Digital Transformation

Annual Report FPA: competenze, AI e sicurezza nel post PNRR della PA italiana



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La trasformazione digitale della pubblica amministrazione accelera grazie alle risorse del PNRR, ma la vera sfida è ora mantenere il ritmo innovativo, rafforzare la sicurezza informatica e consolidare il ricambio generazionale. I risultati dell’indagine Barometro PA, condotta da FPA e Istituto Piepoli, realizzata in occasione della presentazione dell’11° Annual Report di FPA

Pubblicato il 24 gen 2026



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La trasformazione digitale della pubblica amministrazione rimane uno dei temi centrali nell’agenda politica ed economica del Paese, soprattutto alla luce delle risorse e degli obiettivi delineati dal PNRR. A fronte di aspettative crescenti e di una società sempre più attenta alle ricadute dell’innovazione tecnologica, la PA si trova oggi a dover conciliare la domanda di servizi efficienti con la necessità di rafforzare la fiducia dei cittadini. Il percorso passa attraverso un ripensamento delle competenze interne, l’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale e una gestione attenta delle nuove sfide in materia di sicurezza digitale. In questo scenario, il settore pubblico viene chiamato non solo ad accelerare il cambiamento ma anche a guidarlo, ponendo al centro l’attrattività per nuovi talenti e la sostenibilità delle scelte tecnologiche.

Preoccupazioni sociali e fiducia nell’innovazione

L’indagine Barometro PA, condotta da FPA e Istituto Piepoli, realizzata in occasione della presentazione dell’11° Annual Report di FPA fotografa un’Italia in cui la percezione del futuro è segnata da una diffusa inquietudine: il 56% degli intervistati si dice preoccupato, mentre solo una minoranza – il 13% – mostra ottimismo.

Le ansie principali gravitano intorno ai pilastri della sanità (42%) e della sicurezza (41%), a cui si aggiungono questioni come i conflitti internazionali e le difficoltà delle nuove generazioni. Tuttavia, affiora anche un elemento di resilienza: la fiducia nella tecnologia e nell’innovazione, soprattutto tra i giovani, che vedono in questi strumenti leve potenziali per migliorare competenze e competitività delle imprese. Il 64% ritiene che l’innovazione possa generare nuove opportunità professionali, mentre oltre la metà attribuisce alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale un possibile impatto positivo sull’efficienza dei servizi pubblici. Questo contrasto tra timori radicati e aspettative verso il cambiamento tecnologico suggerisce una società in transizione, consapevole dei rischi ma pronta a cogliere le opportunità di trasformazione.

Il ruolo della PA come motore di cambiamento post PNRR

La Pubblica Amministrazione italiana emerge dall’esperienza del PNRR con una reputazione rafforzata nella capacità di guidare processi innovativi. Oltre un terzo dei cittadini riconosce alla PA un ruolo di leadership nel miglioramento dei servizi, attribuendo questo risultato anche alla spinta impressa dalla trasformazione digitale.

PA come soggetto attivo nei processi emergenti di innovazione sociale e tecnologica

Non si tratta solo di adattamento passivo alle direttive politiche o internazionali: una porzione crescente dell’opinione pubblica identifica la PA come soggetto attivo nei processi emergenti di innovazione sociale e tecnologica. Tuttavia, questa fiducia è accompagnata da un’aspettativa elevata rispetto alla continuità e al consolidamento delle pratiche virtuose avviate con il PNRR.

Il rischio principale segnalato da dipendenti pubblici e osservatori riguarda proprio la capacità delle amministrazioni di mantenere metodologie orientate agli obiettivi e alla performance una volta esaurita la spinta straordinaria dei fondi europei. In questo senso, la governance anticipatoria citata dagli esperti appare non più come una scelta opzionale, ma come prerequisito per affrontare la complessità delle transizioni in corso.

Le sfide e le priorità della trasformazione digitale nella pubblica amministrazione

Nel tracciato della trasformazione digitale, gli ultimi anni hanno segnato un’accelerazione senza precedenti nella capacità della PA di progettare e realizzare interventi scalabili: i fondi comunitari gestiti sono decuplicati passando da 3 a oltre 30 miliardi annui, mentre piattaforme come PA Digitale 2026 hanno coinvolto più di 23mila enti in circa 81mila progetti attivi.

Migrazione verso il cloud, revisione siti istituzionali e adozione di piattaforme abilitanti come SPID o pagoPA

Le direttrici principali sono state la migrazione verso il cloud, la revisione dei siti istituzionali e l’adozione di piattaforme abilitanti come SPID o pagoPA. Un risultato tangibile è la riduzione dei divari territoriali digitali, confermata dai dati ICity Rank che indicano un miglioramento significativo degli indici di digitalizzazione dei Comuni capoluogo.

Parallelamente, le iniziative di semplificazione amministrativa – con oltre 350 procedure riviste – hanno cercato di allineare l’efficienza operativa alle aspettative crescenti di cittadini e imprese. Tuttavia, l’aumento degli attacchi informatici (+140% in un anno) evidenzia quanto sia imprescindibile sviluppare strategie integrate tra tecnologia, formazione continua e gestione del rischio per garantire la resilienza del sistema pubblico.

Competenze, ricambio generazionale e attrattività del settore pubblico

Il ricambio generazionale rappresenta uno degli snodi più concreti per la sostenibilità della PA italiana nei prossimi anni. Tra il 2023 e il 2025 sono stati assunti oltre 614mila nuovi dipendenti con un’età media contenuta – 39 anni –, segnale che il settore pubblico sta tornando ad attrarre giovani profili professionali dopo decenni di stagnazione demografica.

È stata anche accelerata la durata media dei concorsi pubblici – ora ridotti a pochi mesi –, contribuendo a rendere più fluido l’ingresso di nuove competenze. In parallelo, tra i dipendenti pubblici emerge una maggiore attenzione verso modelli organizzativi basati su obiettivi chiari, collaborazione inter-istituzionale e cultura della performance misurabile. Queste dinamiche sono fondamentali non solo per rispondere alle richieste del PNRR ma anche per posizionare la PA come datore di lavoro appetibile rispetto al settore privato: un ruolo strategico se si considera l’urgenza di acquisire competenze digitali avanzate e figure specialistiche per gestire le sfide tecnologiche emergenti.

Intelligenza artificiale e sicurezza: nuove frontiere per la PA del futuro

L’integrazione dell’intelligenza artificiale rappresenta uno snodo cruciale per il futuro della PA italiana. Secondo gli ultimi dati AgID, sono già state censite circa 120 iniziative AI nelle amministrazioni centrali con focus su efficienza interna e gestione dati; tuttavia solo una parte dei progetti garantisce standard elevati nella qualità dei dati trattati.

Gli addetti ai lavori identificano come prioritari percorsi formativi mirati per il personale pubblico, lo sviluppo di figure dedicate all’introduzione responsabile dell’AI e strategie puntuali sulla qualità del dato alimentante gli algoritmi.

Il tema della sicurezza informatica si fa sempre più pressante alla luce dell’aumento esponenziale degli attacchi cyber: il comparto pubblico italiano rappresenta ora oltre un quarto degli incidenti registrati a livello europeo nel settore. L’attenzione si concentra così su soluzioni che bilancino automazione intelligente, trasparenza algoritmica ed etica applicata – evitando derive tecnocratiche o opacità decisionale –, mentre cresce anche l’attesa verso un utilizzo dell’AI capace non solo di migliorare i servizi al cittadino ma anche di mitigare carenze strutturali in organico o funzioni HR e HR 4.0 evolute.

Capacità di interpretare le trasformazioni in atto

Nel contesto di una pubblica amministrazione chiamata a confrontarsi con cambiamenti strutturali e tecnologici profondi, la capacità di interpretare le trasformazioni in atto non può prescindere da un dialogo costante tra esigenze operative, istanze sociali e sviluppo delle competenze. La fiducia nell’innovazione si costruisce infatti su un equilibrio delicato tra apertura al nuovo e consapevolezza dei rischi, dove la dimensione umana rimane centrale anche rispetto all’introduzione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale. In questo scenario, il settore pubblico è chiamato ad assumere un ruolo proattivo nel promuovere cultura digitale e sicurezza, ma anche nell’attirare talenti e favorire il ricambio generazionale. Le sfide sono molteplici, ma la loro gestione consapevole può trasformarle in opportunità per una PA più efficiente e vicina ai bisogni reali della collettività.

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