economia circolare

RarEarth: la UE premia la produzione di magneti da terre rare riciclate



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La startup italiana RarEarth ottiene 2,5 milioni di euro dall’EIC Accelerator e il Seal STEP per industrializzare la produzione di magneti permanenti NdFeB ottenuti da terre rare riciclate. L’obiettivo è rafforzare la filiera europea e ridurre la dipendenza dalle importazioni

Pubblicato il 26 giu 2026



RAREARTH
Il team di RarEarth, azienda italiana deep-tech che produce magneti permanenti ad alte prestazioni utilizzando terre rare riciclate
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Perché l’innovazione nel riciclo delle terre rare è una sfida strategica

Le terre rare sono diventate una delle materie prime più strategiche per la transizione energetica e digitale. Elementi come neodimio, praseodimio, disprosio e terbio sono indispensabili per la produzione di magneti permanenti impiegati nei motori dei veicoli elettrici, nelle turbine eoliche, nei robot industriali, nell’elettronica di consumo e in numerose applicazioni ad alta tecnologia. La domanda globale è destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni, mentre l’offerta resta concentrata in pochi Paesi, con conseguenti rischi geopolitici e di approvvigionamento.

In questo scenario, l’innovazione nel riciclo delle terre rare assume un’importanza strategica. Recuperare questi materiali da motori elettrici, hard disk, apparecchiature elettroniche e altri prodotti giunti a fine vita consente infatti di trasformare i rifiuti in una nuova fonte di materie prime critiche, riducendo la dipendenza dall’attività estrattiva e dalle importazioni.

Recuperare e reimpiegare le terre rare

Le tecnologie più avanzate permettono oggi non solo di recuperare le terre rare, ma anche di reimpiegarle direttamente nella produzione di nuovi magneti permanenti, mantenendo prestazioni elevate e abbattendo al tempo stesso l’impatto ambientale. Questo approccio favorisce lo sviluppo di un’economia realmente circolare, nella quale i materiali rimangono all’interno del ciclo produttivo il più a lungo possibile.

Per l’Europa, investire nell’innovazione del riciclo significa anche rafforzare l’autonomia strategica in un settore cruciale per la competitività industriale. La possibilità di creare una filiera continentale delle terre rare riciclate riduce l’esposizione alle tensioni internazionali e contribuisce a rendere più resilienti comparti fondamentali come l’automotive, le energie rinnovabili e la manifattura avanzata. Per questo motivo startup e imprese deep-tech che sviluppano nuove tecnologie di recupero rappresentano oggi un tassello sempre più importante delle politiche europee dedicate alle materie prime critiche e alla transizione verso un’economia sostenibile.

RarEarth: 2,5 milioni UE per i magneti riciclati

In questo contesto si colloca la startup italiana RarEarth che compie proprio in questo periodo un nuovo passo nel proprio percorso di crescita, grazie a un finanziamento europeo destinato ad accelerare la produzione industriale di magneti permanenti ottenuti da terre rare riciclate.

L’azienda deep-tech ha infatti ottenuto una sovvenzione da 2,5 milioni di euro nell’ambito dell’European Innovation Council (EIC) Accelerator, ricevendo anche il Seal STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), riconoscimento riservato alle tecnologie considerate strategiche per il futuro industriale europeo.

RarEarth è risultata l’unica realtà italiana selezionata tra le 38 startup e PMI provenienti da 16 Paesi che hanno superato la tornata di valutazione dell’EIC Accelerator di giugno 2026. Il programma europeo ha assegnato complessivamente 90 milioni di euro in contributi a fondo perduto e ha previsto ulteriori oltre 200 milioni di euro di potenziali investimenti destinati alle aziende più promettenti.

Dalle terre rare riciclate ai nuovi magneti permanenti

Fondata nel 2023, RarEarth ha sviluppato una tecnologia proprietaria che consente di recuperare i magneti contenenti terre rare presenti in motori elettrici e apparecchiature elettroniche giunti a fine vita, trasformandoli nuovamente in magneti permanenti NdFeB (neodimio-ferro-boro) pronti per essere impiegati nei processi industriali.

L’azienda punta così a chiudere il ciclo produttivo delle terre rare, realizzando nuovi magneti con prestazioni comparabili a quelle dei prodotti ottenuti da materie prime vergini. Secondo quanto comunicato dalla società, il processo brevettato consente inoltre di ridurre le emissioni di CO₂ del 76% rispetto ai processi tradizionali basati sull’estrazione mineraria.

Le risorse ottenute dall’EIC serviranno ad accelerare il passaggio dalla fase di sviluppo alla produzione su scala industriale, rafforzando una filiera interamente europea.

Un mercato destinato a crescere con elettrificazione e rinnovabili

Il mercato dei magneti permanenti NdFeB è destinato a espandersi rapidamente nei prossimi anni. Secondo le stime riportate da RarEarth, il settore potrebbe raggiungere un valore di 68 miliardi di dollari entro il 2040, trainato dalla crescente domanda proveniente da veicoli elettrici, impianti per le energie rinnovabili, elettronica avanzata e numerose applicazioni industriali.

In questo contesto, la possibilità di produrre magneti utilizzando materiali riciclati rappresenta un elemento strategico non solo dal punto di vista ambientale, ma anche industriale. Oggi infatti gran parte dei magneti permanenti utilizzati in Europa proviene da Paesi extraeuropei, rendendo la filiera vulnerabile a tensioni geopolitiche e criticità nell’approvvigionamento delle materie prime.

La tecnologia sviluppata da RarEarth mira proprio a ridurre questa dipendenza, favorendo la nascita di una catena del valore europea basata sull’economia circolare.

Il riconoscimento dell’EIC e il Seal STEP

Per RarEarth il finanziamento europeo rappresenta anche un’importante validazione della propria tecnologia e del modello industriale sviluppato.

Enrico Pizzi, co-fondatore e CEO di RarEarth ha voluto sottolineare che “Siamo orgogliosi di essere stati scelti dall’EIC tra le 38 aziende europee che si sono maggiormente distinte per l’innovazione e il valore strategico dei loro prodotti, servizi e modelli di business. Per noi, il Seal STEP rappresenta anche un riconoscimento internazionale di ciò che stiamo costruendo: un processo per ridurre la dipendenza dell’Europa dalle terre rare importate e un’alternativa prodotta localmente ai magneti realizzati con materiali estratti dalle miniere. Stiamo già crescendo rapidamente e il sostegno dell’EIC ci dà ulteriore slancio, visibilità, accesso agli investimenti e nuove partnership in tutta Europa mentre ci avviciniamo alla produzione su scala industriale”.

Una crescita sostenuta anche dagli investitori

Il riconoscimento europeo si aggiunge a una serie di risultati ottenuti dalla startup negli ultimi due anni. Nel 2024 RarEarth ha conquistato un contributo da 100 mila euro nella MOST Mobility Competition e ha ricevuto la menzione speciale “ENI Joule for Entrepreneurship” agli ENI Awards, consegnati alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sul fronte della raccolta di capitali, nel luglio 2025 l’azienda ha chiuso un round di investimento da 2,6 milioni di euro, guidato da Primo Capital SGR e MITO Tech Ventures, con la partecipazione di Corbites Fund, Vento Ventures e Axel Carbon. A queste risorse si è aggiunto anche un finanziamento da 1,3 milioni di euro ottenuto attraverso il programma Smart&Start Italia.

Con il nuovo contributo dell’EIC Accelerator, la startup punta ora ad accelerare l’industrializzazione della propria tecnologia e a consolidare il proprio ruolo nello sviluppo di una filiera europea delle terre rare sempre più resiliente, circolare e strategica per la transizione energetica e digitale.

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