Misurare l’impatto ambientale di un prodotto è il primo passo per gestire e migliorare le performance di sostenibilità. Estendere la valutazione a decine o centinaia di prodotti, aggiornare i dati e rendere il processo sostenibile nel tempo richiede un cambiamento più ampio, che coinvolge strumenti, persone e organizzazione.
È questa la sfida al centro dell’evento “Da studi LCA ad EPD su larga scala: una sfida tecnica e organizzativa per l’azienda”, organizzato dal Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia. L’incontro si terrà il 22 ottobre 2026, dalle 14:30 alle 17:00, presso l’Auditorium Collegio Lucchini dell’Università, in Via Senatore Diogene Valotti, 3/c-d, a Brescia.
Il programma metterà a confronto i risultati di una ricerca su 75 aziende manifatturiere e le esperienze dei manager di Aquafil, Feralpi, Gewiss e Gresmalt, per capire come integrare stabilmente la valutazione ambientale nei processi aziendali.
LCA ed EPD: misurare e documentare gli impatti
La crescente attenzione di clienti e mercati alla sostenibilità rende sempre più importante disporre di informazioni ambientali solide e verificabili. Le imprese devono poter documentare le prestazioni dei prodotti e utilizzare i risultati delle analisi per orientare le scelte di miglioramento.
Il Life Cycle Assessment, o LCA, permette di valutare gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita del prodotto e di individuare le fasi che contribuiscono maggiormente a determinarli.
Su questa base si sviluppano le Environmental Product Declaration, o EPD: dichiarazioni ambientali di prodotto fondate su dati LCA e sottoposte a verifica secondo regole e procedure definite. Il passaggio dall’analisi alla dichiarazione richiede quindi un processo documentato, con dati coerenti e responsabilità chiare.
Dal progetto pilota a un processo scalabile
Per molte aziende, la difficoltà consiste nel superare la gestione delle analisi come iniziative isolate. Un progetto pilota può consentire di acquisire familiarità con il metodo; estenderlo all’intera gamma impone di organizzare raccolta dei dati, aggiornamenti e verifiche in modo replicabile.
La domanda diventa quindi operativa: come valutare l’impatto ambientale di numerosi prodotti senza ripartire ogni volta da zero?
La risposta coinvolge la scelta degli strumenti, la disponibilità delle informazioni e la capacità di coordinare le funzioni aziendali. Occorre inoltre sostenere il percorso nel tempo, affinché le valutazioni rimangano coerenti con l’evoluzione dei prodotti e dei processi produttivi. È un’esigenza che si inserisce anche nel percorso verso il Digital Product Passport, nel quale la gestione strutturata delle informazioni di prodotto assume crescente rilevanza.
Una ricerca su 75 aziende manifatturiere
L’incontro prenderà avvio dalla ricerca del Laboratorio RISE su 75 aziende di produzione appartenenti a diversi settori industriali, che hanno intrapreso studi LCA e rilasciato dichiarazioni EPD. L’indagine è stata condotta per analizzare come le imprese affrontano questo percorso: le motivazioni alla base dell’adozione, gli strumenti utilizzati, le competenze coinvolte e i modelli organizzativi messi in campo. Il confronto approfondirà anche come sostenere nel tempo la predisposizione e la verifica delle EPD e quali opportunità e difficoltà incontrino le aziende che avviano per prime queste attività.
I risultati saranno presentati durante l’evento: l’obiettivo è offrire elementi utili per comprendere le pratiche adottate e le condizioni necessarie a estendere le valutazioni su larga scala.
Competenze e organizzazione per integrare la LCA
La scalabilità della valutazione ambientale dipende dalla capacità di far dialogare metodo e organizzazione. Le competenze specialistiche devono trovare spazio nei processi decisionali e nei flussi informativi dell’impresa. Per questo l’evento affronterà, insieme agli aspetti tecnici, le implicazioni gestionali: come assegnare le responsabilità, rendere disponibili i dati e costruire una continuità tra analisi, dichiarazioni e miglioramento dei prodotti.
L’obiettivo è integrare stabilmente la LCA nei processi aziendali, affinché le informazioni ambientali possano supportare le decisioni e rispondere alle richieste dei clienti.
Aquafil, Feralpi, Gewiss e Gresmalt a confronto
Alla presentazione della ricerca seguirà una tavola rotonda con manager aziendali ed esperti di LCA che vedrà la partecipazione di
- Davide Di Gioia, Specialista Transizione Ecologica ed Energetica in Feralpi Group;
- Cristina Ferilli, Sustainability Specialist in Gewiss Group;
- Maria Giovanna Sandrini, Group Chief Communication Officer di Aquafil S.p.A.;
- Marco Vacchi, Innovation & Sustainability Specialist di Gresmalt S.p.A.
Le testimonianze permetteranno di confrontare esperienze, scelte organizzative e problemi affrontati sul campo. Il dialogo tra ricerca e industria aiuterà così a mettere a fuoco il passaggio decisivo: trasformare le prime analisi ambientali in una capacità aziendale strutturata, aggiornabile e applicabile a un numero crescente di prodotti.
I riferimenti dell’evento
- “Da studi LCA ad EPD su larga scala: una sfida tecnica e organizzativa per l’azienda“
- 22 ottobre 2026
- Orario: 14:30–17:00
- Sede: Auditorium Collegio Lucchini – Università degli Studi di Brescia Indirizzo: Via Senatore Diogene Valotti, 3/c-d – 25133 Brescia (BS)
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