ESG SMART DATA

Rischi ESG: come cambiano nelle varie aree del pianeta

Una ricerca, pubblicata da Statista, considera le tre grande tipologie di rischi più vicini alle preoccupazioni e alle decisioni del mondo ESG. Tre rischi interconnessi, ma che si affrontano con specifiche strategie in funzione delle sensibilità, delle normative in vigore, della capacità di valorizzare la riduzione dei rischi stessi in un vantaggio economico

Pubblicato il 15 Gen 2023

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Fonte: Statista - Worldwide; Clyde & Co; 2022; Directors and Risk managers

In questi giorni abbiamo focalizzato l’attenzione sulla 18ma edizione del Global Risk Report 2023 del World Economic Forum, su una mappa dei rischi e delle prospettive che abbiamo davanti. E abbiamo inoltre invitato a rileggere i dati relativi allo stesso report nell’edizione del 2022 per avere contezza di come stia cambiando, anche molto velocemente, il rapporto con i rischi, a livello mondiale e del messaggio forte che aveva caratterizzato quell’edizione e che abbiamo recepito nel nostro titolo: Climate change, l’incapacità di agire è il rischio più grave nel mondo da qui a dieci anni.

In questa occasione, appare particolarmente importante portare l’attenzione sulla percezione e sul vissuto rispetto alle varie tipologie di rischi in diverse aree del pianeta.

Rischi Fisici, di Transizione e rischi legati a climate change reporting requirement

A questo scopo ESG Smart Data ha individuato una ricerca, pubblicata da Statista, che considera le tre grande tipologie di rischi più vicini alle preoccupazioni e alle decisioni del mondo ESG:

WHITEPAPER
Cyber Risk : la guida per gestire il rischio in banca
Sicurezza
Cybersecurity
  • I rischi Fisici, vale a dire rischi legati a eventi metereologici estremi;
  • I rischi legati al climate change reporting requirement, ovvero al rispetto delle normative e degli standard che sono in via di definizione;
  • i rischi di Transizione, che attengono in particolare ai cambiamenti legati al passaggio da un modello energetico basato su combustibili fossili a un modello basato su fonti energetiche pulite.

Tre rischi che sono tra loro evidentemente più che interconnessi, ma che si affrontano con specifiche strategie anche in funzione delle sensibilità, delle normative in vigore, della capacità di valorizzare la riduzione dei rischi stessi in un vantaggio economico.

La ricerca ha raccolto l’opinione di top manager e risk managers in cinque aree del pianeta consegnando una visione del “Rischio Climatico” profondamente diversa in funzione della latitudine.

Grande attenzione ai rischi di transizione e al reporting

L’Asia mostra la maggior attenzione ai fattori di rischio con la massima focalizzazione sui rischi di transizione, con grande attenzione ai rischi legati al reporting a cui segue anche l’attenzione per i rischi fisici. Esattamente speculare la situazione per il mondo LatAm dove la preoccupazione massima è per i rischi fisici, cui seguono i rischi di reporting e quelli di transizione.

In Nord America i rischi di transizione e i rischi fisici ricevono una maggiore considerazione rispetto ai rischi di reporting. Esattamene al contrario rispetto alla Gran Bretagna dove la preoccupazione per il reporting è superiore a quella per i rischi fisici e di transizione.

L’area del pianeta con la maggior preoccupazione, in proporzione per i rischi di reporting è quella relativa all’Australasia mentre in Europa i rischi di transizione e i rischi di reporting sono allo stesso livello mentre è sensibilmente inferiore la preoccupazione per i rischi fisici.

Su ESG Smart Data una selezione e una sintesi delle ricerche e delle analisi sul ruolo e sulle prospettive della sostenibilità per le imprese e per le pubbliche amministrazioni.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Argomenti trattati

Approfondimenti

R
Risk Management
S
Sviluppo sostenibile

Articolo 1 di 5