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Finish, dalle lavastoviglie alla difesa dell’acqua e delle eccellenze agroalimentari italiane

Il leader italiano del comparto si prepara ad intervenire in Sicilia al fianco di Future Food Institute per la salvaguardia del Limone dell’Etna Igp. Il progetto prende il via dalla recente call for startup lanciata per individuare progetti innovativi di efficientamento idrico. E intanto una ricerca Ipsos rivela che per il 97% degli italiani le produzioni di eccellenza sono a forte rischio proprio a causa della carenza di oro blu

Pubblicato il 16 Giu 2021

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Vittima di cambiamenti climatici sempre più sfavorevoli, che determinano una progressiva riduzione dell’acqua disponibile nel suolo e una continua erosione dei terreni, l’Italia è un paese a rischio desertificazione e siccità, principalmente nelle zone del meridione e nelle isole.
Tra le attività più colpite da questa situazione vi è indubbiamente l’agricoltura, settore produttivo di riferimento per l’economia del nostro paese che, secondo l’Istat, nel 2020, ha fatto registrare un valore aggiunto di 31,3 miliardi di euro, al primo posto nell’Unione Europea davanti a Francia (30,2 miliardi) e Spagna (29,3 miliardi). Nonostante ciò, troppo spesso questo settore è rimasto in secondo piano, senza garanzia di supporto da parte di quelle istituzioni pubbliche e private che dovrebbero invece prendersene cura, intervenendo a livello di infrastrutture e di salvaguardia delle risorse naturali che ne assicurano il corretto funzionamento.

A questo proposito, in occasione della Giornata Mondiale per la lotta alla Desertificazione e alla Siccità del prossimo 17 giugno, Finish, leader italiano nel mercato dei prodotti per la lavastoviglie, in collaborazione con Future Food Institute, annuncia il suo rinnovato impegno al fianco dell’agricoltura nell’ambito del progetto “Acqua nelle nostre mani”: un’iniziativa nata nel 2019 e sviluppata con l’obiettivo di tutelare il bene acqua, implementando nuove abitudini di consumo e sviluppando progetti concreti a supporto del territorio italiano.

Intervento di salvaguardia dell’acqua nella Valle dell’Etna

In particolare, dopo gli interventi di rifunzionalizzazione idrica effettuati in Cilento (nel Comune di Pollica) nel 2020 a supporto del pomodorino giallo e di altre eccellenze agroalimentari locali, quest’anno le attività del brand si concentreranno nella Valle dell’Etna, in provincia di Catania, patria della coltivazione del Limone dell’Etna IGP. Qui, con il determinante sostegno dell’Associazione del Limone dell’Etna IGP e di Future Food Institute, centro di eccellenza italiano sui temi dell’innovazione agroalimentare, Finish si impegnerà in un nuovo intervento di salvaguardia dell’acqua, risorsa cruciale per la tutela del patrimonio agricolo italiano.

Inoltre, a supporto di queste coltivazioni e con l’obiettivo di individuare progetti imprenditoriali di valore basati sulla migliore tecnologia possibile per operare gli interventi previsti, Finish e Future Food Institute hanno sviluppato, nel periodo tra marzo e giugno, una Call for Startup: un’iniziativa che ha l’obiettivo di arrivare a risparmiare, entro la fine dell’anno, fino a 100 milioni di litri acqua per la coltivazione del Limone dell’Etna IGP grazie all’implementazione di tecnologie legate alla Smart Farming e alla Smart Irrigation.

Dopo la chiusura delle candidature, ed un attento processo di analisi e valutazione delle proposte ricevute, il progetto giudicato migliore, proposto da SmartIsland, ha ricevuto un contributo economico da parte di Finish, utile al supporto, alla comunicazione, all’implementazione della propria soluzione in un sito specifico individuato dall’Associazione Limone dell’Etna IGP nella Valle dell’Etna.

Carenza e labilità idrica: per il 97% degli italiani eccellenze agroalimentari a rischio

Fenomeni piovosi sempre più rari ma abbondanti, progressivo aumento delle temperature, rapida evaporazione delle acque: se parliamo di desertificazione e siccità, il nostro Paese si trova a dover far fronte ad un quotidiano e progressivo aumento del rischio. A questo proposito Finish ha recentemente condotto con Ipsos una ricerca, su un ampio campione rappresentativo di oltre 1.000 rispondenti, con l’obiettivo di indagare il pensiero e i comportamenti degli italiani sulla tematica, a doppio filo legata alla scarsità d’acqua e alla labilità di questa risorsa.

In prima battuta, ciò che emerge da questa ricerca è che proprio a causa di questi fattori il 97% degli intervistati ritiene che le eccellenze agroalimentari italiane siano oggi a fortissimo rischio. In particolare, l’82% si è detto preoccupato da molteplici problematiche legate alla scarsità d’acqua. Più nel dettaglio, il 57% ha espresso preoccupazione a causa di fenomeni atmosferici sempre più severi, il 51% a causa della siccità e il 35% di una sempre più ridotta disponibilità d’acqua per l’agricoltura.

Sempre con riguardo alle preoccupazioni dei cittadini, dalla ricerca emerge inoltre che, per il presente, il 24% degli italiani è oggi preoccupato per il progressivo scioglimento dei ghiacciai, contro solo il 12% per le forti piogge che si verificano durante brevi periodi dell’anno e un’ancora più allarmante e ridotto 9% per i periodi di siccità sempre più prolungata. Guardando al futuro, invece, sia le piogge che la siccità registrano un importante balzo in avanti del 7%, attestandosi rispettivamente al 19% e 16%.

Sostenibilità: un valore nel 97% dei casi

Questi dati, molto significativi, si inseriscono in un quadro di grande rilevanza nel quale emergono una particolare consapevolezza e attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Il 91% degli intervistati, infatti, si è definito a conoscenza del concetto di sostenibilità, con una percentuale ancora più alta (97%) per coloro che ritengono questo fattore importante per lo sviluppo e il mantenimento del pianeta e della società.

A dimostrazione di ciò, gli italiani si dicono anche pronti a intervenire sui propri comportamenti, per vivere in maniera più sostenibile e rispettare l’ambiente, con percentuali in significativo aumento con il trascorrere dell’età. Ad esempio, l’83% degli intervistati ha dichiarato di provare, nella propria quotidianità, a ridurre il più possibile lo spreco di cibo e il 77% a ridurre lo spreco d’acqua. Inoltre, il 64% si è detto pronto a rinunciare a qualcosa nel presente se questo significasse assicurare più risorse ambientali per le generazioni future, mentre un consistente 60% si è addirittura dichiarato pronto a cambiare radicalmente le proprie abitudini in favore dell’ambiente.

Eppure continua a mancare attenzione alla risorsa acqua

Quando si parla di acqua, però, il discorso è purtroppo molto diverso rispetto a quanto appena evidenziato. Secondo la ricerca Ipsos per Finish, infatti, l’attenzione a questa risorsa è ancora molto carente (solo 2 italiani su 10 ne sono preoccupati nel presente e il 70% ritiene sia problematica esclusiva di specifiche aree e periodi dell’anno) e variabile in base all’area geografica di provenienza degli intervistati (16% nord ovest, 19% nord est, 22% centro, 25% sud e isole).

Il discorso cambia relativamente dando uno sguardo al futuro: solo il 22% degli italiani, infatti, ritiene veritiere le previsioni del World Resources Institute sul fatto che l’Italia sarà in una situazione di stress idrico entro il 2040. A questo riguardo, le regioni del Sud sono considerate maggiormente a rischio (92% contro il 13% per il nord e il 12% per il centro), con picchi di preoccupazione che riguardano in particolare Sicilia (69%) e Calabria (51%).

Proprio il riferimento alla Sicilia non è casuale: come evidenziato dal Report Istat 2021 sull’acqua, tra le sette città italiane in una situazione di maggiore criticità in termini di dispersione idrica (ovvero superiore al 45%) ben 3 sono siciliane: Catania (54,7%), Palermo (45,7%), Messina (46,6%). Dati, questi, confermati anche dalla ricerca Ipsos per Finish: il 78% è infatti convinto che la dispersione idrica sia molto preoccupante nel sud Italia e nelle isole, contro il 50% nel nord Italia. Nonostante ciò è ancora molto scarsa la percezione circa l’effettiva quantità d’acqua dispersa a livello nazionale (42% di quella immessa nella rete il dato reale), con addirittura il 70% che sottostima le perdite e solo il 15% che ha invece un’opinione in linea con i dati effettivi.

Agricoltura principale vittima della carenza idrica

Vittima principale di questa delicata situazione è l’agricoltura che ogni anno, in Italia, registra un utilizzo d’acqua superiore ai 15 miliardi di metri cubi, utili principalmente all’irrigazione di quei territori dove precipitazioni e umidità del suolo non sono sufficienti a garantire il fabbisogno idrico delle eccellenze agricole italiane famose in tutto il mondo.

A questo proposito, nonostante la scarsa consapevolezza sull’acqua, dalla ricerca Ipsos per Finish emergono alcuni dati estremamente interessanti:
– il 57% è d’accordo nel sostenere che la mancanza d’acqua possa avere un impatto devastante soprattutto sull’agricoltura (contro il 38% relativo all’impatto sulla vita di tutti i giorni e il 5% a quello sulle industrie);
– il 42% ritiene che gli agricoltori debbano dare il loro contributo nella tutela dell’acqua attraverso la ricerca di modalità più efficienti d’irrigazione (contro il 68% dei comuni cittadini, che dovrebbero migliorare i propri consumi; il 54% dei governi, che dovrebbero punire i comportamenti scorretti e il 50% delle aziende, che dovrebbero invece impegnarsi a migliorare i processi produttivi).
Infine, particolare attenzione va dedicata all’innovazione. L’85% degli intervistati è infatti fiducioso che lo sviluppo di nuove tecnologie in ambito agricolo permetterà un uso migliore e più efficiente dell’acqua in futuro, con una percentuale ancor più rilevante (90%) nella fascia d’età tra i 14 e 17 anni.

SmartIsland vincitrice della call for startup

La tecnologia, quindi, svolge un ruolo fondamentale ed offre un duplice supporto: agli agricoltori, nell’aiutarli a sviluppare metodi di coltivazione sempre più innovativi ed efficaci; alle risorse, grazie alla definizione di nuove modalità di utilizzo e gestione.

Proprio in quest’ottica si inserisce la “call for startup” di Finish e Future Food Institute all’interno del progetto Acqua nelle Nostre Mani, ovvero una challenge che ha coinvolto oltre 15 aziende di tutta Italia con l’obiettivo di individuare la migliore tecnologia possibile per intervenire nel supporto alla coltivazione del Limone dell’Etna IGP.
Il processo di analisi e valutazione, che ha visto coinvolta una variegata giuria di esperti, ha portato alla definizione di una short-list di 5 startup, dalla quale è poi emerso il progetto migliore, ovvero quello di SmartIsland, realtà della provincia di Caltanissetta, mentre sul podio sono salite altre due aziende del settore: Growa e Saba Technology.

La startup vincitrice, SmartIsland, guidata e creata da una donna siciliana, è un’azienda di Niscemi (CL) nata nel 2014, che celebra la propria passione per il territorio attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative capaci di rilevare i bisogni delle colture e fornendo agli operatori del settore agri-food un nuovo paradigma di approccio alla coltivazione basato su 3 assets fondamentali: profonda cultura del territorio, grande versatilità nel conoscere le condizioni ambientali specifiche e una maturità tecnologica in grado di gestire al meglio le risorse naturali.

Nell’ambito dell’iniziativa di “Call for startup”, SmartIsland ha presentato un progetto che prevede l’implementazione della tecnologia Daiki: un robot di intelligenza e visione artificiale dotato di sensori di immagine e rilevamento di dati climatici e idrici grazie al quale è possibile prevenire lo sviluppo di malattie e monitorare il fabbisogno irriguo delle piante. Il progetto presentato da SmartIsland sarà ora implementato e concretizzato in un agrumeto nel territorio della Valle dell’Etna.

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