Sustainability Management

Testa, Autostrade: facciamo viaggiare innovazione e sostenibilità

Un percorso verso la sustainability fortemente integrato nel percorso di innovazione tecnologica, digitale e di sviluppo di nuovi servizi per la mobilità e per i territori nella testimonianza di Concetta Testa, Head of Sustainability

Pubblicato il 20 Mar 2023

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Concetta Testa, Head of Sustainability, Autostrade per l'Italia

Il percorso per raggiungere obiettivi di sostenibilità viene spesso considerato al pari di un grande viaggio caratterizzato da una serie di tappe e di obiettivi. Una immagine questa che ben si addice a una realtà come Autostrade per l’Italia, con una precisazione che ci arriva direttamente da Concetta Testa, Head of Sustainability dell’azienda: il raggiungimento di qualsiasi obiettivo dipende dalla capacità di considerare e vivere sostenibilità e innovazione come due compagni inseparabili in questa sfida.

Con la testimonianza di Concetta Testa, ESG360 intende analizzare il percorso di trasformazione di Autostrade per l’Italia visto dalla doppia prospettiva di un attore di primaria importanza nel settore delle infrastrutture e della mobilità e di un processo di innovazione nei servizi che comprende in modo nativo obiettivi di sostenibilità.

 

Iniziamo questo “viaggio” focalizzando l’attenzione sui principali obiettivi legati alla vostra visione della sostenibilità

Autostrade per l’Italia ha un piano e una visione che colloca la società ben oltre il ruolo di gestore dell’infrastruttura, ma punta a diventare un operatore della mobilità sostenibile e digitalizzata. Questo significa che tutta la strategia aziendale è basata sull’integrazione tra innovazione, digitalizzazione della mobilità, progetti di sostenibilità ambientale e gestione dell’impatto sulle comunità locali. Tutti questi per noi sono valori centrali per la strategia aziendale.

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Siamo poi convinti che oggi più che mai, è assolutamente fondamentale gestire un’infrastruttura stradale puntando sia sulla digitalizzazione e, anche grazie ai dati, sulla sostenibilità. Grazie anche a questi asset è possibile lavorare, come stiamo facendo, per mettere al centro le persone e per ripensare e migliorare l’esperienza di viaggio di tutte le tipologie di utenti.

Come avete impostato le vostre azioni?

E’ partito un piano di investimenti che vale 21  miliardi di euro e che mira a innovare profondamente l’infrastruttura stradale del Paese. Autostrade per l’Italia punta a una vastissima opera di digitalizzazione che si tradurrà nei nostri piani nella erogazione di nuovi servizi in vari ambiti garantendo una rete sempre più resiliente, con servizi innovativi e con un approccio sostenibile. Pensiamo in questo senso all’unione tra la digitalizzazione e la elettrificazione della rete autostradale per favorire la diffusione della mobilità elettrica sia come punti di ricarica sia come servizi di mobilità.

Vediamo ancora meglio il legame tra sostenibilità e digitalizzazione

il piano di digitalizzazione che interessa tutta la nostra infrastruttura rappresenta anche e soprattutto un cambio di paradigma rispetto alla gestione tradizionale. Con questo approccio puntiamo a offrire una esperienza di viaggio caratterizzata da un forte contenuto di servizi innovativi e digitali che contengono anche una lettura precisa dei temi legati alla gestione dell’impatto ambientale.

In questo scenario si colloca il progetto per la implementazione di colonnine elettriche che nel 2023 ci porterà a metterne a disposizione una ogni 50 km. Un asset che si unisce a un piano per garantire informazioni di traffico puntuali che uniscono le segnalazioni precise riguardo a cantieri e code a quelle legate al meteo ad altre tipologie di informazioni che possono impattare sulla viabilità e sull’esperienza di viaggio. Nello stesso tempo, il piano prevede anche la implementazione di soluzioni digitali a supporto di tutte le operations lungo le infrastrutture per gestire con maggior precisione tutti gli interventi e per garantire sempre la migliore fluidità possibile del traffico e la sicurezza complessiva.

Relativamente al piano di digitalizzazione stiamo parlando di un impegno che supera ampiamente i 2 miliardi di euro e che è integrato in modo “nativo” con il Piano di Sostenibilità del Gruppo.

Come nasce e come è organizzato il gruppo di lavoro dedicato alla sostenibilità?

Il Gruppo fonda il proprio modello di sostenibilità su una Governance, allineata alle Best Practices internazionali ed estesa a tutti i livelli dell’organizzazione, dal Consiglio di Amministrazione, ai Comitati e alle persone del Gruppo.  In particolare è stata anche istituita la figura di  “ESG Ambassador”, con l’obiettivo di integrare i principi ESG a tutti i livelli dell’organizzazione. Si tratta di una una community di colleghi, key people all’interno dell’organizzazione, tutti fortemente motivati, direttamente coinvolti sulle iniziative legate ai temi materiali e promotori del cambiamento culturale in atto.

Gli Ambassador operano nell’ambito di strutture aziendali della Società e delle Controllate che sviluppano e implementano le iniziative previste nel Piano di Sostenibilità e sono responsabili dello scouting e della promozione di nuovi progetti nel rispetto delle linee strategiche ESG del Gruppo. In accordo con la struttura Sustainability e con il Comitato ESG definiscono baseline e target delle iniziative e ne monitorano l’avanzamento. Gli Ambassador lavorano con grande passione per valorizzare il ruolo che ognuno gioca nel percorso dello sviluppo sostenibile.

La mia figura di Responsabile Sustainability di Autostrade per l’Italia è stata introdotta in azienda a luglio dello scorso anno con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la governance ESG per concretizzare i progetti coerenti con la vision di Autostrade sulla sostenibilità. Questa decisione è arrivata nel pieno dell’importantissimo progetto di trasformazione che l’azienda ha avviato dal 2020 e nel quale la sostenibilità rappresenta appunto uno dei cardini. La struttura Sostenibilità è a diretto riporto del CFO, e, sulla base delle linee strategiche di Gruppo, cura la diffusione degli obiettivi ESG verso tutte le strutture aziendali. Il team di Sustainability, relazionandosi trasversalmente con le strutture aziendali e di Gruppo,  monitora il Piano di Sostenibilità, promuove le iniziative di stakeholder engagement e cura la rendicontazione non finanziaria del Gruppo

Come si può sintetizzare il principio che sta alla base della vostra organizzazione per la sostenibilità?

Vogliamo parlare di una orchestrazione di diverse competenze affinché ciascuno, nel presidio del proprio dominio, possa portare quel contributo che rende la sostenibilità un bene collettivo e di tutti. Questo percorso lo abbiamo avviato lavorando su un “mix” di competenze già presenti in azienda e con inserimenti dall’esterno di figure ad elevata competenza su questi temi specifici.

Come misurate e controllate le performance di sostenibilità?

Questo è un punto di grande attenzione e stiamo facendo uno scouting importante. Va detto in questo senso che Autostrade per l’Italia ha un ricchissimo gruppo di stakeholder, oltre ai dipendenti, alle comunità locali e agli investitori c’è il ruolo fondamentale della propria catena di fornitura con cui prevediamo di avviare delle iniziative di coinvolgimento. E questo è un aspetto importante nell’ottica di misurare le performance di impatto. La nostra realtà è uno dei più grandi investitori privati del Paese e sentiamo la responsabilità di promuovere concretamente il concetto di filiera sostenibile. Vogliamo cioè trasferire parte dei nostri valori anche alle imprese che collaborano con noi per accompagnarle nel percorso di crescita.

Open-es ad esempio rappresenta un investimento che si muove in questa direzione. Si tratta di una piattaforma, sempre più rilevante sul mercato, che aiuta e supporta le aziende nel percorso di sostenibilità.

Che ruolo gioca il tema ESG e che valutazione date al modello di rating per qualificare il percorso di sostenibilità?

Gli aspetti ESG li monitoriamo costantemente attraverso degli indicatori specifici e cerchiamo di essere valutati dalle società di rating più accreditate a livello mondiale. Queste valutazioni sono molto importanti perché rappresentano elementi di confronto che permettono all’azienda di raccontarsi e percepire l’evoluzione di determinati trend. Spesso infatti, le società di rating su determinati aspetti garantiscono una visione avanzata e portano un confronto positivo. Inoltre, ci siamo dotati di uno strumento di intelligenza artificiale: ESG Data Driven Materiality, che supporta nella valutazione delle nostre strategie e performance ESG.

Possiamo vedere qualche esperienza significativa in questo percorso di sostenibilità?

Ci sono alcuni esempi e alcuni progetti con i quali vogliamo cercare di essere una realtà che crea nuove condizioni per una sostenibilità che non si ferma alla nostra azienda o ai servizi che eroghiamo, ma che punta a contribuire alla sostenibilità del Paese e dei territori nei quali siamo presenti. In questo senso si colloca la certificazione secondo i criteri Envision ottenuta dal progetto del passante di Bologna.  Envision è un protocollo che permette di valutare in maniera olistica la sostenibilità ambientale e sociale dell’infrastruttura durante tutto il ciclo di vita: dalla pianificazione e progettazione, passando per la realizzazione e la successiva fase di operatività. Nel caso del passante di Bologna è stato raggiunto un punteggio che ha permesso di ottenere il livello Platinum, il massimo raggiungibile.

Il Gruppo ha inoltre un piano Net Zero i cui target al 2030 sono stati validati da SBTi che si sostanzia in iniziative concrete di transizione energetica ed energy management oltre che di impegni verso la suplly chain relativamente allo Scope 3.

 Un altro esempio, sono le collaborazioni avviate con le principali Università italiane, oppure, l’accordo sottoscritto con Eni e CDP, per sviluppare iniziative congiunte per favorire la transizione energetica. L’ambito di intervento è quello della mobilità sostenibile finalizzata alla decarbonizzazione della rete autostradale italiana. L’intesa comprende lo sviluppo di nuovi vettori energetici come biocarburanti da materie prime sostenibili, idrogeno, biometano e punti di ricarica elettrica . L’accordo prevede anche la realizzazione di impianti di produzione di energia rinnovabile tramite l’installazione di parchi fotovoltaici nelle aree di Autostrade per l’Italia, o in prossimità della rete autostradale.

E ancora, l’accordo con Coldiretti per lo sviluppo di programmi per l’incremento nella produzione e nell’utilizzo di energia rinnovabile, sfruttando terreni adiacenti alle infrastrutture autostradali sviluppando impianti agro-fotovoltaici in grado di coesistere con le attività agricole. L’accordo prevede anche lo studio di soluzioni integrate per le filiere agro alimentari, finalizzate alla produzione di biometano e green fuels, così come la definizione di programmi per la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili.

Siamo convinti che per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, l’attivazione di sinergie come queste, sia il modo migliore per affrontare le sfide legate alla mobilità sostenibile del futuro.

Prosegui la lettura delle strategie e delle esperienze di sustainability manager di importanti aziende e organizzazioni.

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