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Gruppo CAP punta sulla sostenibilità con CAP Evolution

La nuova società gestirà gli impianti di depurazione del gruppo e gli investimenti nelle energie rinnovabili

Pubblicato il 08 Feb 2024

Il Gruppo CAP, storico nome del settore idrico, punta a diventare una vera e propria holding della sostenibilità, con la nascita di CAP Evolution, una nuova realtà controllata che opererà nei settori del Waste, Wastewater ed Energy.
La nuova realtà potrà contare sin dalla sua partenza su 40 impianti di depurazione del Gruppo che, a partire dal trattamento delle acque reflue, può consentire la valorizzazione degli scarti. Dai fanghi, in particolare, si possono ottenere anche materiali come fertilizzanti, bioplastiche, cellulosa, minerali e biometano. Inoltre, in tre poli impiantistici, a Canegrate, Robecco sul Naviglio e San Giuliano, sono stati avviati processi dedicati alla gestione e il recupero dei rifiuti alimentari liquidi, con un piano che prevede di passare dalle attuali circa 30mila tonnellate a 200mila tonnellate autorizzate nel 2028 e l’avviamento al trattamento dei rifiuti liquidi all’impianto di Rozzano di oltre 107.000 tonnellate.

Attualmente negli impianti gestiti da CAP Evolution vengono trattati 350 milioni di metri cubi di acque reflue, di cui più di un terzo (34%) viene riutilizzato, e oltre 80mila tonnellate all’anno di fanghi di depurazione, dei quali circa 40mila vengono reimpiegati in agricoltura, altri 14mila come fertilizzanti e 30mila vengono termovalorizzati per produrre energia. L’obiettivo è quello di arrivare a termovalorizzare fino a 65mila tonnellate, e trasformarne 20mila in fertilizzanti.

Gli investimenti nelle rinnovabili

Importante, soprattutto a fini interni, è anche il ramo di attività dedicato alle fonti pulite: CAP Evolution gestirà anche tutti gli impianti fotovoltaici che forniscono agli asset di Gruppo CAP energia green. È previsto anche un investimento di ben 50 milioni di euro per lo sviluppo di impianti fotovoltaici e agrivoltaici che consentano di arrivare a produrre 70Gwh di energia. In futuro, grazie a questi investimenti e a una maggiore integrazione con Neutalia, l’impianto di termovalorizzazione di Busto Arsizio partecipato da CAP, il piano industriale di CAP Evolution prevede di arrivare a sostenere il 50% dei consumi del Gruppo entro il 2030, con una forte accelerazione nel prossimo quinquennio, per passare dall’attuale 3% al 35% nel 2025, al 40% nel 2026 e appunto al 50% nel 2030. CAP Evolution, inoltre, promuoverà il modello delle comunità energetiche in Lombardia.
I numeri della nuova società sono significativi: la previsione per il 2024 è di ricavi pari a 77 milioni di euro, di cui 1,3 milioni derivanti dal trattamento di rifiuti liquidi e 3,8 milioni di euro da energia e biogas. 

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Una gestione improntata alla circolarità

“Crediamo che oggi sia sempre più imperativo gestire le risorse in modo circolare e virtuoso, prestando grande attenzione all’impatto che ogni attività ha sul territorio e sulla società – ha evidenziato Alessandro Russo, amministratore delegato di Gruppo CAP -. Operiamo in un settore, quello dell’idrico, che tocca anche altri ambiti, come quello degli scarti dell’industria alimentare, che ci ha portato, nel corso del tempo, ad avvicinarci a quello dei rifiuti, attraverso un processo virtuoso basato sui principi dell’economia circolare. Da tempo abbiamo iniziato a differenziare sempre di più la nostra attività, cominciando a produrre biometano sfruttando la grande capacità energetica dei fanghi di depurazione, considerandoli quindi materia prima e non più scarto. Oggi arriviamo a CAP Evolution, che intende dare nuova vita a scarti e rifiuti per ottenere materie prime seconde, biogas, biometano ed elettricità”.

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