Soluzioni

Le soluzioni SAP per la gestione della sostenibilità aziendale

All’evento annuale rivolto a partner e clienti che si è appena concluso, il noto colosso tedesco ha illustrato, fra le altre novità, quelle riguardanti SAP Cloud for Sustainable Enterprises, la suite che le aziende possono utilizzare per calcolare il proprio impatto ambientale, le loro emissioni di gas serra e altri parametri rilevanti in termini sociali e di governance. Il dato che emerge è la tendenza a contabilizzare gli indicatori di sostenibilità lungo una supply chain sempre più estesa

16 Mag 2022

Carmelo Greco

A Sapphire 2022, l’evento annuale di SAP che si è tenuto dal 10 al 12 maggio a Orlando, in Florida, gli annunci della multinazionale si sono concentrati su quattro macro aree: resilienza della supply chain, trasformazione dei processi aziendali, sviluppo di applicazioni no-code e sostenibilità. Quest’ultima, in particolare, si può considerare traversale a tutti gli altri temi, poiché si fonda su una visione del colosso tedesco che si è evoluta insieme alla sensibilità del mondo produttivo riguardo alla sostenibilità nelle sue diverse accezioni. Da qui l’esigenza di avere indicatori che non si limitino a misurare le performance economiche, come quelle classiche riportare sui bilanci di esercizio.

Ad essere protagonisti sono sempre i dati (come del resto si ricava dal significato dell’acronimo SAP: Sistemi, Applicazioni e Prodotti nell’elaborazione dati), ma la differenza è che le aree da cui provengono e verso cui vanno non sono più soltanto quelle finanziarie e contabili. La sostenibilità, intesa come approccio aziendale che influisce sull’ambiente e sulle dinamiche sociali, deve diventare parte integrante delle operation, dei cicli produttivi e dei servizi offerti dall’impresa. In quanto tale, le metriche che si riferiscono a questo ambito non possono essere giustapposte a quelle tradizionali, ma vanno integrate “nativamente” nei sistemi di misurazione adottati dalle organizzazioni. Che è quanto permette di fare la suite SAP Cloud for Sustainable Enterprises.

In cosa consiste SAP Cloud for Sustainable Enterprises

SAP è del parere che le “imprese sostenibili” debbano dotarsi di una tecnologia dei processi aziendali con cui identificare, quantificare e analizzare i dati rilevanti sulle proprie emissioni climalteranti, sul riutilizzo e il riciclo dei materiali, sui progressi compiuti dal punto di vista della valorizzazione della diversità e della promozione dell’inclusione. Per questo SAP Cloud for Sustainable Enterprises è concepito come un portafoglio di soluzioni ai fini di una gestione olistica delle prestazioni di sostenibilità.

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Ne fanno parte soluzioni specifiche come SAP Product Footprint Management, che permette di calcolare le “impronte di carbonio” generate durante il ciclo produttivo, e SAP Responsible Design and Production, che serve a gestire gli obblighi specificati nella strategia di responsabilità estesa del produttore come ad esempio le tasse sulla plastica, recentemente introdotte nel Regno Unito.

Le novità diffuse a Sapphire 2022, in sostanza, cercano di affrontare la contabilizzazione dei fattori che incidono sul clima e sulle emissioni di gas serra lungo una supply chain che vada oltre le mura dell’azienda, dai beni acquistati all’imballaggio fino ai trasporti. Questo orientamento è in linea con quanto sta avvenendo globalmente a livello istituzionale e che può essere sintetizzato da ciò che ha comunicato di recente la SEC (Securities and Exchange Commission). A marzo di quest’anno, la Consob statunitense ha infatti proposto l’obbligo per le società quotate di fornire relazioni annuali comprendenti informazioni dettagliate sui rischi ambientali e sulle misure adottate a contrasto che siano sottoposte alla verifica di una terza parte.

Gli obblighi di dichiarazione di carattere non finanziario

La proposta della vidimazione tramite un soggetto esterno all’impresa, in attesa di trasformarsi in una norma vera e propria, riguarda sicuramente 2 dei 3 cosiddetti “scope” in cui vengono suddivise le tipologie di emissioni. Nello scope 1 rientrano quelle create direttamente dalla società durante le sue attività, nello scope 2 quelle derivanti dall’energia utilizzata, nello scope 3 le emissioni dovute ai prodotti acquistati, ai viaggi di lavoro e all’uso finale dei prodotti venduti dall’azienda. Anche se sullo scope 3 la SEC ha una posizione possibilista in termini di obbligo di divulgazione, emerge comunque la tendenza ad avere indicatori su uno spettro di sostenibilità sempre più ampio. Questa è la ragione per cui SAP sta allargando la superficie su cui le sue soluzioni possono coprire la capacità di analisi della sostenibilità aziendale.

E che non sia una questione che interessa solamente le aziende made in Usa, lo si evince dalla circostanza che anche in Italia il decreto legislativo 254/2016, che ha recepito la direttiva europea 2014/95/UE, ha previsto l’obbligo di rendicontazione dell’impegno dell’impresa in termini ambientali, sociali e di governance. L’obbligo della dichiarazione di carattere non finanziario (DNF) per adesso si applica alle società quotate che abbiano determinate caratteristiche tra cui un numero di dipendenti pari ad almeno 500 e uno stato patrimoniale superiore a 20 milioni o ricavi di 40 milioni.

L’elenco dei soggetti che sono tenuti ogni anno a presentare la DNF è pubblicato ogni anno dalla Consob e lo si può leggere sul sito dell’Autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari. È comunque in discussione l’ipotesi di estendere tale obbligo anche alle PMI quotate. Il che significa che la platea delle potenziali aziende che dovranno utilizzare una tecnologia dei processi aziendali per gestire gli indicatori di sostenibilità e la reportistica inerente è destinata ad aumentare sensibilmente anche nel nostro Paese.

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