Sustainability management

iGuzzini: design e illuminazione smart per la sostenibilità

Un nuovo rapporto tra illuminazione, design, gestione energetica, rispetto dei bisogni delle persone, sicurezza e riduzione degli sprechi. La “luce” come valore da mettere in strettissima relazione con la sostenibilità e con la qualità della vita tra i temi del confronto con Sauro Stacchiotti, Sustainability senior manager in iGuzzini

08 Ago 2022

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Sauro Stacchiotti, Sustainability senior manager in iGuzzini

L’illuminazione è una componente fondamentale della nostra vita sociale e professionale, la qualità della luce incide direttamente sulla qualità della nostra vita, anche se spesso non ne siamo completamente consapevoli. Molte volte i temi dell’illuminazione sono chiamati in causa come uno degli ambiti che, nel mondo building o a livello di illuminazione pubblica, possono contribuire alla riduzione dei consumi di energia. Un tema questo che appare controverso: c’è chi lo affronta con l’obiettivo di ottenere una riduzione “a tutti i costi” e parla di tagli radicali all’illuminazione pubblica, c’è chi è animato da una visione olistica e considera i temi della sicurezza, della valorizzazione degli ambienti e della qualità della vita e invita a un rapporto nuovo con la “luce”.  Sauro Stacchiotti, Sustainability senior manager in iGuzzini invita a guardare alla “qualità dell’illuminazione” e osserva: “dobbiamo garantire la “giusta illuminazione” e lo dobbiamo fare utilizzando l’innovazione, l’intelligenza dei dati, la connettività e la digitalizzazione. La nostra vita, le nostre città, i nostri percorsi, hanno bisogno di essere illuminati correttamente e non possiamo dimenticare quanto la luce sia fondamentale per valorizzare, ad esempio, gli asset straordinari del nostro patrimonio artistico. E la conversazione sul rapporto tra iGuzzini e i temi della sostenibilità e dell’ESG inizia proprio dal “valore della luce e del design”, ma si sviluppa e concretizza in una serie di possibilità che mostrano quanto l’azienda marchigiana stia facendo per garantire nello stesso tempo la “giusta illuminazione” nel rispetto della sostenibilità.

Quando inizia ilpercorso professionale verso la sostenibilità?

iGuzzini illuminazione è una storica azienda marchigiana, per la precisione di Recanati e lavoro in questa realtà dal 2003, dopo una laurea in Economia e Commercio con indirizzo in Gestione Imprese Industriali. All’epoca del mio ingresso in azienda, più che di sostenibilità, si parlava di CSR e iGuzzini aveva già assunto una serie di impegni molto forti e precisi. Nel 2019 la società è entrata nel Gruppo svedese Fagerhult e l’attenzione imprenditoriale a quei temi si è ulteriormente sviluppata.

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Quali sono i principali obiettivi legati alla sostenibilità?

Rispondo con questa frase: “Vogliamo una luce che illumini i sorrisi delle persone che incontro per la strada, perché quella è una luce che crea felicità e la rende contagiosa. Vogliamo una luce che la sera accompagni i nostri figli e che guidi i loro passi verso casa…” sono alcuni passi del manifesto aziendale che mi permettono di sottolineare come la cultura della sostenibilità sia ben presente nella missione dell’azienda (che potete leggere per esteso QUI). Tali principi sono un approccio e un messaggio che toccano da sempre la sensibilità e lo spirito di tutte le persone iGuzzini e continuano a guidare tutte le nostre attività.

Aggiungo che se avessimo dovuto riscrivere oggi questo manifesto, sotto il titolo della sostenibilità, difficilmente avremmo trovato una definizione più appropriata. “Social Innovation through lighting” è la nostra vision e significa lavorare per diffondere la cultura della luce come elemento sociale: migliorare l’architettura e gli spazi migliorando il rapporto tra l’uomo e l’ambiente. La luce per noi è lo strumento per contribuire attivamente al progresso economico, al benessere sociale e alla tutela dell’ambiente nei territori in cui operiamo. E si tratta di target perfettamente integrati con gli attuali SDGs.

Veniamo specificatamente al rapporto tra illuminazione e sostenibilità

Crediamo molto nella forza della luce di modellare gli spazi in cui le persone vivono e di generare un impatto positivo sulla percezione visiva sotto tutti i punti di vista. Per questo crediamo che la sfida più significativa sia quella di fornire un’illuminazione smart che permetta di “illuminare meglio e in maniera intelligente” piuttosto che “illuminare meno” (o spegnere del tutto). L’innovazione continua e la tecnologia iGuzzini permettono di usare la luce necessaria nei punti e momenti richiesti, nelle forme e qualità opportune…senza sprechi, con il massimo controllo e comfort visivo. Sostenibilità non è rinunciare alla luce, ma avere una luce migliore. Ci tengo a ricordare i nostri valori: innovazione, bellezza, apertura, umanità, integrità, etica, moralità e responsabilità sociale. Il segreto oggi più che mai è nel rapporto tra innovazione e sostenibilità, in un percorso che la iGuzzini ha avviato da tempo.

Quali sono le tappe più significative?

Negli Anni ’60 l’azienda ha vissuto la spinta dell’innovazione legata alle materie plastiche, poi con la crisi del petrolio ha iniziato un percorso di innovazione basato sull’utilizzo di alluminio riciclato. Stiamo parlando di un periodo in cui il termine sostenibilità non esisteva ancora e che poi, tra gli anni ‘70 e ’80, ha visto la transizione dal termoplastico appunto all’alluminio riciclato, ovvero d materiale generato a partire da un processo che restituisce valore ai rifiuti metallici… iGuzzini ha poi vissuto altre tappe significative come il passaggio storico dalle sorgenti tradizionali ai LED, che ha permesso di ottenere un risparmio energetico incredibile e ha offerto la possibilità di soluzioni illuminotecniche prima impensabili. Oggi con la miniaturizzazione, la connettività e i sistemi di controllo della luce si può compiere un ulteriore step nella riduzione delle emissioni associate allo scope 3.

Entriamo dunque nel merito del rapporto tra sostenibilità e strategie aziendali

Accanto al caso dell’alluminio abbiamo tanti altri esempi, ma c’è un aspetto che rende questo impegno ancora più significativo: all’inizio degli anni ’90 siamo stati pionieri della sostenibilità realizzando un’innovativa campagna pubblicitaria contro l’inquinamento luminoso: un gufo bianco con gli occhiali che invitava a fare attenzione alla quantità e qualità della luce negli ambienti. Quando parliamo di circolarità, il nostro impegno non si limita ai materiali, ma si amplia a sensibilizzare stakeholder, clienti, fornitori, collaboratori e dipendenti per comunicare l’importanza di una illuminazione giusta, di qualità.

La campagna pubblicitaria degli Anni ’90 con cui iGuzzini anticipando i tempi promuoveva una illuminazione di qualità contro i rischi di un inquinamento luminoso

Che ruolo svolgono tecnologia e design?

La tecnologia è importantissima, ma ancora più importante è l’uso che ne facciamo. Prodotti di bassa qualità possono portare a un risparmio economico nella fase di acquisto (nel breve periodo), ma in un’ottica di sostenibilità va considerato l’intero ciclo di vita: i consumi energetici, l’impatto ambientale, la durabilità, la qualità stessa dell’illuminazione.  Dobbiamo considerare che il lighting rappresenta circa il 20% del fabbisogno globale di energia elettrica e che dagli anni Duemila la tecnologia, grazie allo sviluppo del LED, ha offerto l’opportunità di raggiungere una riduzione media del 70-80 % del consumo energetico, rispetto alle sorgenti luminose tradizionali. Poi però tale potenzialità va scaricata a terra attraverso un’opportuna progettazione illuminotecnica e occorre guardare non solo alle potenzialità del prodotto ma a quelle del progetto.

Occorre aggiungere che la sostenibilità è un risultato di “gruppo” che si raggiunge insieme a tanti altri attori: un’azienda come la nostra realizza prodotti, sviluppa progetti ma sempre in collaborazione con tutti gli attori della filiera (committenti, installatori, architetti, lighting designer, amministratori locali, fornitori…) che contribuiscono insieme al raggiungimento degli obiettivi.

Voi agite come abilitatori della sostenibilità: possiamo dire che si entra, in questo modo, nell’ambito dello Scope 3?

Assolutamente sì, da diversi studi effettuati sul Life Cycle Assessment relativo ai nostri prodotti, appare chiaro che ben più del 90% dell’impatto è legato alla fase di utilizzo. Se consideriamo che il trattamento di verniciatura con nanotecnologia garantisce una fortissima resistenza alla corrosione, noi siamo in grado di mettere a disposizione prodotti con una durata veramente molto importante e questo è un altro aspetto che incide sull’impatto. Stiamo realizzando un progetto di riqualificazione di un vecchio edificio in cui vent’anni fa erano stati installati prodotti iGuzzini con sorgenti tradizionali…quei prodotti sono ancora perfettamente funzionanti, non hanno mai subito un intervento di manutenzione o riparazione; ora andremo ad effettuare (laddove possibile) un intervento di retrofit cambiando solo la sorgente luminosa (con passaggio a LED) in una vera logica di economica circolare.  La connettività poi è un altro elemento tecnologico che oggi attiva e amplifica la gestione, sia di una illuminazione di qualità, sia del risparmio energetico. La connettività e l’intelligenza che ci arriva dai dati permette di fare un ulteriore salto tecnologico, ad esempio si può implementare un sistema integrato che permette di controllare al meglio i LED e da uno studio realizzato dal Politecnico di Milano è emerso che la connettività può aggiungere un ulteriore 15-20% di risparmio energetico. In questo modo abbiamo più strumenti per perseguire lo Scope 3.

 

Emerge poi un rapporto stretto tra cultura, design e sostenibilità?

Nei nostri driver di crescita ci sono quattro fattori: cultura, design, sostenibilità e connettività e come azienda italiana portiamo all’interno di un grande gruppo europeo un contributo caratterizzato da innovazione, cultura e design sostenibili. Nell’illuminazione architetturale ad esempio la selezione e scelta dei materiali sono una conseguenza di un processo culturale, di design e di tecnologia che parte dalla collaborazione con architetti e lighting designer e si sviluppa attraverso una trasformazione delle loro idee in applicazioni. La sostenibilità si realizza nella ricerca di un sempre minore consumo energetico, minore consumo di materiali, ma anche durabilità, affidabilità, performance illuminotecniche di alta qualità.

Facciamo un esempio?

Il Light Shed è uno dei prodotti più recenti, un prodotto innovativo, sviluppato in accordo con i principi dell’ecodesign, che esprime il concetto proprio del nostro dna: designing wellbeing.  Light Shed vuole costruire il benessere dello spazio: arreda, illumina, diffonde il suono ma ne assorbe i rumori, è sostenibile e intelligente. Il tutto attraverso la scelta di usare ABS 45% riciclato, materiale leggero e resistente (riduzione del peso e minore impatto dei trasporti), progettazione modulare per inserirsi in diversi contesti, con un’ottica innovativa dell’emissione luminosa che aumenta la percezione visiva dello spazio e un’avanzata connettività integrata che abilita servizi digitali innovativi come push notification, indoor wayfinding navigation, occupacy/space management. Il tutto analizzato attraverso un approccio LCA e con certificazione PEP-Ecopassport (QUI per visionare le scelte tecnologiche e la soluzione).

Che ruolo svolge l’analisi di materialità nella identificazione dei vostri punti di riferimento sulla sostenibilità?

La matrice di materialità è uno dei primi step fondamentali per la formazione della consapevolezza. Fornisce indicazioni importanti, di rilevanza, di indirizzo e di valutazione che vanno però poi contestualizzati. Nella nostra analisi di materialità, lavorando con i partner a livello di Gruppo, abbiamo coinvolto i nostri stakeholder principali e abbiamo ricevuto conferme sulla centralità strategica della sostenibilità (i temi centrali sono: design sostenibile, economia circolare, sicurezza, efficienza energetica, connettività, supply chain). Siamo consapevoli della strada percorsa fino ad oggi, ma anche che da iGuzzini ci si aspetta sempre qualcosa in più e l’innovazione sostenibile è una di queste.

Torniamo ad analizzare gli obiettivi di sostenibilità dell’azienda in generale

A livello di gruppo, come iGuzzini stiamo partecipando ad un’attività che si dovrebbe concludere entro l’anno nella definizione esplicita di obiettivi che sono alla base del nostro Commitment 2030 dive troviamo emission target scope 1-2-3, renewable energy, sicurezza, supply chain, percentuali minime di materiali riciclati.

Ma iGuzzini non si limita a questi impegni: nel corso del 2022 abbiamo sviluppato e concluso il nostro primo Circular Economy Report (per il plant di Recanati) che ci ha permesso di valutare il nostro punto di partenza e di definire quindi gli step per la costruzione di una seria e consapevole roadmap verso la riduzione della nostra carbon footprint. Già nel 2010 iGuzzini aveva scelto strategicamente di installare un impianto fotovoltaico di più di 10 mila metri quadrati sopra i tetti del nostro plant di Recanati e dispone oggi di una capacità produttiva di circa 2 milioni di kilowattora annui che ogni anno evita l’immissione in atmosfera di 878,5 tonnellate di CO2eq (dato da GHG Report). Attualmente con la nostra autoproduzione copriamo circa il 20-22% del nostro fabbisogno.

Coerentemente con la road map definita, dal primo gennaio 2022 nel nostro plant di Recanati siamo passati ad un approvvigionamento di energia 100% green attraverso la copertura con certificati di origine G.O. (certificazione elettronica che attesta l’origine rinnovabile delle fonti utilizzate dagli impianti qualificati IGO n.d.r.)

In ambito di green mobility poi abbiamo installato colonnine di ricarica per la flotta aziendale che sta migrando all’ibrido/elettrico e l’abbiamo fatto con responsabilità: abbiamo infatti realizzato un nuovo impianto fotovoltaico proprio sopra la copertura dei parcheggi auto. Questo impianto produrrà circa 136.000 kwh annui garantendo la copertura totale del fabbisogno di ricarica delle auto e contribuirà per il resto a coprire un ulteriore parte del fabbisogno energetico industriale.

Ma lavoriamo ad ulteriori progetti: ad esempio abbiamo migrato più di metà delle nostre presse a iniezione a hybrid e full electric eliminando le vecchie presse idrauliche ottenendo un importante saving economico e ambientale; allo stesso tempo, nei reparti produttivi, stiamo progressivamente sostituendo tutti i vecchi sistemi di illuminazione con nuovi a LED integrati con sensori di presenza; inoltre, in un’estate come quella attuale caratterizzata da temperature molto elevate, si comprende meglio la nostra scelta di climatizzazione di alcuni dei principali reparti produttivi. Questo è un punto molto importante nell’equilibrio che occorre raggiungere a livello di scelte ESG. Non c’è solo la “E” di Environment, ma occorre prestare grande attenzione anche alla “S” di Social perché la sicurezza, il comfort, la qualità degli ambienti lavorativi sono elementi imprescindibili a cui la iGuzzini attribuisce grande importanza (la iGuzzini ha partecipato al World Class Manufacturing program sin dal 2014 dove il pilastro Safety ha il ruolo principale).

Relativamente ai temi dell’impegno sociale e della sensibilizzazione iGuzzini ha avviato “Light for future” un programma triennale per la valorizzazione del patrimonio architettonico, urbano e ambientale del nostro territorio, volto a sensibilizzare cittadini e visitatori sul tema della sostenibilità. Nel 2021, Recanati ha fatto da sfondo alla call to action che iGuzzini e IALD hanno lanciato a quattro tra i più importanti studi di light design a livello internazionale (Arup, Licht Kunst Licht, Light Bureau e Speirs Major). I quattro studi hanno interpretato la loro personale lettura della sostenibilità ambientale realizzando i concept creativi che sono stati evocati dai diversi luoghi di Recanati, trasformandosi poi in un’installazione illuminotecnica permanente con prodotti iGuzzini lasciata alla città.

Light For Future // The whole story

La seconda edizione del 2022 si svolgerà nella città di Ancona, capoluogo delle Marche, e sarà dedicata alla simbiosi tra mare e città (SDG14). Insieme a IALD, Comune di Ancona e Accademia delle Belle Arti di Macerata è stato lanciato un concorso internazionale rivolto ai giovani lighting designer (età inferiore ai 40 anni): dovranno creare 4 opere grafiche inedite per gobos metallici dedicati a proiezioni da contestualizzare all’interno della nuova illuminazione architetturale della suggestiva Scalinata del Passetto. Sito quest’ultimo, progettato dall’architetto Guido Cirilli nel 1926-1932 e punto di arrivo di un percorso unico e suggestivo tra terra e mare, all’interno del Parco Regionale e Naturale del Conero.

Abbiamo visto la “E” e la “S” di ESG. Vediamo anche la “G” di Governance?

Come già indicato dal 2019 iGuzzini è parte del Gruppo Fagerhult e ne segue le linee guida di comportamento e il Codice di Condotta che integra i principi del nostro Codice di Comportamento (adottato anche ai sensi del D.lgs. 231/01). Trasmettiamo il Codice di Condotta anche ai nostri partner commerciali e alla supply chain, che sono tenuti ad adottare e dare concretezza ai principi contenuti all’interno del regolamento. Il Codice di Condotta prevede, tra l’altro, di operare come un gruppo affidabile e onesto, rispettoso dei propri impegni. Crediamo nelle relazioni commerciali di lungo termine, su cui, insieme con i nostri partner, poniamo le basi per ottenere risultati solidi, nel pieno rispetto dell’uomo, della società e dell’ambiente – in linea con le nostre Politiche sulla Sostenibilità.
Dal 2021 la iGuzzini è poi entrata ufficialmente nel Sustainability Report del Gruppo Fagerhult con audit di terza parte. Abbiamo partecipato alla selezione ed implementazione di una piattaforma web per il reporting che ha permesso di eliminare le attività manuali passando ad una soluzione digitale molto più efficiente.

Siamo convinti che nessun miglioramento può essere ottenuto se prima non ci misuriamo…è per questo che dal 2021 abbiamo iniziato a sottoporci alla valutazione internazionale di sostenibilità Ecovadis ottenendo la Silver Medal. Abbiamo poi ottenuto il riconoscimento come “Leader della Sostenibilità” 2022 del Sole24Ore e ci siamo sottoposti ad un assessment per valutare il nostro allineamento agli standard ESG di Cribis. Da anni la iGuzzini ottiene la certificazione Top Employer, con particolare attenzione a Ethics, Diversity&Inclusion e Sustainability.

Com’è strutturata la vostra organizzazione dedicata ai temi della sostenibilità?

iGuzzini ha definito e implementato il ruolo di “Responsabile della sostenibilità” che ricopro dal primo gennaio 2021. A livello organizzativo abbiamo un Group Sustainability Team a livello di Gruppo Fagerhult dove ho l’onore di rappresentare la iGuzzini. Internamente, abbiamo un board direzionale che riferisce al CEO e che si riunisce periodicamente (attraverso una regolare schedulazione “Jour Fixe”) per discutere gli aspetti di sostenibilità legati ai prodotti, ricerca, operations, comunicazione, certificazioni, collaborazioni. Abbiamo poi un “core team” interfunzionale che segue le attività di rendicontazione, raccolta dati e informazioni, compilazione report di sostenibilità, certificazioni ambientali di prodotto (LCA e PEP Ecopassport), certificazioni aziendali (Ecovadis), relazioni con fornitori (buyer), implementazione soluzioni di ecodesign (progettazione), efficientamento energetico (engineering).

Questa organizzazione parte dalla convinzione che la sostenibilità e l’innovazione vere si raggiungono solo lavorando con chi ha le specializzazioni tecniche necessarie. Il sustainability manager ha un ruolo di studio, raccordo, regia, stimolo, ma l’innovazione sostenibile di prodotto la si realizza con la piena collaborazione dell’R&D, integrando realmente le specifiche di sostenibilità nei prodotti. Siamo convinti, guardando a questo tema da una prospettiva più generale, che le aziende abbiano bisogno di competenze tecniche specialistiche che sappiano integrare la sostenibilità nei prodotti e nei processi.

Quali sono i KPI che state utilizzando per misurare i risultati?

Parliamo del report di sostenibilità verso la casa madre. Il primo passaggio è stato fatto a mano su Excel, oggettivamente molto complicato… Come secondo step, abbiamo spinto la digitalizzazione. Abbiamo lavorato su una piattaforma svedese: Worldfavor, una soluzione per la reportistica della sostenibilità dove tutte le aziende raccolgono le informazioni in formato digitale per ottimizzare la gestione dei dati e lavorare al meglio sui contenuti.

Abbiamo poi selezionato un partner con cui realizzare un primo studio di carbon footprint totale di ogni singola azienda del gruppo e oggi abbiamo la nostra prima global carbon footprint. Abbiamo poi realizzato il primo Report GHG protocol e il nostro primo Circular Economy report corporate ed energetico con un partner qualificato.

Da questo framework e da questi dati siamo partiti per iniziare a definire la nostra roadmap verso la riduzione del nostro impatto. Coerentemente con questa strategia abbiamo definito, approvato e realizzato l’estensione dell’impianto fotovoltaico nel nostro plant produttivo di Recanati. I KPI che utilizziamo sono ovviamente coerenti con gli ESG ed i GRI utilizzati per la redazione del report di Sostenibilità (Injuries Frequency Index, Lost Time Accidents Index, Zero Wastes To Landfill, kg Co2eq per unit produced, men/women ratio, gender gap)

Guardando anche all’estero?

La iGuzzini ha 3 plant produttivi nel mondo, oltre Recanati siamo presenti a Shanghai in Cina e a Montreal in Canada. A Montreal abbiamo un impianto dedito all’assemblaggio dei prodotti finiti e in grado di servire il mercato nord americano. Il Canada è un paese caratterizzato da una produzione di energia quasi totalmente proveniente da fonti idroelettriche.

A Shanghai abbiamo un plant produttivo con stesse tecnologie e stessi standard europei. In un paese dove sta crescendo l’attenzione ai criteri ambientali la iGuzzini ha implementato tutti i sistemi di riduzione dell’impatto e di abbattimento di emissioni (postcombustore con sistema di controllo digitale real-time, illuminazione a LED dei reparti, uso di imballi e carta riciclata). Inoltre da gennaio 2022 il plant cinese è certificato ISO14001 (Recanati ha anche la ISO50001).

Che ruolo hanno gli SDGs nella vostra visione e azione sulla sostenibilità?

I nostri impegni per lo sviluppo sostenibile e responsabile seguono l’indirizzo dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, di cui abbiamo selezionato, come prioritari, quattro dei 17 SDGs:

  • Energia pulita e accessibile (SDG 7)
  • Città e comunità sostenibili (SDG 11)
  • Consumo e produzione responsabili (SDG 12)
  • Lotta contro il cambiamento climatico (SDG 13)

A dimostrazione del reale impegno ad integrare questi principi nella nostra strategia, abbiamo aderito al gruppo di lavoro promosso dall’OIBR (Organismo Italiano Buissness Reporting) che prevede la partecipazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università Politecnica delle Marche e un gruppo di prioritarie aziende italiane: Sistemi di Performance Measurement e Sustainable Development Goals (SDGs). Questo progetto ha lo scopo di analizzare, attraverso case study aziendali, la relazione tra SDGs e le attuali pratiche aziendali su ESG con particolare attenzione all’Impact Investing, valutare cioè non solo il ritorno economico finanziario degli investimenti ma anche il raggiungimento di obiettivi legati all’impatto ambientale e sociale…il tutto attraverso la selezione di un set di KPI “sensibili”.

Che ruolo svolge l’ESG?

Non siamo esposti direttamente sul mondo finanziario, mentre lo è la nostra casa madre, quotata alla borsa di Stoccolma e controllata da un grande gruppo finanziario svedese. Gli ESG sono un elemento determinante e prioritario della loro strategia di sviluppo.

Come iGuzzini siamo convinti che l’azienda debba integrare sempre più il framework degli ESG all’interno della propria strategia di crescita sostenibile. Ovviamente la “E” è la componente più conosciuta, ma stiamo lavorando molto anche sulla parte “S”: con iniziative sulla diversity & inclusion, e, come già citato, nell’investimento sulle risorse del territori, con investimenti formativi e culturali che si concretizzano tramite una varietà di progetti: collaborazione con le Università della nostra Regione (Università politecnica delle Marche, Università di Camerino, Università di Macerata), Istituti Tecnici locali (Recanati in primis), la formazione realizzata con i nostri tecnici e l’esperienza offerta in azienda, il supporto alla valorizzazione artistica e architettonica delle nostre città.

Vediamo qualche esperienza particolarmente importante

Con il programma triennale del “Light for Future” l’azienda punta a fornire supporto e valorizzazione delle realtà locali attraverso un approccio glocal (rilevanza globale, realizzazione locale). Dimostriamo con i fatti concreti il nostro impegno in progetti che mostrano la forza del nostro dna italiano: valorizzazione della cultura della luce al servizio dell’architettura. Ed essendo un gruppo internazionale, portiamo questo approccio in tutto il mondo.

Abbiamo illuminato con i nostri prodotti l’IIulissat Icefjord Centre che sorge di fronte all’antico ghiacciaio Sermeq Kujalleq, un territorio dichiarato patrimonio dell’UNESCO. Abbiamo dato vita e luce alla storica Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles, abbiamo partecipato ad importanti progetti di riqualificazione e valorizzazione di luoghi che tornano al servizio delle persone come la centrale del gas nell’area di Norra Djurgardsstaden a Stoccolma, in Svezia piuttosto che La Llana de Afuera e la Llana de Adentro nell’area della Cattedrale gotica di Burgos, in Spagna, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Non solo cultura e storia ma anche innovazione…la iGuzzini ha avuto un ruolo da protagonista nell’Expo di Dubai 2022. La luce ha ricoperto un ruolo essenziale: Expo Hub “Love That Design”, powered by iGuzzini, ha svolto proprio questo compito: rappresentare un’opportunità per la comunità internazionale di confrontarsi su obiettivi, strumenti, limiti e prospettive, oltre a invitare tutti gli appassionati ad accrescere la propria conoscenza su un tema fondamentale per la qualità della vita come l’illuminazione.

lLIIulissat Icefjord Centre situato in Groenlandia di fronte all’antico ghiacciaio Sermeq Kujalleq

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