L'analisi

Tech for good: Nesta mette a confronto l’innovazione e i 17 SDGs dell’Agenda 2030

“Tecnologie emergenti per lo sviluppo sostenibile”, primo report di ricerca realizzato all’interno del Social Tech Lab, fa chiarezza sugli nuovi scenari tecnologici e sulle loro potenzialità di raggiungimento dei 17 Obiettivi previsti dalle Nazioni Unite. Obiettivo: mettere in contatto il Terzo settore con il mondo delle nuove frontiere digitali, per favorire la transizione verso modelli più equi e inclusivi

07 Mar 2021

Redazione ESG360

Robotica, Intelligenza artificiale,  Stampa 3D, Internet of things e 5G, Realtà virtuale e aumentata, Blockchain. Quali sono le caratteristiche delle principali tecnologie emergenti di rilievo nel 2021? Qual è il loro potenziale rispetto al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs)? E quali sono, nello scenario aperto da queste nuove frontiere, le priorità per il futuro?

Ad offrire un’ipotesi di risposta è “Tecnologie emergenti per lo sviluppo sostenibile”, il primo report di ricerca realizzato all’interno del Social Tech Lab, il nuovo programma di Nesta Italia, con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo, nel contesto di Torino Social Impact. Il rapporto si propone infatti di fare chiarezza sui nuovi scenari tecnologici e sulle loro potenzialità di raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Un approccio che può guidare il mondo fuori dalla crisi

“La crisi sociale e sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19 ha fatto emergere in maniera drammatica le sfide sociali del nostro tempo – afferma Marco Zappalorto, Chief executive Nesta Italia -. Queste sono riflesse nei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), il cui raggiungimento sembra oggi tanto difficoltoso quanto necessario. Alla luce delle emergenze affrontate nel corso del 2020 si è pertanto rinsaldata una consapevolezza: il bisogno di mettere in contatto il Terzo settore con il mondo dell’innovazione tecnologica, una necessità che informa l’azione strategica di Nesta Italia nell’area Tech for Good. Si tratta quindi di creare una sinergia che nel prossimo futuro potrebbe non solo contribuire al superamento degli effetti della crisi che stiamo vivendo, ma sostenere la transizione verso modelli di sviluppo più inclusivi, equi e sostenibili, in accordo ai principi e alle linee guide fornite dai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

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“Quest’azione – aggiunge Alberto Anfossi, segretario generale Fondazione Compagnia di San Paolo – si allinea al piano strategico recentemente definito dalla Compagnia di San Paolo, che considera le tecnologie come amplificatori di impatto. L’impegno della Fondazione, in quest’ottica, è volto a migliorare l’accesso dei cittadini e delle organizzazioni alle nuove tecnologie e a promuovere la trasformazione digitale e ottimizzare la gestione dei dati, creando occasioni di incontro tra innovazione tecnologica e azione collettiva e favorendo l’ideazione di nuovi modi di lavorare, fare cultura e partecipare. Da questa visione condivisa sul potenziale delle tecnologie emergenti per accelerare la ricerca e sviluppo di soluzioni innovative, sostenibili e inclusive ad alcune delle più urgenti sfide sociali del nostro tempo nasce il programma Social Tech Lab, autore del report, al contempo strumento e piattaforma per avviare progettazioni ritagliate su misura rispetto ai bisogni di comunità e territori locali”.

Obiettivo: mitigare rischi e conseguenze negative delle nuove tecnologie

L’analisi, curata da Giacomo Mariotti, Tech for good lead, e Sara Marcucci, Project & research assistant, mira innanzitutto a colmare il divario culturale che tiene lontano il grande pubblico da una corretta interpretazione delle tecnologie emergenti, divulgando informazioni accessibili e di qualità che non rimangano confinate agli ambienti esperti di chi sviluppa e utilizza queste tecnologie in prima persona.

La metodologia scelta è quella di descrivere innanzitutto le potenzialità positive di impatto sociale ed ambientale e il raggiungimento degli SDGs, quindi tracciare linee guida per mitigarne i rischi ed evitare conseguenze negative indesiderate.


Gli SDGs sono infatti la cornice che Nesta Italia adotta per investigare le opportunità che presenta la tecnologia digitale nel campo dell’innovazione sociale. “La pandemia globale di Covid-19 – spiegano i curatori del Report – ha avuto e continua ad avere un impatto drammatico sul processo di sviluppo globale, presentando nuove e importanti sfide rispetto al percorso stabilito dagli SDGs. Ciononostante, sembra altrettanto importante notare come la crisi sanitaria abbia rappresentato, parallelamente, un’opportunità per ripensare tanti degli esasperati paradigmi di consumo e produzione che hanno dettato gli ordini sociali di gran parte delle società moderne. Nel cogliere questa opportunità, le tecnologie emergenti sembrano giocare un ruolo fondamentale. Infatti, queste hanno la potenzialità di amplificare le nostre azioni e decisioni in termini di sviluppo sostenibile, allargandone il raggio di azione e la vastità delle possibilità a nostra disposizione, dandoci così modo di trovare soluzioni nuove e creative a problemi sociali per il bene comune”.

Il report si posiziona quindi all’interno di un tentativo collettivo di porre rimedio alle difficoltà, presentando un’analisi relativa alle opportunità e alle criticità di ciascuna di queste tecnologie, soprattutto in relazione a questioni di rilievo sociale, politico ed economico. L’obiettivo è infatti quello di partecipare alla conversazione relativa al bisogno di uno sviluppo sostenibile, illustrando come nuove innovazioni tecnologiche possano essere adoperate in maniera sostenibile, inclusiva e responsabile per il conseguimento dell’Agenda 2030.

Le tre priorità per il futuro

Alla luce di tutto questo, il lavoro di ricerca aiuta quindi ad individuare una serie di priorità per il futuro, per sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie emergenti per lo sviluppo sostenibile.

Ecco le macro-linee che emergono:

  • Favorire la connessione tra problemi e soluzioni (accrescere la conoscenza dell’impatto della tecnologia nello sviluppo sostenibile; collaborare in team multidisciplinari di esperti nei problemi sociali individuati e delle implicazioni della tecnologia digitale; mettere i beneficiari al centro, adottando una mentalità di prodotto user-centered).
  • Accrescere la conoscenza dell’impatto della tecnologia nello sviluppo sostenibile (dare priorità all’impatto sociale e sviluppare soluzioni pragmatiche; combinare tecnologie emergenti con soluzioni consolidate; affermare e connettere soluzioni emergenti che rispondono allo stesso problema).
  • Rafforzare l’ecosistema di innovazione (aumentare gli investimenti a supporto di soluzioni Tech for Good; promuovere collaborazioni multi-stakeholder attraverso la catena di valore; coinvolgere le istituzioni al fine di ottenere un cambiamento sistemico).

Ogni capitolo di approfondimento è stato curato da rappresentanti delle organizzazioni partner di ricerca, ciascuna esperta del settore specifico: Cristina Pozzi di Impactscool per il capitolo sulle tecnologie emergenti; Piero Poccianti dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) per il capitolo sull’intelligenza artificiale; Francesca De Chiara di Fondazione Bruno Kessler per i contenuti su Internet of Things e 5G; Maria Fossati e Giorgio Grioli dell’Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti per il capitolo sulla robotica; Marco Ruocco di Isinnova per  i contenuti del capitolo sulla stampa 3D; Andrea Gurrieri e Gianpaolo Greco di Uqido per il capitolo su realtà virtuale e aumentata e, infine, Massimo Giordani dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing (AISM) per i contenuti del capitolo sulla blockchain.

Proprio a Massimo Giordani si deve il punto finale, in termini di linee guida per il futuro, sulla blockchain, definita come il fenomeno “alla base dello sviluppo di un processo che sta portando la rete globale a diventare un luogo di scambio del valore dei beni e delle risorse”: “I principali ostacoli all’adozione diffusa della blockchain – spiega Giordani – possono essere ricondotti a un’incertezza normativa, al limitato accesso al finanziamento e, infine, a un’attuale carenza di competenze. È necessario quindi favorire lo sviluppo e consolidamento di una governance nazionale che sia in armonia con le politiche dell’Unione Europea, così come l’adeguamento delle infrastrutture e una serie di politiche di sensibilizzazione”.

I protagonisti della ricerca

Il Social Tech Lab è un programma ideato per promuovere conoscenza, sviluppo e applicazione di soluzioni tecnologiche di impatto sociale, attraverso due linee di azione: attività di ricerca, divulgazione e formazione su tecnologie emergenti per lo sviluppo sostenibile; attività di progettazione a livello locale, per identificare i problemi del territorio e le possibili soluzioni da sostenere nel risolverli, utilizzando metodologie Crowdsourcing, Challenge Prize e Capacity Building. È una piattaforma animata da un’ampia rete di organizzazioni – tra cui istituzioni pubbliche, enti del Terzo settore, aziende e startup – aperta al contributo di singoli individui, professionisti, studenti, attraverso la condivisione di idee ed esperienze nella definizione delle aree di intervento.

Nesta Italia è un’organizzazione no-profit indipendente con l’obiettivo di introdurre un nuovo approccio all’innovazione sociale in Italia, già sviluppato e testato a livello internazionale. Il nostro lavoro si focalizza sull’intersezione tra settori diversi – educazione, inclusione sociale, tecnologia, arte e cultura – perché è lì che si possono creare nuove opportunità di innovazione, attraverso la circolazione di idee, risorse e approcci differenti alla risoluzione dei problemi.

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