Governance

Politiche retributive ESG dei CEO: l’indagine di Ermes e Frontis

Il report “ESG strategy e ESG pay: allineamento o disallineamento?” di Ermes e Frontis Governance analizza le politiche retributive dei CEO delle società quotate al FTSE MIB in relazione alle strategie aziendali ESG

Pubblicato il 15 Dic 2023

Politiche retributive ESG: come si stanno muovendo le aziende, quali sono i vantaggi e le prospettive

Politiche retributive ESG: lo scenario

ESG strategy e ESG pay: allineamento o disallineamento?” è il titolo dello studio realizzato dalla startup Ermes (Engagement, Restructuring, Management, Enterprise, Sustainability), nata all’interno dell’Università La Sapienza di Roma, e da Frontis Governance, società di consulenza specializzata in corporate governance, che analizza le politiche retributive dei CEO delle società quotate al FTSE MIB, con una particolare attenzione all’allineamento con le strategie aziendali orientate alla sostenibilità e all’ESG.

Il contesto nel quale è nata la ricerca è rappresentato dalla necessità di indagare l’importanza crescente dei fattori ESG e come questi vengono considerato, anche in termini motivazionali a livello di top management. Per comprendere al meglio la valenza di queste dinamiche il report è stato impostato per esplorare il grado di coerenza tra le politiche retributive (ovvero le cosiddette ESG Pay dei CEO e le strategie aziendali orientate alla sostenibilità (vale a dire le ESG Strategy aziendali) delle società quotate al FTSE MIB nel 2022.

Nello specifico poi le politiche retributive ESG si riferiscono alle pratiche di remunerazione aziendale che incorporano criteri legati alla sostenibilità ambientale, alla responsabilità sociale e alla governance aziendale. Queste politiche sono finalizzate a incentivare comportamenti e decisioni che siano allineati con gli obiettivi di sostenibilità di un’azienda e che sostengano la creazione di valore a lungo termine per tutti gli stakeholder, inclusi dipendenti, clienti, fornitori, comunità locali e azionisti.

Una analisi dettagliata del rapporto tra remunerazione e strategia nell’ambito ESG

In concreto lo studio mette a disposizione una analisi dettagliata del rapporto tra remunerazione e strategia nell’ambito Environmental, Social, Governance con cui, gli autori dell’indagine: Nicola Cucari, Sergio Carbonara, Salvatore Esposito De Falco e Roberta Manicone, hanno voluto focalizzare l’attenzione sulla remunerazione ESG in termini di piani di compensi variabili a breve e lungo termine con una verifica della coerenza e dell’allineamento di tali parametri con gli obiettivi ESG della strategia aziendale o del piano industriale.

Questa analisi si inserisce poi nel quadro normativo delineato dalla Shareholder Right Directive II (Direttiva sui diritti degli azionisti SRD II) e dal Codice di Corporate Governance e in termini di risultati ha presentato un panorama diversificato con una serie di evidenze di particolare interesse. L’analisi ha portato alla luce una serie di dati interessanti a partire dal tema dell’allineamento con 28 delle 40 società quotate al FTSE MIB che mostrano un allineamento tra ESG Strategy e ESG Pay e con almeno il 50% degli obiettivi ESG strategici inclusi nei piani di remunerazione variabile. Le imprese Best in class sono 15 società e sono realtà che assegnano agli obiettivi ESG un peso di almeno il 20% sul totale previsto dal piano della remunerazione variabile. Non solo, queste aziende mostrano di avere almeno il 50% degli obiettivi ESG strategici inclusi nei piani di remunerazione variabile.

Ci sono poi rilevanti differenze settoriali con significative disparità determinate dal settore di appartenenza delle aziende. Nel mondo Energy & Utilities si rileva una maggiore attenzione alle politiche retributive ESG, mentre nel Consumer Discretionary e nell’Healthcare i punteggi rilevati sono inferiori.

Imprese e investitori istituzionali

Lo studio (accessibile in forma gratuita QUI n.d.r.) mette a disposizione delle imprese la possibilità di osservare gli scenari di riferimento e attuare eventuali azioni correttive allo scopo di allineare al meglio la remunerazione ESG alla strategia aziendale sostenibile. Il tema è poi centrale anche per gli investitori istituzionali, che possono utilizzare i risultati per indirizzare meglio l’engagement e influenzare positivamente le dinamiche aziendali verso una maggiore responsabilità ambientale e sociale.

Nicola Cucari, Ricercatore della Sapienza e socio della startup Ermes, ha sottolineato in una nota l’importanza dell’analisi nel contesto attuale: “L’allineamento tra remunerazione ESG e strategia aziendale sostenibile rappresenta un punto cruciale per comprendere quanto i fattori ESG siano integrati nelle dinamiche aziendali”.

A sua volta Sergio Carbonara, CEO di Frontis Governance ha messo in evidenza che: “L’Italia si conferma un contesto nel quale le aziende mostrano una maggiore sensibilità alle tematiche ESG”.

Cosa si intende esattamente per politiche retributive ESG

Gli elementi chiave che determinano una politica di remunerazione in chiave ESG possono essere sintetizzati in cinque grandi punti che sono naturalmente da interpretare in funzione del settore nel quale operano le imprese e dell’organizzazione e dimensione aziendale.

1. Incentivi Basati su specifiche Performance ESG: in questo caso le remunerazioni possono essere legate al raggiungimento di specifici obiettivi ESG, come la riduzione delle emissioni di gas serra, il miglioramento delle condizioni di lavoro o l’adozione di pratiche di governance trasparenti e responsabili.

2. Struttura Retributiva Equa: si tratta di un fattore volto ad assicurare che le politiche retributive siano eque e bilanciate in tutta l’organizzazione, comprese le disparità di salario e le questioni di uguaglianza di genere.

3. Remunerazione a Lungo Termine: in questo caso il tema riguarda la necessità di incentivare i dirigenti e i dipendenti a prendere decisioni che favoriscano la sostenibilità a lungo termine piuttosto che il profitto a breve termine, attraverso piani di remunerazione basati su azioni o opzioni su azioni che maturano nel tempo.

4. Trasparenza e Accountability: questo è un tema che attiene alla necessità di pubblicare rapporti dettagliati sulle politiche retributive e sui criteri ESG utilizzati, aumentando la trasparenza per gli stakeholder e tenendo i dirigenti responsabili dei risultati.

5. Allineamento con la Cultura Aziendale: le politiche retributive ESG devono naturalmente puntare sulla motivazione ma devono riflettere e rafforzare la cultura aziendale e i valori di sostenibilità, incoraggiando un ambiente di lavoro che supporti l’innovazione sostenibile e la responsabilità sociale.

Quali sono in generale i principali vantaggi delle Politiche Retributive ESG

La premessa doverosa per valutare i vantaggi delle politiche retributive ESG è che l’azienda che intende implementarle sia nella condizione di disporre di un efficace apparato per misurare con precisione tutti i fattori che concorrono a determinare i risultati ESG e dunque i percorsi di sostenibilità di una organizzazione. L’adozione di politiche retributive ESG presenta sfide importanti come la definizione di obiettivi misurabili, come la ricerca di un equilibrio tra incentivi a breve e lungo termine e come l’adeguamento alle normative in continua evoluzione. Inoltre, è essenziale che queste politiche siano percepite come giuste e legittime dai dipendenti per evitare problemi di morale e di coesione interna. Fermo restando questi aspetti i vantaggi possono essere identificati in quattro grandi blocchi:

  1. La motivazione dei dipendenti: la capacità di legare la remunerazione a obiettivi sostenibili può motivare i dipendenti a lavorare verso il raggiungimento di questi obiettivi, aumentando la loro coinvolgimento e soddisfazione lavorativa.
  2. L’attrazione e la capacità di trattenere i talenti: in generale le aziende che dimostrano un forte impegno per la sostenibilità sono nella condizione di attrarre i talenti che condividono gli stessi valori, e sono nella condizione di coinvolgere maggiormente dipendenti orgogliosi di lavorare per un’organizzazione responsabile.
  3. La risposta agli Stakeholder è un ulteriore vantaggio che si concretizza verso investitori e consumatori sempre più attenti alle pratiche ESG delle aziende. Le politiche retributive possono contribuire a migliorare la reputazione e la fiducia nei confronti dell’azienda.
  4. Risultati finanziari a lungo termine: si tratta in questo caso di benefici che arrivano nel momento in cui le aziende che integrano le questioni ESG nelle loro strategie aziendali tendono a trasformare questi benefici in risultati finanziari a lungo termine sia nella forma di riduzione dei fattori di rischio sia come capacità di capitalizzare le opportunità legate alla sostenibilità.

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