L'indagine

Smartworking: per il 63% della GenZ è determinante nella scelta del posto di lavoro

Lo rivela lo studio Future-Proof di Dell Technologies e Savanta ComRes, secondo cui il 50% dei giovani risulta però insoddisfatto della preparazione tecnologica ricevuta a scuola

Pubblicato il 09 Mag 2023

Il 63% dei giovani appartenenti alla Generazione Z considera lo smartworking come un elemento condizionante della scelta del posto di lavoro, a dimostrazione di quanto la possibilità di lavorare in modo flessibile e da remoto sia importante per il loro futuro e il loro benessere. E’ uno dei dati che emergono dallo studio “Future-Proof” condotto da Dell Technologies – in collaborazione con la società di ricerche Savanta ComRes – su un campione rappresentativo di adulti nella fascia d’età 18-26 in 15 Paesi del mondo e focalizzato sulle strategie di ripresa sociale ed economica.

Dall’indagine emerge però anche che i giovani nutrono perplessità sulla formazione digitale impartita a scuola: il 50% degli intervistati non sente infatti di aver ricevuto – lungo il proprio percorso di studi che va dai 6 ai 16 anni – un’adeguata preparazione dal punto di vista delle competenze tecnologiche, funzionali al raggiungimento dei propri obiettivi di carriera. Sempre 1 giovane su 2 della Gen Z in Italia dichiara di aver appreso a scuola solo competenze informatiche di base, mentre circa il 14% ritiene di non aver ricevuto alcuna istruzione in ambito tecnologico e digitale.

L’ipotesi: corsi di tecnologia obbligatori fino a 16 anni

Come risolvere queste criticità?  Per colmare il divario nell’ambito delle competenze digitali, l’indagine ipotizza, come suggerito dal 40% degli italiani intervistati, di rendere i corsi di tecnologia più interessanti e disponibili trasversalmente a tutti i livelli dell’istruzione. Il 27% suggerisce che l’obbligatorietà dei corsi di tecnologia fino a 16 anni incoraggerebbe i giovani a intraprendere carriere più orientate alle tematiche digitali.

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Dati di cui le aziende “devono tenere conto”

“Non stupiscono i dati di questo studio e le aziende di qualsiasi dimensione e settore ne devono tenere conto, visto che la Gen Z è quella che caratterizzerà, e condizionerà, il mondo del lavoro nei prossimi anni”, dichiara Filippo Ligresti, vp & gm di Dell Technologies Italia.

“Nel prossimo futuro, contraddistinto da una modalità ibrida di lavoro tra remoto e in presenza,  sarà fondamentale basare la cultura aziendale sul concetto di trust. Il ruolo dei business leader dovrà necessariamente evolversi, non limitandosi solo alla supervisione dei profitti e delle perdite, ma diventando veri e proprio motivatori, attenti custodi della salute, della sicurezza e del benessere dei propri collaboratori. Uno scenario che i leader d’azienda potranno raggiungere facendo leva sulla tecnologia e sui dati per creare politiche di lavoro premianti sia per la competitività dell’impresa sia per la lealtà e la produttività dei dipendenti”.

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