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Fondo per la modernizzazione: transizione energetica al centro delle strategie UE



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Il Fondo per la modernizzazione si conferma uno strumento centrale nella politica energetica europea, sostenendo investimenti in energia pulita, reti e tecnologie efficienti nei Paesi più esposti. Con risorse superiori a 20 miliardi di euro e un focus su infrastrutture e innovazione, il Fondo mira ad accelerare la decarbonizzazione e la competitività, preparandosi a un ruolo chiave nell’attuazione delle direttive REPowerEU e Fit for 55

Pubblicato il 9 gen 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



Fondo modernizzazione ue

Fondo per la modernizzazione UE: obiettivi, metodo e priorità

Il Fondo per la modernizzazione dell’Unione europea o Modernisation Fund è uno strumento finanziario pensato per accelerare la transizione energetica nei Paesi UE con livelli di reddito più bassi, mettendo a disposizione risorse per modernizzare i sistemi energetici, migliorare l’efficienza e ridurre le emissioni. Il Fondo per la modernizzazione dell’Unione europea è stato istituito nel 2018 e opera nel periodo 2021-2030, con l’obiettivo esplicito di sostenere il raggiungimento dei target climatici europei e le priorità del Green Deal.

Il ruolo chiave del meccanismo EU ETS per i finanziamenti del fondo per la modernizzazione UE

Il meccanismo di finanziamento del Fondo per la modernizzazione UE prevede che le risorse siano messe a disposizione dal Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), vale a dire dai proventi generati dalle aste delle allowances. In questo modo, il “prezzo del carbonio” viene trasformato in investimenti reali per reti, impianti e infrastrutture a basse emissioni.

Evitare una transizione a due velocità

Il Fondo per la modernizzazione UE è destinato a 13 Stati membri beneficiari: Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Croazia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia con l’obiettivo di evitare i rischi di una transizione “a due velocità”, e di rafforzare nello stesso tempo la capacità di investimento con l’aggiornamento di reti e sistemi energetici.

Il ruolo chiave della Banca europea per gli investimenti (BEI) nella gestione del Fondo per la modernizzazione UE

Sul piano del metodo, il Modernisation Fund opera sotto la responsabilità dei Paesi beneficiari, in cooperazione con la Commissione europea, con un Investment Committee e con un ruolo operativo centrale della Banca europea per gli investimenti (BEI). La BEI, in particolare, mette all’asta le allowances del Fondo, valuta gli investimenti proposti e gestisce ricavi e trasferimenti delle risorse, rendendo il processo più strutturato e orientato alla qualità dei progetti.

Quali sono le priorità del Fondo per la modernizzazione UE?

Il Fondo indirizza gli investimenti verso tecnologie e infrastrutture che riducono emissioni e aumentano la sicurezza energetica del sistema: energie rinnovabili, efficienza energetica, accumuli, modernizzazione delle reti e, in modo significativo, interventi su teleriscaldamento e infrastrutture energetiche utili a integrare nuova capacità pulita. Accanto alla dimensione industriale e infrastrutturale, è previsto anche il sostegno alle fasce più fragili, con misure per contrastare la povertà energetica e modernizzare sistemi di riscaldamento e servizi essenziali, oltre a interventi collegati alla just transition nelle regioni più dipendenti dal carbonio.

Modernizzazione sistemi energetici come fattore di sicurezza

In concreto l’Unione Europea ha individuato nella modernizzazione dei sistemi energetici uno degli strumenti chiave per raggiungere gli obiettivi climatici fissati al 2030. In questo quadro, il Fondo per la modernizzazione rappresenta un meccanismo finanziario centrale per sostenere gli Stati membri più esposti alle sfide della transizione, promuovendo investimenti in energia pulita ed efficienza. Le risorse mobilitate dal Fondo incidono sulla competitività e sulla sicurezza degli approvvigionamenti nei paesi beneficiari.

Il Fondo per la modernizzazione: risultati e obiettivi al 2025

Negli ultimi cinque anni, il Fondo per la modernizzazione si è affermato come uno degli strumenti più rilevanti nella strategia europea di decarbonizzazione. Dal 2021, sono stati erogati complessivamente oltre 20,7 miliardi di euro a sostegno di 294 investimenti in dodici Stati membri, con una netta accelerazione nel solo 2025, anno in cui sono stati approvati 79 progetti per un totale di 5,46 miliardi di euro.

Il focus del fondo resta la transizione energetica

Il focus del Fondo rimane la transizione energetica dei paesi a basso reddito, selezionati sulla base del PIL pro capite rispetto alla media UE. L’obiettivo dichiarato è duplice: accompagnare questi Stati nel raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030 e rafforzare le condizioni infrastrutturali per una riduzione strutturale delle emissioni di gas serra. L’inclusione di Grecia, Portogallo e Slovenia tra i beneficiari dal 2024 mostra una volontà di estendere il raggio d’azione della politica europea verso aree finora meno coinvolte, mantenendo un equilibrio tra esigenze industriali e sostenibilità ambientale.

Distribuzione degli investimenti: focus su energia pulita ed efficienza

L’allocazione delle risorse evidenzia una strategia orientata sia alla produzione che all’utilizzo intelligente dell’energia. I progetti finanziati nel 2025 spaziano dal potenziamento delle reti elettriche — come in Grecia e Slovenia — allo sviluppo della capacità di stoccaggio energetico in Paesi come Cechia e Lituania, fino agli interventi sull’efficienza nei sistemi pubblici e industriali in Estonia, Romania e Slovacchia.

Una quota significativa degli investimenti è destinata a soluzioni integrate di riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili, spesso legate a contesti urbani o industriali (Bulgaria, Croazia, Portogallo). L’approccio adottato dal Fondo punta a generare impatti immediati sulla riduzione delle emissioni ma anche a stimolare la domanda locale di tecnologie avanzate per l’energia pulita e l’efficienza. Le scelte riflettono quindi una logica pragmatica che lega l’innovazione tecnologica ai vincoli del tessuto economico dei beneficiari.

Fondo per la modernizzazione UE

Impatto sui sistemi energetici e competitività dei paesi beneficiari

Gli interventi sostenuti dal Fondo stanno contribuendo a trasformare la struttura dei sistemi energetici dei paesi più esposti alle sfide della transizione. Il rafforzamento delle reti elettriche, la diffusione dello stoccaggio su larga scala e l’ammodernamento degli edifici pubblici costituiscono leve per aumentare la resilienza infrastrutturale e ridurre progressivamente la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. In alcuni casi, come Polonia ed Estonia, gli investimenti supportano direttamente programmi nazionali di “decarbonizzazione spinta” nei settori industriali e residenziali.

Un impatto che porta benefici alla competitività

L’impatto si misura anche in termini di competitività: l’iniezione di capitali europei consente alle imprese locali di accedere a tecnologie più efficienti e meno energivore, mentre la modernizzazione delle reti agevola l’integrazione delle rinnovabili e riduce i costi sistemici dell’energia. Si tratta di un effetto moltiplicatore che può incidere sulle filiere produttive locali e sulla capacità attrattiva complessiva degli ecosistemi nazionali.

Prospettive future e ruolo strategico del Fondo nella transizione europea

Il Fondo per la modernizzazione si prepara ad affrontare una fase cruciale nel prossimo triennio, in parallelo con l’attuazione delle direttive REPowerEU e “Fit for 55”. Le prossime scadenze per la presentazione delle proposte — gennaio e febbraio 2026 — offriranno indicazioni utili sulla maturità progettuale dei paesi beneficiari e sulla capacità del Fondo di agire da catalizzatore per investimenti privati complementari.

La governance multilivello tra Commissione europea, BEI e Stati membri suggerisce una crescente attenzione sulla qualità tecnica dei progetti, con controlli più stringenti soprattutto per quelli non prioritari. Il quadro che emerge è quello di uno strumento che va oltre il semplice finanziamento: il Fondo sta progressivamente assumendo il ruolo di architrave per lo sviluppo di un mercato unico dell’energia basato su criteri comuni di sostenibilità tecnologica ed economica. In prospettiva, la sua efficacia sarà misurata non solo dalla quantità delle risorse mobilitate ma dalla capacità di promuovere convergenza regolatoria e innovazione diffusa nei sistemi energetici europei.

Il Fondo per la modernizzazione in relazione alle politiche precedenti

Nel quadro della transizione energetica europea, il Fondo per la modernizzazione si configura come un elemento di continuità ma anche di possibile discontinuità rispetto alle politiche precedenti. La sua capacità di indirizzare risorse verso ambiti chiave come le infrastrutture energetiche e l’efficienza testimonia un orientamento pragmatico, che tiene conto delle diversità strutturali tra i paesi beneficiari. Tuttavia, l’evoluzione del panorama tecnologico e normativo impone una costante revisione degli strumenti, affinché restino coerenti con le esigenze effettive dei territori e con gli obiettivi comuni dell’Unione.

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