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HPE spinge sul riciclo dei beni tecnologici a fine vita

L’adozione delle tecnologie rigenerate rappresenta uno dei capisaldi delle politiche di sostenibilità messe in campo dal vendor IT

Pubblicato il 23 Dic 2022

Promuovere la circolarità accelerando l’adozione della tecnologia di riciclo dei beni a fine vita. Questi gli impegni di HPE, annunciati in un post sul blog ufficiale della società. Il gruppo tecnologico innanzitutto rivendica il suo approccio olistico nei confronti delle emissioni di carbonio (“carbon footprint”), in particolare attraverso lo strumento HPE Financial Services, che dal 2018 assicura la possibilità di effettuare una reportistica sull’economia circolare, attraverso HPE Circular Economy, che sarà presto disponibile in più lingue, tra cui tedesco, francese, spagnolo, giapponese, cinese e coreano. Più ad ampio raggio, HPE si impegna ad accompagnare le organizzazioni nel ripensare le loro strategie di sostenibilità, per accelerare la trasformazione digitale, mettendo a disposizione competenze e capacità di modernizzazione degli ambienti hybrid IT, per ottenere risultati ecosostenibili, massimizzando il valore della sostenibilità attraverso un approccio olistico al ciclo di vita delle risorse IT.

Altro tema cruciale per la multinazionale è quello di “adottare la circolarità dei beni a fine vita”. In questo senso il gruppo mette sul piatto i suoi due HPE Technology Renewal Center (TRC), specializzati nel ridurre i rifiuti elettronici e consentire ai clienti di gestire le proprie risorse in modo sicuro, conforme e rispettoso dell’ambiente. Tutto questo in combinazione con una rete globale di partner affidabili in oltre 80 sedi, che elaborano, rinnovano e restituiscono nuova vita a milioni di risorse tecnologiche ogni anno. Secondo HPE le tecnologie usate e rigenerate hanno un importante valore di business, poiché le supply chain continuano a funzionare basandosi sulla disponibilità di risorse e capacità di produzione. Oltre ai vantaggi ambientali, l’adozione di risorse rigenerate riduce le spese in conto capitale e l’esposizione ai rischi della supply chain. HPE fa riferimento anche a un’analisi di IDC, secondo cui l’utilizzo di tecnologie rigenerate accelera anche il time-to-market dei progetti e riduce le necessità di fare formazione e la spesa IT2. “Per questi motivi riteniamo che l’adozione di tecnologie rigenerate dovrebbe essere presente nelle roadmap d’innovazione e nelle conversazioni tra reparti IT, team di procurement, CIO, CFO e CISO. Ancor di più ora che siamo in grado di fornire in anticipo dati e previsioni, sui quali basare l’integrazione di tecnologie usate nelle strategie di sostenibilità e di procurement IT”, si legge nel blog post di HPE.

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