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Net Zero as a service: il Cloud al servizio di sustainability e ESG

Al raggiungimento degli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette nell’ambito di tutta la value chain Salesforce unisce anche la creazione di una soluzione pensata per permettere alle aziende di misurare e ridurre le proprie emissioni di CO2 generando dati allineati alle esigenze delle logiche ESG

25 Set 2021

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Per molti analisti, in particolare in ambito finanziario, quella della sostenibilità ha assunto la fisionomia di una vera e propria “gara”: una “Race to Net Zero”, ovvero una corsa alla riduzione delle emissioni di CO2. Un obiettivo  perlatro che per essere realmente efficace non può limitarsi al perimetro di azione di una singola azienda, ma deve necessariamente comprendere tutta la sua catena del valore. 

Race to Net Zero: una competizione che piace all’ESG

L’accezione sportiva di questa espressione, race to Net Zero, richiama la tensione, l’ansia, ma soprattutto la competizione con cui le imprese stanno guardando al raggiungimento di questo risultato. Si tratta di un “ricerca di nuove performance” che è frutto di due fattori: la consapevolezza che si tratta di un traguardo che contribuisce a rimetterci in “sintonia con il Pianeta”, riducendo i fattori di rischio climatico ai quali siamo tutti esposti e in secondo luogo è anche un obiettivo che porte le imprese verso un nuovo vantaggio competitivo. E anche per il concetto di vantaggio occorre guardare a una doppia dimensione: da una parte ci sono le scelte di cittadini e consumatori sempre più propensi a premiare imprese virtuose sotto il profilo ambientale e sociale e dall’altra c’è la dimensione finanziaria, con una comunità sempre più ampia di investitori che ispira le proprie decisioni sulla base del raggiungimento di obiettivi, anche ambientali, legati ai parametri ESG.

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Net Zero: la “gara” verso la sostenibilità ha bisogno di dati

Ecco che per molte imprese e organizzazioni appare sempre più strategico identificare soluzioni, tecnologie, servizi in grado di supportare e accelerare le prestazioni nella loro “race to Net Zero” e nello stesso tempo hanno bisogno di soluzioni che siano in grado di rappresentare con dati adeguati, compatibili con le logiche ESG richieste dalla comunità finanziaria, i risultati che stanno ottenendo.

In questo scenario l’annuncio di Salesforce, che ha dichiarato di aver raggiunto il traguardo delle zero emissioni, assume un doppio valore: da una parte l’azienda ha conseguito una serie di obiettivi  nella propria “race to Net Zero” in termini di neutralità climatica, ma dall’altra mette a disposizione una serie di soluzioni che vanno nella direzione di aiutare le aziende ad accelerare la riduzione dell’impatto ambientale e nello stesso tempo di misurare e comunicare in modo adeguato i dati relativi ai risultati di questo progresso.

Net Zero as a Service: con il Cloud verso una sostenibilità come servizio

E arriviamo qui al ruolo del Cloud che appare sempre più rilevante e strategico, sia per la scalabilità delle soluzioni sia per semplificare l’accesso vero e proprio a determinate possibilità. In questo senso si colloca lo scenario di una proposta di Net Zero as a service, ovvero di articolare una strategia di interventi e di reportistica dei risultati relativi al percorso verso il Net Zero in forma di servizi. La proposta di Salesforce in questo senso si chiama Sustainability Cloud 2.0 ed è composta da una serie di soluzioni che contribuiscono, su più versanti, alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla generazione di dati rappresentativi di questi risultati, predisposti per alimentare la domanda della comunità finanziaria in chiave ESG. Quest’ultimo è un aspetto particolarmente importante, perché se è vero che dobbiamo tutti contribuire alla riduzione di un impatto ambientale che preoccupa tutti è anche vero che la misurabilità precisa di ogni singola azione, in ogni singola azienda permette di costruire una conoscenza reale della situazione e permette di disporre di simulazioni più precise rispetto al percorso che abbiamo davanti. Per la comunità finanziaria e per gli investitori è poi un fattore chiave per determinare le reali performance delle imprese che come sappiamo non s limitano solo alla rendicontazione finanziaria.

Un Net Zero as a Service capace di comprendere Scope 1, Scope 2 e Scope 3

La sfida, sul piano della corretta rappresentazione dei risultati raggiungibili da ciascuna impresa per la riduzione dell’impatto ambientale riguardano i tre grandi livelli dei percorsi di decarbonizzazione: lo Scope 1, lo Scope 2 e lo Scope 3 e necessitano dunque di gestire in modo centralizzato e coordinato anche i risultati che si raggiungono attraverso l’azione svolta presso aziende partner che contribuiscono attivamente alla propria value chain, ma grazie a un’azione che è esterna all’azienda e alla raccolta di dati che provengono da altri attori.

La soluzione Sustainability Cloud 2.0 permette di agire ad esempio a livello di Scope 3, dunque tutte le emissioni indirette che sono prodotte all’interno della catena del valore di una impresa e che devono a loro volta essere rendicontate, sia che si tratti di emissioni emesse a monte (ad esempio fornitori) sia che si tratti di emissioni emesse a valle (utilizzo dei prodotti da parte dei clienti).

Climate Action Planning: previsioni e pianificazione per “personalizzare” i piani di decarbonizzazione

Sempre nell’ambito dello Scope 3 la soluzione Slack-First Sustainability permette di attuare forme di collaborazione con i fornitori per impostare e avviare un reporting allineato agli standard ESG . Va poi considerato che nella race to net Zero ciascuna azienda disegna un proprio specifico percorso, dettato da fattori che attengono alla propria realtà, al contesto e alla strategia che intende seguire. Per questo Sustainability Cloud 2.0 con Climate Action Planning permette ale aziende di misurare e controllare il loro percorso nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, potendo contare su previsioni, sulla pianificazione di possibili scenari e sulla definizione di piani di decarbonizzazione aziendali.

Accanto a queste soluzioni si colloca poi l’impegno di Salesforce nella realizzazione di un Open Exchange Ecosystem, per semplificare e velocizzare la commercializzazione dei crediti di CO2. In questo exchange si potranno acquistare e gestire crediti di CO2 forniti da eco-imprenditori e si potrà disporre di informazioni, supporto e formazione per accelerare il percorso verso il raggiungimento di obiettivi Net Zero.

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