Formazione

Transizione sostenibile delle PMI: da Esg Lab una possibile strategia

Le interviste a un campione selezionato di business leader di grandi imprese alla base dell’iniziativa di Sda Bocconi e Fondazione Sodalitas, nata per mettere a punto un nuovo modello strategico-organizzativo con cui le imprese possano rispondere alle grandi sfide ambientali e sociali

24 Ago 2021

Redazione ESG360

Sostenere lo sviluppo sostenibile delle aziende di ogni dimensione attraverso la piena integrazione dei temi ESG nei processi decisionali e di governance. E’ l’obiettivo di Esg Lab, progetto di SDA Bocconi, promosso da Fondazione Sodalitas in collaborazione con Fondazione Enel e Falck Renewables. L’iniziativa nasce per dare attuazione all’impegno espresso dai 77 business leader che hanno aderito in Italia alla “CEOs Call to Action”, l’appello europeo promosso nel nostro Paese da Fondazione Sodalitas proprio per mobilitare le imprese, i loro stakeholder, la società civile e le istituzioni verso una crescita sostenibile ed inclusiva.
Esg Lab vuole così mettere a punto un nuovo modello strategico-organizzativo e uno strumento di condivisione di conoscenza ed esperienze con cui le imprese possano rispondere alle grandi sfide ambientali e sociali e beneficiare delle opportunità competitive che ne conseguono, contribuendo a costruire un’economia italiana sostenibile.

La visione dei business leader rispetto ai temi della sostenibilità

Nell’ambito del progetto, il gruppo di ricerca di SDA Bocconi ha recentemente raccolto le interviste a un campione selezionato di CEO di imprese associate a Fondazione Sodalitas, finalizzate a comprendere la visione strategica dei business leader rispetto ai temi della sostenibilità e a raccogliere la loro prospettiva riguardo alle PMI e alla loro transizione verso modelli più sostenibili.
Le grandi aziende più avanzate su questi temi possono infatti condividere esperienze, strumenti e conoscenza con le imprese medie e piccole, patrimonio essenziale del sistema Paese che garantisce l’80% dell’occupazione.

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Queste alcune delle principali evidenze:

Contesto di riferimento – Dalle interviste è emerso chiaramente come la sostenibilità sia un fattore trasversale rispetto a varie dimensioni: tematiche chiave, settori economici, stakeholder coinvolti, accesso ai mercati, aspetti operativi. Si registra, inoltre, una accelerazione della consapevolezza ESG, i cui temi sono visti anche in chiave di risk management: non essere sostenibili preclude l’accesso a risorse e opportunità essenziali.

Benefici e opportunità – Modelli sostenibili sono collegati a benefici concreti per le PMI: migliori performance (ad es. aumento dei ricavi e dei margini, riduzione dei costi, migliore gestione dei rischi), accesso a risorse e opportunità (ad es. mercato globale, filiere certificate, condizioni di credito agevolate), benefici organizzativi (ad es. soddisfazione e coinvolgimento e dei dipendenti, attrazione e mantenimento dei talenti).

Ostacoli e barriere – Esistono ancora ostacoli di natura culturale (ad es. inerzia al cambiamento, cultura aziendale ancorata a logiche del passato) e operativa (ad es. mancanza di KPI e strumenti dedicati alle PMI), e logiche di governance delle PMI (ad es. limitate competenze interne, in particolare rispetto alle tematiche della sostenibilità) non sempre in linea con le sfide ESG.

Come costruire un modello strategico per supportare le politiche ESG

Dalle interviste ai business leader appare evidente la necessità di operare su vari livelli per orientare la costruzione di un modello strategico-organizzativo volto a supportare i processi decisionali della PMI in ottica ESG:

  • Promuovere l’evoluzione della cultura aziendale, sviluppando e diffondendo più adeguati modelli di governance della sostenibilità per le PMI;
  • Favorire la misurazione e la rendicontazione delle prestazioni ESG delle PMI mediante strumenti, framework e KPI chiari, dedicati, semplificati e concreti;
  • Attivare iniziative di sensibilizzazione, informazione, formazione, mentorship, partnership e networking, ad es. da parte delle grandi imprese in una logica di filiera;
  • Promuovere la domanda sostenibile, e l’attivazione di un circuito virtuoso volto a favorire la diffusione di benefici organizzativi ed economici sostanziali per le PMI.
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