Agroalimentare

Agricoltura e risorse: per ridurre l’impatto ambientale serve anche cambiare dieta?

I consumatori non sarebbero disposti a rinunciare al piacere della buona cucina, ma accanto al piacere del palato cresce la propensione verso scelte che possano contribuire a ridurre l’impatto ambientale. Rispetto al foodtech e al “new food” si avverte il timore di una tavola apparecchiata anche con cibi sintetici, creati in laboratorio. Resta sempre forte la convinzione che in futuro arriverà nei nostri piatti cibo di maggiore qualità. Le interessanti indicazioni di una ricerca Ono Exponential Farming

27 Feb 2021

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Il rapporto tra agricoltura e ambiente è oggi più che mai attuale. Il settore agricolo vive una doppia dimensione: da una parte è un settore caratterizzato da un forte consumo di risorse e da un rilevante impatto ambientale e nello stesso tempo è anche il settore che più soffre per le conseguenze dei cambiamenti climatici e per la riduzione delle risorse disponibili.  Davanti a questa contraddizione il settore primario è alla ricerca di un nuovo equilibrio e certamente non basta portare efficienza e innovazione restando aggrappati a un modello che mostra limiti sempre più importanti in termini di sostenibilità. Ma per cambiare modello, in un settore che ha come punto di riferimento in larghissima misura la nostra alimentazione, occorre mettere al centro di questa trasformazione il tema di una innovazione nelle abitudini alimentari.

Agricoltura e ambiente: cresce la produzione e cresce l’impatto ambientale

Oggi l’agricoltura contribuisce per una percentuale prossima al 20% alla produzione di CO2 dove uso di fertilizzanti ricavati da fonti fossili, combustione di biomasse e deforestazione hanno purtroppo aumentato la loro incidenza nel corso dell’ultimo decennio, proprio per sostenere lo sviluppo di una produzione che ha le necessità di crescere costantemente. Se poi si guarda al consumo di acqua si vede che l’impatto in termini di sostenibilità del settore primario è ancora più rilevante con circa il 70% del consumo globale. La sfida che abbiamo davanti non può fermarsi al solo settore dell’agricoltura, ma deve prevedere un vero ripensamento della food chain agroalimentare a partire naturalmente dal tema più importante e urgente che attiene alla lotta allo spreco alimentare che vede oggi una cifra pari a 1,3 miliardi di tonnellate di cibo pari un terzo del cibo commestibile finisce purtroppo sprecato creando a sua volta un ulteriore danno in termini di produzione di gas serra e di consumo di acqua per il suo smaltimento.

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Per ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura occorre partire dalle abitudini alimentari

Una produzione e un consumo di cibo più sostenibili si devono confrontare anche con l’atteggiamento e la disponibilità al cambiamento da parte dei consumatori. Ed è da qui che si deve partire per realizzare un’agricoltura sostenibile. In questo senso è importante capire quali spinte o quali resistenze posso accogliere una evoluzione della supply chain agroalimentare. E, da una ricerca realizzata nel 2020 da Ono Exponential Farming, start-up di Verona attiva nel settore agritech, ricaviamo alcuni spunti utili a questa analisi dai quali emerge che le prospettive sul futuro e sulla sostenibilità sono molto sentite presso i consumatori, ma nello stesso tempo c’è la preoccupazione di non perdere “il piacere della tavola“. Si tratta peraltro di due dimensioni che non devono necessariamente porsi in conflitto, la ricerca di una produzione più equilibrata e più attenta all’utilizzo delle risorse non si traduce necessariamente in sacrifici sul piano del gusto. Certamente una evoluzione della food supply chain è un cambiamento che non può non saldarsi anche con tematiche legate alla salute, alla qualità della vita, alla sicurezza agroalimentare e ad alcuni cambiamenti, anche rilevanti, a livello di dieta o di abitudini alimentari. Un’alimentazione più sostenibile, non è solo un tema di produzione agricola, ma è un tema di educazione alimentare e di indirizzo verso un consumo di cibo più sano, che arriva da pratiche che riducono le emissioni di carbonio e a bassimpatto su terreno e risorse idriche. Un’alimentazione che deve tener conto, anche se in modo indiretto, dell’imminente emergenza legata al climate change che comunque trova parte delle sue radici nel nostro modo di alimentarci, di produrre e, appunto e purtroppo, di sprecare il cibo.

Un altro tema rilevante e da non sottovalutare riguarda il “cibo del futuro, dal momento che rappresenta la chiave per comprendere le prospettive legate alla gestione delle risorse del pianeta e allo sviluppo di soluzioni per la produzione alimentare basate su un’agricoltura innovativa ad alta tecnologia, con un forte impegno sul digitale (si legga in proposito il servizio L’Agricoltura 4.0 cresce del 20% a 540 mln€) e orientata al massimo livello di sostenibilità che può allinearsi anche alle logiche ESG Environmental, Social, Governance.

Una agricoltura sostenibile ha bisogno di una alimentazione sostenibile

Le coltivazioni di Ono Exponential Farming

La prospettiva di una evoluzione della food chain trova “terreno favorevole” nelle indicazioni che erano emerse dalla ricerca. Se pensiamo che il 93% dei rispondenti a questa ricerca è consapevole di dover modificare il modo di nutrirsi ci potrebbero essere le condizioni per cambiare la “catena alimentare” partendo proprio dal punto più importante: la tavola. Per il 68% la causa risiede nella scarsità delle risorse del pianeta, mentre per il 25%, è dovuto semplicemente mode passeggere. In molti (66%) si dimostrano favorevoli a sposare una nuova direzione alimentare, anche se il 39% non è disposto a rinunciare al piacere della buona cucina, mentre il 27% ci tiene a garantire un futuro ai propri figli.

Guardando anche a prospettive più “estreme” il 6% si aspetta di mettere nei nostri piatti, una pillola al posto di un piatto di pasta o di una insalata, mentre un 30% resta spaventato dalla possibilità di doversi nutrire con cibi sintetici creati in laboratorio. Non manca comunque chi guarda con ottimismo a queste prospettive e un 43% crede che un giorno imbandiremo le nostre tavole con alimenti più genuini e nutrienti di quelli di oggi.

A confermare questo approccio di positività anche tutti quelli che vedono in questo cambiamento un’opportunità di maggior tutela dell’ambiente e una riduzione degli sprechi (68%). Il 61% ricollega la scarsità dell’approvvigionamento all’eccessivo sfruttamento delle risorse, mentre il 25% ritiene che in molti seguono un’alimentazione fatta di troppe proteine animali.

Agricoltura e tecnologia per aumentare la produzione e ridurre il consumo di risorse

La ricerca condotta da Ono Exponential Farming, mette in evidenza anche che l‘alimentazione del futuro sarà sempre più dipendente dalla tecnologia, che secondo il 79% degli intervistati sarà in grado di ottimizzare le risorse. La Farm Zero di ONO EF è una piattaforma agrobiotica iper-efficiente di coltivazione intensiva verticale, modulare e scalabile, completamente automatizzata (basata su sistemi di machine learning e intelligenza artificiale) in cui possono essere coltivati ortaggi, alghe e insetti in modo intensivo. Questa realtà permette una riduzione del 70% del consumo energetico, del 95% di risparmio di acqua, di una densità del raccolto triplicata . L’obiettivo finale è quello di raggiungere il miglior risultato in termini di produttività per metro cubo di spazio occupato e dei parametri qualitativi delle piante  nel contesto dell’agricoltura indoor 4.0 con una gestione innovativa dell’energia trasmessa alle piante, con la gestione individuale dei nutrimenti per tipologia di pianta e con la gestione ottimale delle condizioni climatiche.

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