Ricerche

L’Eolico galleggiante può dare un contributo importante al processo di decarbonizzazione

La Floating Offshore Wind Community promossa da Fondazione Ambrosetti vede possibile la realizzazione di 20 GW di impianti entro il 2050

Pubblicato il 08 Feb 2024

eolico galleggiante

L’eolico offshore galleggiante può offrire un importante contributo al processo di decarbonizzazione del Paese. Lo sostiene la Floating Offshore Wind Community, un progetto creato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con i Partner Renantis, BlueFloat Energy, Fincantieri e Acciaierie d’Italia.
Secondo lo studio effettuato dalla Community questa tecnologia risulta meno invasiva per l’ambiente rispetto all’eolico offshore tradizionale, poiché non è prevista una superficie interrata e vengono dunque meno i conseguenti impatti sui fondali. Inoltre le installazioni sono quasi invisibili all’orizzonte grazie al loro posizionamento distante dalla costa.

Le potenzialità dell’Italia

L’eolico galleggiante, inoltre, in Italia ha un enorme potenziale grazie alle caratteristiche morfologiche e alla conformazione dei nostri fondali: addirittura il Politecnico di Torino indicano un potenziale di 207,3 GW in Italia per l’eolico offshore galleggiante, con Sardegna, Sicilia e Puglia tra le aree di maggiore potenzialità.
Più concretamente, la Community promossa da Ambrosetti vede possibile la realizzazione nel nostro Paese di 20 GW al 2050, che potrebbero consentire di generare un valore aggiunto cumulato tra il 2030 e il 2050 pari a 57 miliardi di euro, con l’attivazione di filiere sul territorio nazionale e conseguenti ricadute occupazionali.

Le prospettive sarebbero positive in particolare da un punto di vista della filiera industriale: secondo lo studio l’Italia vanta una leadership in diversi settori collegati alla produzione di tecnologie necessarie allo sviluppo dell’eolico offshore galleggiante, in particolar modo il comparto metallurgico, navalmeccanico e delle infrastrutture portuali, che già oggi attivano complessivamente un totale di 255,6 miliardi di euro e 1,3 milioni di occupati nel Paese.

Le riforme necessarie

Per assicurare realmente questo contributo al processo di decarbonizzazione, le normative dovranno cambiare: in particolare, sarà cruciale accelerare nell’attuazione dei piani di gestione dello spazio marittimo (PSM), per il quale l’Italia è in procedura di infrazione UE, per non aver ancora presentato il piano dovuto. La proposta della Community per il breve termine è quella di introdurre un meccanismo decentralizzato per identificare rapidamente siti idonei allo sviluppo di progetti eolici offshore, coinvolgendo gli sviluppatori e facilitando la partecipazione di più stakeholder per un rapido sviluppo.

“Ci troviamo in un momento storico decisivo per la decarbonizzazione del Paese e il raggiungimento dei target di energia pulita al 2030 e al 2050. Per cogliere questa sfida, l’Italia deve fare leva sull’eolico offshore galleggiante, il quale ha un forte potenziale energetico e limitati impatti ambientali e sociali. Il sistema industriale italiano ha inoltre importanti competenze nel settore dell’acciaio e della navalmeccanica, le quali possono essere sfruttate per costruire una posizione di leadership nel mercato globale di questa tecnologia con importanti benefici soprattutto nelle regioni del Sud. La Community ha lavorato quest’anno per creare consapevolezza sulle potenzialità di questa tecnologia verde e sull’urgenza di avviare gli investimenti, proponendo una precisa roadmap di azioni volte a dare certezza agli investitori affinché la catena del valore industriale nazionale possa organizzarsi e investire seriamente nell’eolico offshore galleggiante, generando ricadute positive sull’economia e sull’occupazione italiana”, ha commentato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti.

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