ESG SMARTDATA

ESG e sanità: 80% delle aziende sono impegnate in percorsi di sostenibilità

Uno studio di ALTIS Università Cattolica, CERISMAS, BCG e Quantis porta l’attenzione sulla capacità del sistema sanitario di affrontare la transizione sostenibile

Pubblicato il 27 Mar 2023

Fonte: Analisi realizzata da ALTIS Università Cattolica, CERISMAS, BCG e Quantis

Pensare ai temi dell’ESG in relazione alle imprese e alle organizzazioni che operano nel settore sanitario richiede uno sguardo particolare. Si tratta di realtà con una missione che copre naturalmente la “S” di Social e che prevede una attenzione speciale verso tutti gli interlocutori, o stakeholder, con cui operano. Almeno queste sono le aspettative principali con cui si osserva il rapporto tra queste organizzazione e le logiche ESG. Nello stesso tempo però la relazione con i temi relativi alla sostenibilità non si ferma alla sola “S”, ma richiede qualcosa di più a partire ad esempio dai temi ambientali. Oltre all’obiettivo primario di garantire la salute ai cittadini al settore sanitario viene chiesto, come ad altre organizzazioni, di  adottare pratiche sostenibili. In particolare la catena del valore del mondo farmaceutico è chiamata a indirizzare sempre di più tematiche ESG in ottica di green procurement o meglio ancora di ESG procurement. Per le imprese di questo settore la sostenibilità è un risultato di squadra che si costruisce insieme a fornitori e partner in un contesto che è caratterizzato ad esempio da una condizione in base alla quale l’11% delle gare d’appalto farmaceutiche nei primi 5 Paesi Europei includono già oggi requisiti ESG .

La ricerca di ALTIS Università Cattolica, CERISMAS, BCG e Quantis

Per analizzare come si muove questo importante settore ALTIS Università Cattolica, CERISMAS, BCG e Quantis hanno scelto di analizzare la situazione delle aziende sanitarie italiane nel processo di integrazione di elementi di sostenibilità socio-ambientale nelle proprie strategie nell’ambito del report “Sostenibilità in sanità: in quale direzione si stanno muovendo le aziende?”.

Lo scenario che emerge è caratterizzato da luci e ombre, con una prevalenza per quanto attiene alle luci anche in relazione alle prospettive di evoluzione nel futuro. Innanzitutto l’attenzione ai temi ESG è molto diffusa con una quota prossima all’80% di aziende sanitarie che dichiarano di aver impostato una strategia di sostenibilità o comunque di avere avviato attività in questa direzione. Più in dettaglio poi il 36% di aziende ha una propria strategia di sostenibilità sociale e ambientale ben precisa mentre un 42% ha organizzato le proprie attività per la costruzione di un proprio piano di sostenibilità. Come prevedibile l’attenzione è prevalentemente orientata alla componente sociale e il 60% delle organizzazioni è primariamente impegnata in attività che vanno a beneficio dei pazienti.

Migliorano le performance ambientali

Guardando al futuro e in particolare all’allocazione delle risorse emerge che il 73% delle aziende dichiara di lavorare per adottare criteri di sostenibilità. Dall’analisi dei bilanci non finanziari è poi emerso un miglioramento nelle performance ambientali. Nello specifico sei delle principali case farmaceutiche italiane hanno riportato nel 2021 una media dell’intensità di emissioni di CO2 di Scope 1 e Scope 2 vicina a 37 tonnellate di CO2 equivalente per ogni milione di euro di fatturato (CO2e/€M). La stessa misurazione effettuata nel 2015 aveva espresso un valore globale prossimo a 54 tonnellate di CO2e/€M.

Fonte: analisi di ALTIS Università Cattolica, CERISMAS, BCG e Quantis

Una ulteriore prospettiva è rappresentata dall’attenzione verso il benessere degli stakeholder interni. Formazione e iniziative dedicate al personale sono state adottate dall’89% delle realtà intervistate unitamente a iniziative indirizzate a migliorare le condizioni di salute e di sicurezza sul lavoro hanno raggiunto una quota decisamente significativa superiore all’80%.

Pratiche sostenibili da migliorare in tre ambiti in particolare

Le luci sono evidenti mentre le ombre sono il frutto di una lettura più dettagliata dei processi di gestione della sostenibilità e lo studio rileva proprio che le pratiche sostenibili nel settore sanitario non sono strutturali in tre ambiti in particolare.

  1. Nelle attività che attengono alla definizione e al monitoraggio degli obiettivi. In questo caso il report mettete in evidenza che il numero delle aziende che ha impostato target socio-ambientali concreti.supera di poco il 50%. Se poi si guarda più in dettaglio a come si muovono le aziende emerge che solo l’8% ha target basati su standard mentre nessuna è attrezzata per gli standard SBTn e TNFD in arrivo a breve.
  2. Un altro punto di attenzione è rappresentato dalla sostanziale mancanza di un sistema incentivante dei manager, presente solo in tre aziende su dieci.
  3. In termini di governance e di gestione della sostenibilità c’è ancora molto lavoro da fare. Il 30% delle imprese conta su un comitato con deleghe alla sostenibilità e meno del 50% ha predisposto un team dedicato alle tematiche di sostenibilità.

Dall’attenzione alla dimensione sociale a quella ambientale con maggiore focalizzazione sugli standard

Giuliana Monolo, Ricercatrice di CERISMAS ha evidenziato in una nota che non deve certo sorprendere l’attenzione delle aziende sanitarie e socio sanitarie verso i pazienti, ma la ricerca mette in luce anche una attenzione importante alla valutazione dei bisogni sociali e ad iniziative di ascolto dei soggetti della comunità e di community building, in particolare per quanto riguarda il mondo delle imprese.

Alessandra Catozzella, Partner di BCG ha rilevato che accanto a un impegno significativo nell’adozione di pratiche sostenibili, sono ancora poche le aziende che si organizzano per misurare i propri obiettivi di sostenibilità seguendo standard internazionali riconosciuti e con una figura dedicata all’ESG. La diffusione di una “cultura della sostenibilità” passa dalla promozione di un approccio sistematico e strutturato con obiettivi chiari, concreti e misurabili, che permetta di arrivare alla misurazione e alla rendicontazione degli impatti generati.

Matteo Pedrini, Vicedirettore ALTIS e Professore ordinario di Corporate strategy, Università Cattolica del Sacro Cuore ha sottolineato a sua volta che per favorire la transizione verso modelli di business più sostenibili, appare necessario un approccio più strutturato con la definizione di obiettivi concreti da raggiungere nel medio-lungo termine. Appare poi necessaria una maggiore attenzione alla “E” di Environmental perché, pur riconoscendo il ruolo sociale delle aziende sanitarie, queste realtà non possono considerarsi esentate dalla necessità di migliorare il loro impatto sull’ambiente naturale e sulla società nel suo complesso.

Simone Pedrazzini, Direttore di Quantis Italia ha evidenziato che la sostenibilità è la vera sfida del presente e rappresenta un percorso che richiede risorse e modifiche strutturali nei modelli operativi aziendali. Servono per questo iniziative pre-competitive e un confronto con le migliori prassi, a livello di Industry, per aiutare questo sforzo collettivo.

Su ESG Smart Data una selezione e una sintesi delle ricerche e delle analisi sul ruolo e sulle prospettive della sostenibilità per le imprese e per le pubbliche amministrazioni.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

Articolo 1 di 5