Pubblica Amministrazione

Sostenibilità, Forlì-Cesena la provincia più virtuosa

Nasce l’indice che misura la performance delle amministrazioni italiane. Calcolato da FinScience, l’indicatore si basa su un mix di dati tradizionali e dati alternativi, analizzando come gli enti abbiano performato nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dalle Nazioni Unite. Ai primi posti della classifica anche Ferrara e Trento

19 Gen 2021

Veronica Balocco

Misurare la sostenibilità del percorso di sviluppo delle 110 province italiane? Oggi si può. FinScience, data-driven fintech company del Gruppo Datrix, ha presentato infatti un nuovo indice che misura proprio questo dato. Realizzato in collaborazione con Adam AI Solutions, l’indicatore calcola tramite fattori qualitativi e quantitativi i progressi fatti dalle amministrazioni locali per raggiungere i diciassette Sustainable Development Goals (SDG) fissati dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030. Gli obiettivi condivisi dai 193 Paesi  vanno dalla riduzione della povertà e della fame all’utilizzo responsabile delle risorse per uno sviluppo sostenibile in campo sociale ed ambientale.
Stilata sulla base di questo indice, la prima classifica delle province sostenibili secondo i criteri SDG vede in testa Forlì-Cesena, seguita da Ferrara, Trento, Belluno e Perugia.

Dati statistici e dati “alternativi”, per 176 indicatori

Per realizzare questo nuovo rating, FinScience si è avvalsa sia di dati statistici tradizionali (raccolti dai vari istituti di ricerca come Istat, MEF, Eurostat e altri), sia di dati alternativi analizzati tramite algoritmi di intelligenza artificiale e sviluppati da FinScience stessa sulla base dell’analisi dei contenuti pubblicati dagli enti sui loro siti e degli indicatori di popolarità e sentiment nell’ambito delle news diffuse sui social network. Per quanto riguarda i dati tradizionali sono stati ricavati 122 diversi indicatori, mentre per quanto riguarda i dati alternativi gli indicatori identificatisono 56, per un totale di 176 indicatori utili a misurare tutti i 17 SDG.

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Ad ognuno dei 17 SDG e ai vari sotto indicatori utilizzati è stato poi assegnato un peso specifico che va da 0,1 a 1 grazie alla valutazione di un panel di esperti sulla base di sondaggi anonimi realizzati online, passaggio innovativo rispetto agli altri studi svolti in materia, “in quanto teso – spiegano i rappresentanti FinScience – a pesare in modo differente nell’ambito dello score sia la rilevanza del contributo degli enti locali al raggiungimento degli SDG, sia l’efficacia dei sotto indicatori nel rappresentare il progresso verso gli stessi obiettivi. I punteggi specifici degli SDG sono stati realizzati prendendo la media ponderata degli indicatori normalizzati. La procedura è poi stata applicata sia alle metriche tradizionali, che a quelle alternative, creando così due punteggi SDG: quello tradizionale e quello alternativo, che combinati danno il rating complessivo della provincia valutata”.

Una valutazione quantitativa e qualitativa

La valutazione di FinScience fornisce una panoramica dei progressi fatti dalle diverse province italiane per raggiungere ciascuno degli SDG, ma anche una visione di come comunicano in modo più o meno efficace il proprio impegno e di come il pubblico stesso percepisce tali tematiche in relazione alle province prese in esame. “Si tratta del primo indice in materia che inserisce anche una valutazione tramite indicatori alternativi, che risultano utili sia a sopperire alla parziale mancanza di dati a livello locale, sia ad avere un sistema di monitoraggio aggiornato sulle iniziative adottate dalle amministrazioni locali in tema di sostenibilità”, conclude FinScience.

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