Cosa si intende per logistica solidale e perché è importante?
La logistica solidale è l’insieme di attività di trasporto, stoccaggio e distribuzione organizzate per sostenere finalità sociali, come il recupero delle eccedenze alimentari, l’aiuto a famiglie fragili o la gestione di donazioni in caso di emergenze. In pratica, applica metodi e competenze della logistica “industriale” a una missione di utilità pubblica: far arrivare beni essenziali in modo rapido, tracciabile e con sprechi minimi.
Logistica solidale e food rescue
Un primo ambito tipico della logistica solidale riguarda il food rescue ovvero il recupero di prodotti invenduti ma ancora idonei al consumo che vengono ritirati da supermercati, mense, aziende e produttori, poi selezionati, conservati correttamente e redistribuiti a enti del Terzo settore.
Qui la catena del freddo e la sicurezza alimentare diventano elementi centrali: un sistema solidale infatti funziona solo se è affidabile come una filiera commerciale.
Anche i beni non alimentari rientrano nella logistica solidale
La logistica solidale comprende anche la distribuzione di beni non alimentari: farmaci, materiale scolastico, abbigliamento, prodotti per l’igiene, dispositivi per l’infanzia. In questo caso contano soprattutto la gestione dei magazzini, la classificazione delle scorte, la previsione del fabbisogno e l’ottimizzazione dei percorsi per ridurre tempi e costi.
L’importanza del modello operativo della logistica solidale
A distinguere la logistica solidale non è solo il “fine”, ma il modello operativo: spesso integra volontariato e professionalità, piattaforme digitali e reti territoriali, partnership tra imprese, fondazioni, pubbliche amministrazioni e associazioni. La tecnologia, infatti, sta accelerando il settore: app per prenotare ritiri, sistemi di tracciabilità dei lotti donati, dashboard per misurare impatto (pasti equivalenti, emissioni di CO2 evitate, tonnellate recuperate) e strumenti per assegnare le consegne in base a priorità sociali.
Un rapporto sempre più diretto tra economia circolare e logistica solidale
Dal punto di vista economico e ambientale, la logistica solidale è una leva di economia circolare: riduce sprechi e costi di smaltimento, valorizza beni che altrimenti verrebbero distrutti e contribuisce alla resilienza delle comunità. Sul piano dell’ESG, è anche un indicatore concreto di responsabilità sociale, perché traduce la sostenibilità in servizi e supporto misurabile ai territori.
La logistica solidale rappresenta una sorta di infrastruttura che rende possibile la solidarietà su scala più ampia. Con la logistica sostenibile si può impostare una organizzazione, che unitamente a dati e trasporto efficiente permette di dare vita a un sistema continuativo, capace di generare impatto reale.
Logistica solidale e spreco alimentare nel mondo ortofrutticolo
Ogni anno, tonnellate di prodotti ortofrutticoli rischiano di non raggiungere il mercato o finiscono tra gli scarti, aggravando il problema dello spreco alimentare in Italia e nel resto d’Europa. All’interno di questa dinamica complessa, la rete Italmercati si propone come attore centrale nella sperimentazione di modelli logistici alternativi, in cui l’innovazione diventa una leva per massimizzare la sostenibilità e generare valore sociale lungo tutta la filiera. Le iniziative adottate nei mercati all’ingrosso mostrano come una gestione più efficiente della distribuzione possa tradursi non solo in un minore impatto ambientale, ma anche in nuove opportunità di collaborazione con enti non profit e istituzioni locali.
La rete Italmercati e il modello della logistica solidale contro lo spreco alimentare
Nella gestione delle eccedenze alimentari, la rete Italmercati si distingue per la sua capacità di integrare processi logistici avanzati con pratiche di responsabilità sociale, offrendo un contributo rilevante alla riduzione dello spreco lungo la filiera ortofrutticola. Il sistema messo in campo dai principali mercati all’ingrosso italiani non si limita a una funzione distributiva: l’adozione di una logistica solidale consente di intercettare prodotti ancora pienamente edibili, che altrimenti verrebbero smaltiti, e di reindirizzarli verso il terzo settore attraverso partnership consolidate con ONLUS, Banco Alimentare e associazioni locali. Questa prassi non solo allevia la pressione sui sistemi di smaltimento dei rifiuti, ma si traduce in un supporto concreto per segmenti della popolazione in difficoltà, delineando un modello replicabile di economia circolare su base territoriale. L’approccio sistemico adottato da Italmercati evidenzia una trasformazione del ruolo dei mercati all’ingrosso, sempre più attori attivi nella governance della sostenibilità alimentare. (Leggi a questo proposito anche il lavoro di associazioni come RECUP contro lo spreco alimentare n.d.r.)
Innovazione nei processi e impatto sociale nella filiera ortofrutticola
La capacità di recuperare annualmente oltre 6 mila tonnellate di ortofrutta, come riportato dai dati Italmercati, è il risultato di una attività di ottimizzazione operativa e tecnologica all’interno delle piattaforme distributive. L’introduzione di sistemi digitali per il monitoraggio della qualità e delle giacenze, insieme a soluzioni per la conservazione avanzata dei prodotti, ha consentito ai mercati aderenti di ridurre significativamente le perdite alimentari strutturando flussi dedicati alla redistribuzione sociale. Il coinvolgimento diretto degli operatori nella gestione degli invenduti, unito alla presenza fisica di spazi dedicati alle organizzazioni benefiche all’interno dei centri stessi, rappresenta una leva significativa per amplificare l’impatto sociale dell’intera filiera.
L’indagine ISMEA conferma come queste pratiche abbiano consolidato un ecosistema in cui innovazione tecnologica e logistica solidale si traducono in benefici tangibili per le comunità locali, attribuendo al comparto ortofrutticolo italiano un ruolo chiave nella promozione della sicurezza alimentare e nella riduzione dell’impronta ambientale.
L’importanza di integrare efficienza operativa e responsabilità sociale grazie alla logistica solidale
Nel contesto attuale, in cui le filiere agroalimentari sono chiamate a confrontarsi con sfide strutturali e sociali sempre più complesse, emerge con chiarezza la necessità di modelli capaci di integrare efficienza operativa e responsabilità collettiva. L’esperienza maturata da alcune realtà italiane dimostra che la collaborazione tra operatori logistici, enti pubblici e soggetti del terzo settore può generare sistemi virtuosi, in grado non solo di ridurre gli sprechi ma anche di restituire valore alle comunità. In questa prospettiva, l’innovazione nei processi organizzativi e la cura degli impatti sociali appaiono come elementi inscindibili per costruire una filiera ortofrutticola più sostenibile e inclusiva.
Fabio Massimo Pallottini, Presidente di Italmercati ha sollineato che “I Mercati all’Ingrosso sono oggi strumenti operativi essenziali per la gestione di politiche agricole sostenibili. Il nostro ruolo va oltre la logistica commerciale: siamo il motore di una ‘Logistica Solidale’ che trasforma le eccedenze e i ritiri comunitari in sostegno concreto per chi ha bisogno. È la dimostrazione che l’efficienza dei nostri Mercati può generare un impatto sociale ed ambientale immediato, rendendo la filiera agroalimentare italiana un modello di economia circolare a livello europeo. Il nostro impegno punta a rendere questi processi sempre più strutturati e capillari, integrando la solidarietà nel cuore del sistema distributivo”.













