L'analisi

Intelligenza artificiale ed energia pulita per battere l‘inflazione

Le tre tendenze tecnologiche deflazionistiche che possono dimostrarsi utili per le imprese e i consumatori secondo Jan Rabe, head of sustainbility di Dje Kapital: AI, energie rinnovabili e l’importanza dell’accumulo per la mobilità elettrica

Pubblicato il 10 Mar 2023

In un momento storico in cui l’inflazione ha un impatto importante sui salari, sui processi di approvvigionamento delle materie prime e sulla produzione dell’energia, e in un quadro più ampio di incertezza della situazione economica mondiale, a essere favorite sono principalmente le tecnologie orientate alla riduzione dei costi e all’aumento della produttività. “Le aziende che rendono possibile tutto ciò – afferma Jan Rabe, Head of Sustainability di DJE Kapital AG – beneficiando di elevate barriere all’ingresso nel mercato e di interessanti profili di rischio-rendimento, possono dare un contributo positivo alla trasformazione verso un’economia orientata alla sostenibilità”.

Tre driver per innescare forze deflazionistiche 

Ad aver portato lo scenario internazionale alla situazione attuale hanno concorso le difficoltà per la supply chain causate dal Covid, le tensioni geopolitiche e l’incertezza che ha caratterizzato il mercato dell’energia, con oscillazioni imprevedibili dei prezzi . “I prodotti delle aziende che offrono soluzioni innovative e convenienti, in grado di contrastare le tendenze inflazionistiche – sottolinea Rabe – saranno probabilmente più richiesti”. Proprio come era successo in passato per lo sviluppo di software e hardware o dell’elettronica di consumo. “In questo contesto – afferma ancora – si possono individuare tre tendenze tecnologiche deflazionistiche che possono alleviare le imprese e ai consumatori: l’ascesa dell’intelligenza artificiale (AI), le energie rinnovabili e l’accumulo di energia e la sua importanza per la mobilità elettrica”.

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L’intelligenza artificiale

L’addestramento di modelli di intelligenza artificiale nel corso degli anni, spiega l’esperto, ha consentito processi di calcolo sempre più potenti. La corsa alla superiorità dell’AI sta accelerando rapidamente, e allo stesso tempo la qualità dell’hardware necessario per ottenere questi risultati è aumentata in modo significativo. “Tra le aziende che stanno lavorando sulle tendenze tecnologiche basate sull’AI c’è soprattutto lo sviluppatore statunitense di processori grafici (GPU) e chipset Nvidia – spiega Rabe – che sta conducendo ricerche congiunte sui modelli di AI nell’ambito di una collaborazione pluriennale con Microsoft. Si prevede che il risultato sarà uno dei supercomputer AI più potenti al mondo, che combinerà l’infrastruttura di cloud computing di Microsoft Azure con le Gpu di Nvidia”.

Le energie rinnovabili

Nonostante l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) “sia stata costantemente pessimista in passato sulla possibilità che la tecnologia solare fotovoltaica potesse mai essere abbastanza economica da soddisfare la domanda del mercato di massa”, spiega Rabe, “per ogni ordine logaritmico di aumento della base installata, il costo di produzione di un megawattora generato dal fotovoltaico è già sceso del 36%. Allo stesso modo, il costo di produzione di un megawattora di energia proveniente dall’eolico offshore è diminuito del 10% e quello dall’eolico onshore del 23%. Al contrario, i combustibili tradizionali, che sono tornati in auge con l’aumentare delle preoccupazioni per la geopolitica e la sicurezza energetica, hanno prodotto un miglioramento minimo o nullo di questo tasso nell’ultimo decennio”. Il risultato è che “oltre alle utility che gestiscono esclusivamente parchi solari ed eolici, sono in crescita le vendite di aziende come Vestas (Danimarca) e First Solar (USA), che forniscono componenti chiave per questi parchi”.

L’accumulo e la mobilità elettrica

“Le aziende che hanno già stabilito modelli di business di successo per la produzione di sistemi di accumulo di energia in collaborazione con l’industria automobilistica sono la finlandese Kempower e l’olandese Alfen – spiega Rabe – Con l’aumento della domanda di veicoli elettrici, aumenta anche la richiesta di stazioni di ricarica fisse e mobili per le batterie dei veicoli. In particolare, la decisione del Parlamento europeo di non consentire la circolazione di autovetture con motori a combustione dopo il 2035 potrebbe comportare un ulteriore aumento della domanda di stazioni di ricarica”.

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