogazione di questo patrimonio informativo più facile e certamente più accessibile. L’utente esprime ciò che vuole conoscere con parole comuni; il sistema interpreta la richiesta e, secondo le funzionalità disponibili, recupera informazioni, analizza contenuti o restituisce una sintesi. Non è necessario conoscere il nome tecnico di ogni campo o costruire personalmente una query.
Per chi lavora alla CSRD, questa evoluzione può alleggerire una parte del lavoro di consultazione. Non significa che ogni domanda trovi automaticamente risposta: significa rendere più immediato l’accesso ai dati già disponibili, entro il perimetro che la piattaforma è in grado di interrogare.
Che cosa significa dialogare con i dati della CSRD
L’espressione “dati della CSRD” indica, in questo contesto, le informazioni che l’impresa raccoglie e organizza per la propria rendicontazione di sostenibilità. Il dialogo può quindi riguardare indicatori quantitativi, documenti aziendali, obiettivi e informazioni qualitative. È utile a questo riguardo distinguere tre operazioni.
- La prima è recuperare un’informazione, per esempio individuare un fattore di emissione.
- La seconda è analizzare un insieme di dati, confrontando valori o descrivendo variazioni.
- La terza è produrre un testo, trasformando informazioni selezionate in una bozza di risposta o di disclosure.
Si tratta di funzioni differenti. Un assistente efficace nella scrittura potrebbe non avere accesso all’intero database aziendale. Un sistema che risponde sui requisiti di rendicontazione potrebbe non conoscere i dati dell’impresa. E una funzione che commenta una tabella non necessariamente esegue calcoli.
La conversazione diventa utile quando questo perimetro è chiaro: l’utente deve sapere quali informazioni il sistema può consultare e quali operazioni può svolgere.
Dialogare con i fdati della CSRD: come ci si deve preparare
Dialogare con i dati utilizzando la propria voce significa aggiungere un’interfaccia vocale al processo di interrogazione. La domanda pronunciata viene trascritta da un assistente che interpreta il testo e lo utilizza per accedere alle informazioni autorizzate. La risposta può essere visualizzata oppure letta attraverso una funzione di sintesi vocale.
Si potrebbe chiedere durante una riunione: «Mostrami l’andamento dei consumi energetici degli stabilimenti». E poi precisare: «Considera soltanto quelli italiani» oppure «Confronta gli stessi mesi dei due esercizi». È uno scenario possibile quando l’integrazione supporta quelle fonti, quei filtri e la continuità della conversazione.
Linguaggio naturale e interazione vocale, però, non coincidono. Le funzionalità documentate per le piattaforme considerate riguardano soprattutto domande testuali e assistenti conversazionali che devono fare riferimento a modelli predisposti per la comprensione delle logiche e delle sintassi legati al mondo della normativa CSRD e agli ESRS.
Copilot per interrogare le informazioni disponibili
L’offerta Microsoft Sustainability Manager, o meglio Dynamics 365 Sustainability, Copilot, la soluzione unificata per la gestione e la rendicontazione delle prestazioni ambientali, ESG consente di formulare domande sui dati dell’organizzazione. Gli esempi comprendono la ricerca di informazioni sui ricavi delle unità organizzative, sui fattori di emissione, sugli obiettivi e sugli esiti delle importazioni.
La logica è rendere accessibili informazioni che richiederebbero una navigazione tra schermate e tabelle. Una richiesta come «Quante importazioni sono state gestite negli ultimi trenta giorni?» può aiutare anche chi presidia la raccolta dei dati a individuare un problema operativo. Il perimetro rimane definito: la documentazione elenca le tabelle supportate e presenta la funzione di interrogazione come anteprima, inclusa nell’offerta Premium. Non va quindi interpretata come accesso conversazionale illimitato a qualsiasi indicatore necessario alla CSRD. Occorre verificare che le informazioni richieste siano comprese nelle fonti interrogabili.
Sweep: esplorare emissioni e costruire dashboard
Sweep propone Sweepy e una serie di agenti AI dedicati al lavoro sulla sostenibilità. L’approccio comprende l’analisi conversazionale dei dati sulle emissioni, la ricerca di fattori di emissione e la costruzione di dashboard attraverso istruzioni in linguaggio naturale. Il caso d’uso è quello di un responsabile che vuole approfondire una variazione: quali elementi hanno contribuito all’aumento delle emissioni? Dove conviene concentrare l’analisi? La conversazione può rendere più agevole il passaggio dalla domanda alla visualizzazione dei dati.
La piattaforma distingue inoltre attività diverse: preparazione delle informazioni, trasformazione dei dati e scrittura delle risposte qualitative. Questa articolazione aiuta a comprendere che l’assistente può intervenire in più momenti del processo. Per un progetto CSRD resta da verificare quanto l’accesso conversazionale copra, oltre al carbonio, gli indicatori sociali e di governance rilevanti per l’impresa.
Credibl e Planmark: fare domande al patrimonio ESG
Credibl con EVA, ESG Virtual Assistant, ha sviluppato un assistente che permette agli utenti di interrogare i propri dati ESG in linguaggio naturale. La funzione si colloca in una piattaforma che comprende strumenti per doppia materialità, reporting CSRD ed ESRS e individuazione delle lacune informative.
L’obiettivo è offrire un punto di accesso conversazionale alle informazioni raccolte. La sua utilità concreta dipende però dalla copertura dei dataset e dalla capacità di restituire risposte verificabili: aspetti da valutare con esempi aziendali, senza fermarsi alla presenza di una chat.
Anche Planmark ha creato un ESG Data Explorer AI per formulare domande sui dati dell’organizzazione. Il fornitore descrive risposte contestualizzate, con riferimenti alle fonti, utilizzabili anche per richieste di revisori, investitori e questionari. Un esempio riguarda la variazione delle emissioni Scope 2 rispetto all’anno precedente.
Qui il dialogo può collegare il lavoro annuale di rendicontazione alle richieste che arrivano durante l’esercizio. Il dato già raccolto diventa una risorsa da consultare più volte, per interlocutori e finalità differenti. La presenza della fonte nella risposta è particolarmente rilevante per permetterne il controllo.
Workiva e IBM: analisi dei contenuti e integrazione conversazionale
Workiva AI consente di analizzare e sintetizzare tabelle presenti in documenti e fogli di calcolo. L’utente può selezionare un’intera tabella o un intervallo di celle e formulare domande in linguaggio naturale sul contenuto. È una modalità utile per accompagnare la lettura dei dati e preparare una descrizione delle variazioni. Il perimetro documentato è però quello del contenuto selezionato; inoltre, la guida precisa che questa funzione non esegue calcoli. La distinzione conta: commentare valori disponibili e calcolare un nuovo indicatore sono operazioni diverse.
IBM documenta invece un percorso di integrazione tra Envizi e watsonx Orchestrate. Un agente interpreta le richieste dell’utente e utilizza strumenti collegati alle API di Envizi per recuperare metriche, elaborarle e presentarle in forma conversazionale o pronta per un report.
Si tratta di una soluzione da configurare, che va distinto dal solo Envizi Assistant, descritto come supporto per orientarsi tra funzionalità, procedure e documentazione del prodotto.
La qualità del dialogo dipende dalla qualità dei dati
La facilità della domanda non elimina la complessità dell’informazione. «I consumi sono diminuiti?» sembra una richiesta elementare. Per rispondere correttamente bisogna però sapere se il confronto riguarda gli stessi siti, lo stesso periodo e unità di misura coerenti. L’interfaccia conversazionale deve quindi poggiare su dati organizzati, definizioni condivise e responsabilità chiare. Deve inoltre rispettare i permessi di accesso: rendere più semplice una consultazione non significa rendere ogni informazione disponibile a chiunque.
Per valutare una piattaforma conviene chiedere una dimostrazione su dati reali, verificando se la risposta esplicita fonti, periodo, perimetro ed eventuali informazioni mancanti.
Il cambiamento più interessante è la possibilità di avvicinare ai dati persone che oggi dipendono da un passaggio tecnico per consultarli. Una domanda, anche pronunciata a voce, può diventare l’inizio di un approfondimento condiviso. Per il lavoro sulla CSRD, il risultato utile è una risposta che l’impresa possa comprendere, verificare e sostenere.








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