Investimenti sostenibili

Vertis aderisce ai “Principles for responsable investments” dell’Onu

I Pri sono stati lanciati dalle Nazioni Unite nel 2006 con l’intento di favorire la diffusione dell’investimento sostenibile e responsabile. La Sgr si unisce agli oltre 4900 firmatari, tra investitori istituzionali, società di gestione del risparmio e fornitori di servizi, che in tutto il mondo hanno sottoscritto lo standard

18 Giu 2022

Vertis, SGR attiva nella gestione di fondi di private equity e venture capital, comunica di essere tra i firmatari dei Principles for Responsable Investments (PRI) definiti dalle Nazioni Unite. L’adesione ai PRI rappresenta un ulteriore tassello distintivo sulla tematica della sostenibilità per Vertis e al contempo un passaggio significativo verso l’obiettivo di allinearsi alle best practice del mercato. Vertis si unisce così agli oltre 4900 firmatari che in tutto il mondo hanno sottoscritto a oggi i principi dei PRI, tra investitori istituzionali, società di gestione del risparmio e fornitori di servizi.

I PRI sono un’iniziativa nata per promuovere l’integrazione di fattori ESG nella gestione tradizionale dei patrimoni e nelle decisioni d’investimento e allo stesso tempo contribuire attivamente allo sviluppo di un sistema finanziario globale più sostenibile.

I sei principi che compongono i PRI, presentati a New York nell’aprile 2006 dall’allora Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, sono:

  1. incorporazione dei temi ESG (ambientali, sociali e di governance) nell’analisi di investimento e nei processi decisionali;
  2. impegno ad agire da azionisti attivi e a inserire i temi ESG nelle proprie politiche e pratiche di gestione;
  3. richiesta alle società in cui si investe di comunicare in modo appropriato le istanze ESG;
  4. impegno a farsi promotori dell’accettazione e dell’implementazione di tali principi tra gli investitori;
  5. collaborazione per aumentare la propria efficacia nella messa in pratica dei principi;
  6. impegno a stilare un resoconto delle attività e dei progressi raggiunti nell’applicazione dei principi.

Per Vertis la prima tappa di questo percorso è stata la classificazione del fondo “Vertis Venture 5 Scaleup” (VV5) ai sensi dell’art. 8 del Regolamento UE 2019/2088 (SFDR). La traduzione della “promozione delle caratteristiche ambientali e sociali” rispetto alle attività di investimento del Fondo VV5 è stata realizzata attraverso l’utilizzo di un modello ESG Score tramite cui le società vengono selezionate, valutate, monitorate e, quando verranno realizzate le exit, disinvestite tenendo in considerazione anche i criteri di sostenibilità.

Continua la “maratona” sulla sostenibilità

“Con l’adesione ai PRI definiti dalle Nazioni Unite abbiamo raggiunto un’ennesima tappa della “maratona” sulla sostenibilità – dichiara Amedeo Giurazza, Amministratore Delegato di Vertis -. Nel condurre le nostre attività, agiamo forti della convinzione che l’adozione di un approccio sostenibile rappresenti un’opportunità di creazione di valore per tutti gli attori della catena economico-finanziaria e per l’intera comunità sociale. Siamo ben consapevoli di ricoprire – in qualità di operatore finanziario che investe per lo più in società in fase di sviluppo – un ruolo di primaria importanza anche nella definizione e implementazione delle “fondamenta ESG” delle startup e scaleup che deteniamo in portafoglio. A supporto di questa finalità, entra in gioco, inoltre, la nostra vocazione all’innovazione, driver delle nostre strategie di investimento. Vediamo, infatti, l’innovazione e la sostenibilità come due aree sinergiche che attingono l’una dall’altra. Il loro connubio rappresenterà la conditio sine qua non di ogni buona impresa”.

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“La sottoscrizione dei PRI definiti dalle Nazioni 2 Unite è in linea con le nostre intenzioni di “alzare l’asticella” della sostenibilità su più fronti – aggiunge Giacomo Gaeta, Responsabile ESG di Vertis -: SGR, processo di investimento e partecipate in portafoglio. Intendiamo aumentare gradualmente l’impronta ESG dei nostri Fondi, non solo per incontrare le necessità informative di una normativa sempre più sfidante, ma soprattutto perché siamo guidati dalla convinzione – basata su evidenze empiriche – che un asset gestito in “maniera virtuosa” anche in termini di sostenibilità restituisca un miglior rendimento “aggiustato” per il rischio. Questo ci consente di raggiungere un triplice obiettivo: creare ulteriore valore per le aziende partecipate, distribuire maggiori risultati ai nostri sottoscrittori e, al contempo, contribuire a consegnare un mondo migliore alle generazioni future”.

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