La transizione verso modelli produttivi più sostenibili è una delle principali priorità per l’industria alimentare europea, chiamata a ridurre l’impatto ambientale senza compromettere competitività e qualità.
In questo scenario, il rapporto tra agroalimentare e sostenibilità è sempre più determinato dalla capacità di integrare tecnologie digitali avanzate dall’intelligenza artificiale per l’ESG all’analisi dei dati come fattori determinanti per ottimizzare l’utilizzo di risorse come acqua ed energia e per monitorare in modo trasparente le performance ambientali dei processi industriali.
I progetti che puntano a combinare sostenibilità e innovazione digitale offrono così un banco di prova importante per valutare sia le ricadute concrete in termini di riduzione delle emissioni sia la scalabilità di queste soluzioni nell’intero comparto manifatturiero europeo.
La sfida della sostenibilità nell’industria alimentare
L’industria alimentare europea si trova oggi davanti a una doppia pressione: ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività e, al contempo, mantenere livelli di efficienza e competitività adeguati a un mercato globale sempre più esigente. Il settore è tradizionalmente caratterizzato da un uso intensivo di risorse idriche ed energetiche, oltre che da processi articolati che rendono complessa la raccolta e l’analisi dei dati necessari per valutare con precisione le performance ambientali. In questo scenario, le strategie di sostenibilità non possono più limitarsi a interventi puntuali o a semplici azioni di efficientamento: serve un ripensamento sistemico delle modalità con cui si monitorano e gestiscono i processi produttivi lungo tutta la filiera.
È in questo contesto che si inserisce il progetto europeo CLARUS, una delle iniziative più avanzate per integrare tecnologie digitali e intelligenza artificiale nella gestione della sostenibilità industriale.
Il progetto CLARUS: piattaforma digitale per l’efficienza energetica e idrica
CLARUS nasce dalla collaborazione tra il Politecnico di Milano e diversi partner accademici e industriali europei, con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma digitale capace di supportare le aziende alimentari nell’ottimizzazione dei propri consumi energetici e idrici.
La piattaforma si fonda su una architettura modulare che consente il monitoraggio continuo dei processi produttivi, facilitando la raccolta strutturata dei dati industriali e la loro analisi in tempo reale. L’infrastruttura facilita inoltre la condivisione sicura delle informazioni tra imprese e centri di ricerca, superando alcune delle barriere tipiche alla cooperazione interaziendale nel campo della sostenibilità.
Grazie a questa impostazione, CLARUS offre un ambiente tecnologico che non solo abilita l’identificazione di inefficienze operative, ma permette anche di valutare in modo oggettivo l’impatto ambientale delle diverse fasi produttive.
Dati integrati, AI e Green Deal Index: come funziona la soluzione
Il cuore tecnologico del progetto risiede nella capacità di integrare dati provenienti da fonti eterogenee come macchinari industriali, sistemi gestionali, dispositivi IoT all’interno di modelli di intelligenza artificiale progettati per identificare pattern di consumo e opportunità di ottimizzazione. Un elemento distintivo della soluzione è il Green Deal Index (GDI), un sistema di indicatori che traduce i dati raccolti in metriche allineate alle priorità dello European Green Deal. Il GDI consente alle aziende di avere una visione dinamica e comparabile delle proprie performance ambientali, facilitando sia il reporting interno sia le scelte strategiche sulla base dell’evoluzione degli indicatori nel tempo. L’approccio adottato valorizza la trasparenza e la replicabilità delle metriche, elementi fondamentali in un contesto normativo europeo sempre più stringente sui temi della sostenibilità.
Risultati concreti: riduzione delle emissioni e ottimizzazione delle risorse
L’applicazione della piattaforma CLARUS in diversi contesti industriali ha prodotto risultati tangibili sia sul piano ambientale sia su quello operativo. Presso Ardo, azienda specializzata nella trasformazione primaria degli alimenti, l’ottimizzazione dei sistemi di refrigerazione tramite AI ha portato a una riduzione documentata delle emissioni equivalenti di CO2 fino al 9,5% e a un incremento dell’efficienza idrica superiore al 21%. In Finlandia, Honkajoki ha sperimentato benefici nella logistica interna grazie all’integrazione dei modelli predittivi sviluppati dal progetto: il tempo di trasporto delle materie prime si è ridotto dell’8,3%, mentre l’efficienza energetica è migliorata in modo misurabile. Questi risultati mostrano come la digitalizzazione spinta possa tradursi in vantaggi operativi concreti senza richiedere rivoluzioni infrastrutturali radicali.
Scalabilità delle soluzioni digitali per la manifattura europea
Uno degli aspetti rilevanti emersi dall’esperienza CLARUS riguarda la scalabilità delle soluzioni sviluppate. L’utilizzo di standard aperti e un’architettura modulare rende possibile l’estensione della piattaforma anche ad altri comparti manifatturieri caratterizzati da alta intensità nell’uso di risorse. Questo approccio non solo agevola l’adattamento tecnologico a specificità settoriali diverse, ma favorisce anche la creazione di ecosistemi collaborativi basati sullo scambio sicuro dei dati tra imprese e centri ricerca. Guardando oltre la singola implementazione aziendale, queste caratteristiche rappresentano una leva strategica per accelerare la transizione digitale e verde dell’industria europea nel suo complesso, ponendo le basi per politiche industriali più integrate ed efficaci.
La sostenibilità dell’industria alimentare come leva per la competitività
L’adozione di strumenti digitali avanzati nell’industria alimentare si sta rivelando una leva concreta per affrontare le questioni legate all’efficienza e alla sostenibilità. Iniziative come quella presentata dal progetto CLARUS mostrano che la combinazione tra dati affidabili, intelligenza artificiale e indicatori ambientali può produrre effetti misurabili sui processi industriali, favorendo sia la competitività delle imprese sia il raggiungimento degli obiettivi ambientali europei.
Guardando al futuro, la possibilità di estendere queste soluzioni su scala più ampia rappresenta un passaggio cruciale: non solo per le singole aziende, ma anche per l’intero comparto manifatturiero europeo chiamato a confrontarsi con standard sempre più stringenti e aspettative crescenti in materia di responsabilità ambientale.











