Il mondo dell’innovazione, grazie anche agli sviluppi e al ruolo dell’Intelligenza artificiale ,ha indiscutibilmente bisogno di energia, ma più ancora – in questo periodo – il mondo dell’energia ha bisogno di innovazione e delle prospettive che si possono aprire grazie all’utilizzo dell’AI.
In questo periodo si può certamente notare che, proprio per le prospettive legate al ruolo dell’intelligenza artificiale, le strategie legate ai sistemi energetici stanno evolvendo verso una forma di integrazione tra la dimensione della produzione e la dimensione del consumo. Le possibilità di agire in modo dinamico e intelligente su entrambe le componenti permette di affrontare le tante e complesse variabili, da quelle metereologiche a quelle geopolitiche, che caratterizzano e condizionano il mercato energetico. In questo senso diventa importante indagare la relazione tra AI e reti energetiche per capire come può effettivamente cambiare l’approccio alla transizione energetica, soprattutto nelle imprese di produzione o nelle imprese più energivore. Un tema questo che è al centro del report Global Energy Perspective 2026 di McKinsey. (La ricerca integrale sulle prospettive del mondo energia è scaricabile da qui).
Quale rapporto lega transizione energetica ed espansione energetica
Il presupposto per qualsiasi considerazione deve venire dalla constatazione che il sistema energetico mondiale diventa ogni giorno più incerto in ragione di un numero di variabile che cresce e che si modificano più velocemente. Proprio nel momento in cui aumentano le esigenze che fanno riferimento direttamente e indirettamente al mondo dell’energia questo mondo deve gestire una trasformazione di portata globale .
La decarbonizzazione che rappresenta uno degli impegni globali più importanti e difficili si intreccia inevitabilmente con la crescita della domanda, con la sicurezza degli approvvigionamenti (in questo periodo dovremmo dire con l’insicurezza crescente delle forniture, vedi effetti della crisi di Hormuz) e con la necessità di mantenere l’energia economicamente accessibile (vedi fenomeni come il tetto al prezzo dei carburanti e gli effetti del prezzo del gasolio alle stelle) . Davanti a queste variabili il Global Energy Perspective 2026 individua nell’intelligenza artificiale e nella geopolitica due fattori decisivi per l’evoluzione del settore.
AI e reti energetiche in un mercato che cresce
Il dato macroscopico nel quale si colloca questa trasformazione registra una crescita del 2,7% della domanda energetica globale nel 2025. Petrolio, gas, carbone ed energie rinnovabili sono aumentati contemporaneamente: lo sviluppo delle fonti pulite avviene in un sistema che continua ad allargarsi.
Il report di McKinsey conferma che ci si trova davanti a un’espansione energetica che accompagna la transizione. Il grade tema al quale rispondere riguarda le modalità per soddisfare i nuovi consumi che si affacciano sul mercato, i costi che si possono sostenere e quali conseguenze si possono sostenere o gestire sia per quanto riguarda le emissioni, sia per quanto attiene alla sicurezza energetica. E il rapporto esplora quattro scenari fino al 2050, includendo traiettorie di maggiore consumo fossile e di decarbonizzazione accelerata, in mercati più integrati oppure frammentati.
AI e data center aumentano la pressione sull’elettricità
Come anticipato nella aprte iniziale del servizio l’intelligenza artificiale introduce una nuova variabile nella pianificazione energetica. Un dato su tutti: i data center rappresentano il segmento di domanda elettrica con la crescita più rapida nei mercati OCSE.
Partendo dall’analisi di quello che McKinsey definisce come scenario Continued Momentum, il consumo di elettricità dei data center dovrebbe crescere a un tasso annuo composto del 24% fino al 2030. La traiettoria successiva rimane però più incerta: è importante oggi considerare, almeno sul piano teorico, che i miglioramenti nell’efficienza dei sistemi di calcolo potrebbero e dovrebbero contenere il fabbisogno futuro.
Nello stesso tempo, vista dalla prospettiva delle imprese energetiche, questa dinamica rende più complesso decidere quando e dove investire. Occorre infatti preparare infrastrutture adeguate, considerando che domanda digitale, tecnologie e prestazioni possono cambiare rapidamente.
AI e reti energetiche determinano la velocità della transizione
La disponibilità di generazione energetica a un costo più basso non basta a garantire elettricità in modo affidabile. In questo scenario entrano in gioco e occorre capire quali sono le prospettive di sviluppo relative reti di trasmissione, sistemi di accumulo, capacità di programmazione, autorizzazioni e interconnessioni. Tutti fattori che determinano in modo sempre più diretto, quanto rapidamente e come la nuova produzione possa essere utilizzata.
Il livello di preparazione e di evoluzione delle infrastrutture costituisce, secondo la ricerca, il vincolo più ricorrente negli scenari analizzati. Se le reti non innovano l’elettrificazione può rallentare anche quando le rinnovabili diventano più convenienti.
Peraltro va anche messo in evidenza come gli investimenti globali annui in trasmissione e distribuzione siano indicati in crescita da circa 443 miliardi di dollari nel 2025 a 970 miliardi nel 2050. E si tratta di un tema che riguarda anche la sicurezza: apparecchiature, competenze, batterie, minerali critici e semiconduttori diventano dipendenze strategiche di un sistema sempre più elettrificato e digitale.
La frammentazione geopolitica crea rallentamenti e aumenta i costi
Guardando a un diverso scenario, la ricerca immagina un Fragmented Energy Order, dove a fronte della necessità o decisione di ricostruire fuori dalla Cina catene di fornitura oggi concentrate in Asia potrebbe aumentare, nell’Unione europea e negli Stati Uniti, gli investimenti iniziali necessari per il solare del 20–25% e un aumento degli investimenti per gli accumuli a batteria del 40–50%.
Va sottolineato che si tratta di uno specifico scenario determinato dalla volonta e dalla necessità di preparare, almeno come studio previsionale, l’affacciarsi nuove variabili. L’esempio mostra in modo molto concreto come determinate scelte strategiche, sul piano produttivo o anche sul piano commerciale possono modificare pesantemente e profondamente il costo della decarbonizzazione.
Peraltro, nell’ipotesi di mantenere le stesse polarizzazioni legate alle strategie di fornitura devono considerare l’impatto gestionale, di costi e di impatto ambientale di rotte più lunghe, di maggiori costi assicurativi e di minore flessibilità degli scambi.
Emerge con forza la necessità di pianificare gli investimenti attraverso più scenari
L’ampliamento delle traiettorie possibili rende la pianificazione per scenari una necessità strategica. McKinsey invita le organizzazioni, anche con questo report, a individuare i punti nei quali le proprie scelte diventano vulnerabili in una logica di risk management espressamente focalizzato sui temi energetici per individuare quali segnali di mercato richiedano una revisione degli investimenti.
Nello stesso tempo, per imprese e decisori, questo atteggiamento significa valutare insieme riduzione delle emissioni, resilienza e sostenibilità economica, mantenendo la possibilità di adattare le strategie. Da queste considerazioni e da queste variabili prenderà forma una direzione della transizione energetica che dipenderà anche dalla capacità di costruire infrastrutture e filiere in grado di accompagnarla.









Partecipa alla community