Accelerare la transizione energetica: cosa significa davvero e perché è urgente
Accelerare la transizione energetica significa ridurre più rapidamente di quanto sta avvenendo la dipendenza dai combustibili fossili e favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili, migliorando efficienza, energetica, infrastrutture e innovazione. Un processo complesso che coinvolge imprese, governi e consumatori, e che oggi rappresenta una priorità economica oltre che ambientale
Accelerare la transizione energetica: la definizione corretta e il contesto
Accelerare la transizione energetica vuol dire intervenire nel passaggio da un sistema economico e industriale basato su fonti fossili a uno fondato su energie rinnovabili e sostenibili. Non si tratta soltanto di un cambiamento tecnologico, ma di una trasformazione sistemica che riguarda economia, industria e società.
Negli ultimi anni, questa accelerazione è diventata necessaria per due ragioni principali: la crisi climatica e la crescente instabilità dei mercati energetici. Ridurre le emissioni di CO2 e aumentare l’indipendenza energetica per migliorare la sicurezza energetica.
Perché accelerare la transizione energetica è una priorità
Ridurre le emissioni e contrastare il cambiamento climatico
Il primo obiettivo è ambientale. Accelerare la transizione energetica significa abbattere le emissioni di CO2 e contenere l’aumento della temperatura globale. Le rinnovabili, come solare ed eolico, giocano un ruolo centrale in questo processo.
Rafforzare la sicurezza energetica
La dipendenza da fonti fossili importate espone i Paesi a rischi geopolitici ed economici come ad esempio nella crisi che caratterizza in questo periodo i blocchi allo Stretto di Hormuz. Accelerare la transizione energetica permette di diversificare le fonti e ridurre la vulnerabilità dei sistemi nazionali.
Creare nuove opportunità economiche
La transizione non è solo un costo, ma anche un’opportunità. Investimenti in tecnologie pulite, infrastrutture e innovazione possono generare crescita, occupazione e competitività.
Quali sono le leve principali per accelerare la transizione energetica?
Sviluppo delle energie rinnovabili
Espandere rapidamente la produzione di energia da fonti rinnovabili è il primo passo. Ciò richiede semplificazione normativa, investimenti e pianificazione strategica.
Efficienza energetica e riduzione dei consumi
Accelerare la transizione energetica significa anche consumare meno e meglio. L’efficienza negli edifici, nei trasporti e nei processi industriali è fondamentale per ridurre la domanda complessiva di energia.
Digitalizzazione e reti intelligenti
Le smart grid e le tecnologie digitali permettono una gestione più efficiente dell’energia, favorendo l’integrazione delle fonti rinnovabili e migliorando la resilienza del sistema.
Innovazione e nuove tecnologie
Idrogeno verde, accumulo energetico e sistemi avanzati di gestione rappresentano elementi chiave per accelerare la transizione energetica nel medio-lungo periodo.
Il ruolo delle imprese nella transizione energetica
Le aziende sono attori centrali in questo processo. Non solo come consumatori di energia, ma come innovatori e investitori. Accelerare la transizione energetica, per le imprese, significa ripensare modelli produttivi, supply chain e strategie di sostenibilità.
Sempre più aziende stanno integrando obiettivi ESG e puntando su energia rinnovabile, efficienza e riduzione delle emissioni come leve competitive.
Le sfide da affrontare per accelerare la transizione energetica
Nonostante i progressi, il percorso per accelerare la transizione energetica presenta diverse criticità. Tra queste vanno evidenziate
- la complessità burocratica
- i tempi di autorizzazione per nuovi impianti
- la necessità di ingenti investimenti
- la gestione dell’intermittenza delle rinnovabili
Accelerare la transizione energetica richiede quindi coordinamento tra pubblico e privato, oltre a politiche industriali coerenti e stabili.
Accelerare la transizione energetica: una trasformazione necessaria
Accelerare la transizione energetica non è più una scelta opzionale, ma è diventata una necessità. Il ritmo del cambiamento determinerà non solo l’impatto ambientale, ma anche la competitività economica dei Paesi e delle imprese.
Chi saprà anticipare questa trasformazione avrà un vantaggio strategico. Perché la vera sfida non è più se la transizione avverrà, ma quanto velocemente entrerà nell’economia e nelle imprese..
Introduzione al progetto europeo RISEnergy
Accelerare l’adozione delle fonti rinnovabili, ridurre i costi delle tecnologie energetiche e potenziare l’efficienza energetica sono gli obiettivi chiave del progetto europeo RISEnergy (Research Infrastructure Services for Renewable Energy), finanziato con circa 15 milioni di euro.
Il consorzio alla base del progetto coinvolge 17 partner tra cui ENEA, insieme a 37 entità affiliate e 14 fornitori di servizi provenienti da 22 Paesi. RISEnergy si propone come piattaforma di sinergia tra industria, centri di ricerca e istituzioni nei comparti strategici: fotovoltaico, solare termodinamico ed energia termosolare, idrogeno, biocarburanti, eolico offshore, energia oceanica, reti integrate e sistemi di stoccaggio energetico.
Obiettivi: accelerare rinnovabili ed efficienza energetica
Il progetto RISEnergy punta a concentrare attività, servizi e infrastrutture in un unico soggetto operativo, offrendo fino a 50 mila ore di accesso – sia in presenza che virtuale – alle principali strutture europee dedicate alla transizione energetica. L’approccio integrato prevede la collaborazione su più ambiti tecnologici e prevede l’utilizzo di piattaforme ICT avanzate per la digitalizzazione e la gestione dei dati. Questo modello intende agevolare l’innovazione soprattutto nei sistemi di accumulo dell’energia, contribuendo allo sviluppo di un sistema energetico decarbonizzato, flessibile e resiliente.
Il ruolo di ENEA tra impianti pilota e laboratori smart grid
ENEA partecipa a RISEnergy attraverso due asset principali legati al Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN): l’impianto pilota di gassificazione di biomasse presso il Centro Ricerche della Trisaia (Matera) e il Laboratorio Smart grid e reti energetiche del Centro Ricerche di Portici (Napoli).
Queste infrastrutture verranno valorizzate come piattaforme aperte per testare nuove soluzioni nel campo delle energie rinnovabili, promuovendo l’integrazione tra ricerca applicata e industria.
Collaborazioni industriali e casi d’uso nelle infrastrutture d’eccellenza
Il Centro Ricerche della Trisaia ha recentemente ospitato il team della società chimica tedesca C&CS (Catalysts & Chemical Specialities), che ha utilizzato l’impianto pilota per sperimentare catalizzatori innovativi. Nei prossimi mesi è prevista la collaborazione con un gruppo del Lithuanian Energy Institute, selezionato dal comitato di valutazione di RISEnergy, impegnato nello sviluppo di materiali avanzati per la produzione di idrogeno da biomasse residuali. Questi esempi dimostrano la capacità del progetto di abilitare collaborazioni internazionali su tecnologie strategiche, grazie alla disponibilità sia delle strutture sia delle risorse finanziarie dedicate.
Innovazione condivisa: digitalizzazione e accumulo per la transizione energetica
Secondo Francesco Zimbardi, ricercatore ENEA-TerIN presso il Centro Ricerche Trisaia, “la partecipazione al progetto RISEnergy è l’occasione per valorizzare e ottimizzare l’uso degli impianti e dei laboratori d’avanguardia realizzati e mantenuti operativi nel tempo”. Le sinergie create all’interno del progetto sarebbero difficilmente realizzabili in assenza di una cornice internazionale strutturata come quella offerta da RISEnergy. Il focus sulla digitalizzazione della gestione dei dati tramite piattaforme ICT evolute consente inoltre una maggiore efficienza nella gestione delle infrastrutture e nell’innovazione nell’accumulo energetico – due aspetti considerati centrali per abilitare una transizione efficace verso sistemi energetici sostenibili.











