Analisi

ESG: identificare rischi e focalizzare opportunità di crescita alla base della relazione con investitori e clienti

Le PMI sono ancora meno propense rispetto alle aziende di grandi dimensioni a considerare le tematiche ESG come priorità assoluta per il proprio business, ma più di un terzo è consapevole delle responsabilità che derivano dalla mancata realizzazione di attività sostenibili. Includere e promuovere iniziative ESG è fondamentale per restare competitivi e impegnarsi per garantire un futuro più sostenibile

20 Dic 2021

Angela Rebecchi

Protagonisti indiscussi degli ultimi anni, i fattori ESG si fanno spazio tra greenwashing e chi, invece, ha compreso il loro reale potenziale. Includerli nel proprio business significa essere un passo avanti nell’identificare rischi e individuare opportunità di crescita. Ad accelerare la discussione su questi fattori è stata sicuramente la pandemia da Covid-19 che ha posto la società di fronte a una sfida senza precedenti, stravolgendo le abitudini quotidiane, ma soprattutto facendo emergere vecchie criticità che non si possono più ignorare: dalla crisi climatica alle ineguaglianze sociali, bisogna agire ora e le aziende sono chiamate a prendere parte al cambiamento.

Molte grandi aziende hanno compreso l’importanza di intraprendere un approccio sostenibile

Rispetto a questo scenario occorre considerare che mentre molte grandi aziende hanno compreso l’importanza di intraprendere un approccio sostenibile, le piccole e medie imprese si trovano spesso un passo indietro anche per limitate disponibilità sia in termini di budget che di risorse. La consapevolezza che sottovalutare oggi le questioni ambientali, sociali e di governance, significa condannare la società ad un futuro incerto e verosimilmente catastrofico è sicuramente alta. Allo stesso modo, i manager sanno che non includere questi fattori nel proprio business equivale a far perdere competitività alla propria azienda. Per una impresa, prestare attenzione ai parametri ESG, non si traduce solo con un ritorno economico, ma significa avere un quadro completo e generale, una cosiddetta big picture, che ci permette di comprendere come le nostre azioni si riflettono sul successo dell’azienda avendo al contempo un impatto positivo sull’intera società.

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Questo anche perché al giorno d’oggi sono i consumatori, in primis, ad essere diventati più consapevoli ed esigenti. I giovani, in particolare, sembrano essere sempre più coinvolti nelle questioni ambientali e sociali: la Millenial Survey condotta da Deloitte, evidenzia che oggi i giovani sono estremamente sensibili verso le tematiche di sostenibilità, ma poco fiduciosi verso l’impatto positivo che le imprese possono fornire.

L’importanza del framework regolamentatorio

Dato l’interesse crescente, anche l’Unione Europea è intervenuta per regolamentare i doveri degli investitori professionali e la trasparenza per quanto riguarda le questioni della sostenibilità ambientale, sociale e di governance, con l’entrata in vigore del Sustainable Finance Disclosure Regulation (SDFR), uno strumento per garantire che la teoria sia applicata ai fatti. Eppure, dall’indagine condotta da Aberdeen Standard Investments sull’impegno delle compagnie assicurative verso queste tematiche, emerge che le aziende non hanno un ruolo attivo in campo ESG e non sono quindi allineate con le nuove regolamentazioni; l’88% degli intervistati ritengono che valori ed etica siano il principale fattore sottostante la scelta di adottare pratiche ESG.

Anche i dati che emergono dalla Survey sulla D&O Management Liability commissionata da QBE e condotta dalla società di ricerca Opinium Research a luglio 2021, rappresentano un quadro interessante e degno di riflessione: le piccole-medie imprese sono meno propense a considerare le tematiche ESG come priorità assoluta per il business rispetto a quelle più grandi, ma più di un terzo delle piccole e quasi la metà delle medie, esprime preoccupazione per la potenziale responsabilità derivante dalla mancata realizzazione di iniziative ambientali o dalla mancata segnalazione delle esposizioni legate al clima. In questo contesto, si evince l’importanza per le organizzazioni di intraprendere un approccio strutturato per considerare e gestire la sostenibilità.

Una solida struttura ESG rappresenta un aspetto rilevante per investitori e clienti

Il dato incoraggiante è che un quarto del campione (26%) afferma di aver aumentato la propria attenzione su questo tema nell’ultimo anno e ritiene che essere dotati di una solida struttura ESG sia un aspetto rilevante per i propri investitori e clienti.

QBE è fermamente convinto che promuovere i criteri ESG sia una necessità per i propri clienti, i dipendenti e le comunità in cui le aziende operano, non solo per aiutarli a realizzare le loro ambizioni ma anche per promuovere un futuro più sostenibile. Essere un assicuratore e riassicuratore internazionale, in un mercato sempre più attento al tema della sostenibilità, vuol dire essere consapevole che il cambiamento climatico rappresenta un rischio materiale per i clienti e la propria attività. Per passare a un’economia a basse emissioni di carbonio e rispettare gli impegni presi per mitigare gli impatti del cambiamento climatico, occorre continuare a lavorare per realizzare azioni significative come ad esempio estendere i propri impegni a zero emissioni nette a livello globale entro il 2030.

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Angela Rebecchi

General Manager di QBE Italia

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