Sostenibilità finanziaria

Finanza sostenibile: chiusa la Consultazione pubblica dell’Ue sulla SFDR

Bruxelles è ora al lavoro sui contributi ricevuti, allo scopo di tracciare possibili linee evolutive della normativa che rappresenta una pietra miliare della regolamentazione europea in tema di finanza sostenibile

Pubblicato il 08 Gen 2024

La Sustainable Finance Disclosures Regulation (SFDR) è una pietra miliare della regolamentazione europea in tema di finanza sostenibile.

Entrata in vigore nel 2021, introduce l’obbligo per operatori del mercato e consulenti finanziari di “comunicare” come i rischi collegati alla sostenibilità e i principali impatti indesiderati (PAIs) siano effettivamente considerati e integrati nei processi di lavoro sia a livello di ente, sia a livello di prodotto finanziario.

Attraverso poi la ormai “famosa” differenziazione dei prodotti finanziari in artt. 6, 8 e 9, la SFDR richiede una serie di obblighi di comunicazione aggiuntivi in caso di definizione dei propri prodotti come “sostenibili”, per arginare le pratiche di greenwashing nel mercato.

La complessità della normativa

Orientarsi in un tale dedalo di prescrizioni e adempimenti è compito arduo per le imprese dell’Unione. E così, proprio alla luce dell’aumentata complessità dello scenario normativo nonché dell’avanzamento in termini di maturità, esperienza e istanze del mercato e della società europea sui temi della sostenibilità finanziaria, la Commissione europea ha di recente aperto una consultazione molto ampia per raccogliere punti di vista sull’implementazione della SFDR. La Consultazione si è chiusa lo scorso 22 dicembre: l’Unione è ora al lavoro sui contributi ricevuti, allo scopo di tracciare possibili linee evolutive della normativa.

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I 4 temi della Consultazione

Attraverso due canali differenti (“public” e “targeted”), la Consultazione europea su “Implementazione della Sustainable Finance Disclosures Regulation (SFDR)” si è rivolta a operatori finanziari, ONG, autorità nazionali competenti in materia, come anche a professionisti e piccoli investitori.

In linea con l’interesse conoscitivo della Commissione europea, la Consultazione per i soggetti del settore si è focalizzata su quattro elementi:

  1.  Attuali obblighi derivanti dalla SFDR
  2. Interazioni con altre norme in materia di finanza sostenibile
  3. Possibili cambiamenti in tema di obblighi di comunicazione per gli operatori del mercato finanziario
  4. Possibile definizione di un sistema di categorizzazione per i prodotti finanziari

SFDR: una misura per indirizzare gli investimenti verso la crescita sostenibile

L’obiettivo della SFDR, in combinato disposto con le altre norme europee, in particolare la Tassonomia europea e la CSRD Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), è quello di indirizzare gli investimenti verso prodotti finanziari che contribuiscano alla crescita sostenibile.

L’applicazione della SDFR, in questi primi anni, ha stimolato un movimento importante nei mercati finanziari europei e un’attenzione crescente alla sostenibilità. Tuttavia la regolamentazione e, a seguire, il processo di implementazione da essa attivato, sembrano presentare alcune criticità e suggerire possibilità di miglioramento per una maggiore efficacia, anche in relazione alle altre normative di settore che inevitabilmente ed esplicitamente intersecano la materia dalla SFDR.

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