Corporate Responsability

Sirti rafforza il suo percorso di sostenibilità con la certificazione EASI

Marco Ercole, Compliance, Sustainability Risk Mngt & QHSE e CSO di Sirti, racconta come la certificazione rappresenti soltanto l’ultima tappa di una strategia più complessiva messa in atto dall’azienda da alcuni anni a questa parte

Pubblicato il 28 Lug 2022

Marco Ercole, Compliance, Sustainability Risk Mngt & QHSE e CSO di Sirti

Un importante passo in avanti lungo il percorso della sostenibilità: Sirti – realtà storica del panorama italiano, specializzata nello sviluppo delle infrastrutture di rete e dei servizi digitali e di cybersecurity – ha ottenuto, tra le prime aziende in Italia, la Certificazione EASI (Ecosistema Aziendale Sostenibile Integrato) per la Sostenibilità Aziendale. Quest’ultima è il primo schema di governance della sostenibilità riconosciuto da Accredia come Sistema di Gestione per le imprese. Si tratta di un modello impostato come un Sistema di Gestione certificabile e integrabile con i sistemi di gestione eventualmente già presenti all’interno dell’organizzazione ed è pensato per garantire la creazione di valore sul lungo periodo. Mentre la maggioranza delle certificazioni esistenti si riferisce solo a una parte degli aspetti della sostenibilità, EASI riconosce e certifica un impegno concreto sui temi ESG, garantendo un percorso di miglioramento continuo di sviluppo sostenibile. Come racconta Marco Ercole, Compliance, Sustainability Risk Mngt & QHSE e CSO di Sirti , “Possedere una certificazione di questo tipo significa avere a disposizione un occhio terzo, esperto, che può aiutarci a scovare i nostri eventuali gap. Una volta che EASI è stata approvata da Accredia abbiamo iniziato immediatamente il percorso di certificazione. Che è stato molto bello ma anche estremamente impegnativo, perché EASI è una sorta di cappello onnicomprensivo a tutte le certificazioni preesistenti. Noi possediamo infatti già la conformità in ambito 9001 (qualità), 45001 (sicurezza), 14.001 (ambientale), 27.001 (sicurezza informatica), 50001 (consumi energetici)”.

Un percorso consolidato

La Certificazione EASI, infatti, si inserisce nella strategia avviata da tempo da Sirti sulla sostenibilità, che trova la sua concreta esplicazione Sirti Sustainability Program, un programma di impegni e azioni volti al miglioramento delle performance aziendali in materia di sostenibilità economica, ambientale e sociale, sia nel breve sia nel lungo periodo. “Da quando ho assunto questo ruolo in azienda ci stiamo impegnando per ricostruire l’azienda in una chiave sostenibile. Il nostro gruppo ha fatto tanto per il Paese nel corso della sua storia centenaria, ma ci siamo accorti che il vecchio approccio non poteva bastare. Non soltanto per ottenere un vantaggio competitivo ma anche per ridare qualcosa indietro alle comunità che ci hanno ospitato e assicurare maggiore attenzione alle nostre 4.000 persone, che sono la nostra forza. Il punto di partenza è stato quello acquisire la consapevolezza che l’attuale modello di business, non soltanto di Sirti, ma di tutto il mercato, è insostenibile: è evidente che si sono eventi critici ambientali e sociali che stanno diventando ripetuti e ravvicinati. Le tematiche ESG stanno dunque diventando fondamentali per il mantenimento sul mercato delle aziende”.

Dalla compliance alla sostenibilità

Inizialmente, nel 2017 Sirti si è concentrata sugli aspetti relativi alla compliance, per poi approdare in maniera decisa verso la sostenibilità, attraverso la creazione di una strategia dedicata e di due organismi aziendali: il Sustainability Committee con funzioni decisionali e di supervisione e il Sustainability Team, formato da rappresentanti delle principali funzioni aziendali sia operative sia di staff, che svolge funzioni istruttorie, propositive e consultive nei confronti del Sustainability Committe. “Abbiamo compreso che dovevamo volgere la nostra attenzione alla sostenibilità, creando una strategia ad hoc, che diventasse parte integrante della strategia aziendale complessiva. Molto spesso, non nascondiamolo, la sostenibilità si riduce a una mera operazione di green washing, a indossare un vestito buono da spendere sul mercato. Noi non siamo mai stati interessati a questo tipo di politiche: non a caso abbiamo creato la nostra strategia di sostenibilità cercando il maggiore coinvolgimento possibile del personale. Il nostro punto vincente è stato quello di creare un team di sostenibilità composto da persone appartenenti alla maggior parte delle funzioni aziendali, senza eccessivi livelli gerarchici. Queste persone si incontrano periodicamente, mettono a terra i progetti e, soprattutto, monitorano che gli obiettivi di sostenibilità siano in linea con i tempi che ci siamo dati”.

La collaborazione con partner e clienti

Sirti, in particolare. ha identificato 6 temi prioritari nel suo Sirti Sustainability Program, che comprendono numerose iniziative e attività volte allo sviluppo del capitale umano, all’attenzione alla qualità della vita delle proprie persone, alla lotta al cambiamento climatico, all’inclusione e tutela delle diversità, all’innovazione tecnologica e sostenibile e alla vicinanza alla comunità. Aggiunge Ercole: “Fare sostenibilità non significa perdere soldi ma, piuttosto, fare delle cose utili per la comunità traendone anche un vantaggio economico per l’azienda. Questo aspetto è stato ben compreso dal nostro board, molto meno da altri. Esempi concreti? Pensiamo alle nostre emissioni, che sono in buona parte legate alla nostra flotta di 2500 mezzi: organizzando dei progetti di razionalizzazione degli spostamenti o di passaggio all’elettrico, si può fare del bene all’ambiente e allo stesso tempo anche risparmiare. Siamo poi convinti che una maggiore attenzione al rapporto vita-lavoro delle persone possa aiutare la nostra produttività. È chiaro che poi lavorare in ottica sostenibile significa portare a bordo anche i nostri fornitori, che in grande maggioranza non sono grandissimi, a parte il nostro segmento Digital solutions. Stiamo naturalmente verificando se possano esserci anche delle sinergie e delle convergenze con i nostri grandi clienti, come Tim e Terna, sui loro obiettivi di sostenibilità”.

Gli obiettivi per il futuro

Il percorso di Sirti ha portato anche alla realizzazione di un Bilancio di Sostenibilità. Quest’ultimo si rivolge a tutti gli stakeholder del Gruppo, con lo scopo di rendere evidenti le azioni intraprese e di trasmettere ai portatori di interesse gli obiettivi: “In questo caso abbiamo cercato di realizzare qualcosa che partisse dal basso, costruendolo completamente al nostro interno e senza attività consulenziale. Abbiamo deciso per quest’anno di non certificarlo, anche se poi abbiamo scoperto che ne avrebbe tutte le caratteristiche”. Per il prossimo futuro, naturalmente, la volontà di Sirti è continuare su questo percorso: “In questa fase l’importante è mettere a terra gli obiettivi che ci siamo posti: la credibilità che ci stiamo guadagnando deve essere confermata. Per il futuro l’idea è quella di alzare l’asticella anno dopo anno, seguendo una politica dei piccoli passi. Meglio avere un numero limitato di obiettivi, monitorarli e poi stabilirne eventualmente di nuovi”, conclude Ercole.

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Gianluigi Torchiani

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