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ESG: quali prospettive e quale ruolo per banking, fintech e mondo payment

Il mondo delle banche, dell’innovazione finanziaria e dell’industria dei pagamenti davanti alle sfide che arrivano dalle logiche ESG tra nuove opportunità e adempimenti, al centro dell’attenzione al Salone dei Pagamenti 2021. La riduzione dell’impatto ambientale, l’accessibilità e l’inclusività nei servizi ma anche la capacità degli istituti di credito di gestire dati sui temi correlati agli obiettivi di sostenibilità in forma di “open data green” o “sustainable data green” rappresentano una forma di supporto allo sviluppo sostenibile e una responsabilità verso i territori.

16 Nov 2021

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

In un momento in cui i temi e gli obiettivi di sostenibilità sono indiscutibilmente centrali a livello sociale e influenzano in modo sempre più diretto le scelte strategiche delle imprese, banche, fintech e industria dei pagamenti sono chiamati a svolgere un ruolo speciale. Un ruolo e un impegno che passa dalla capacità di queste industrie di mettere in diretta relazione la propria trasformazione digitale con la trasformazione digitale dei rispettivi ecosistemi, sia a livello di imprese che a livello di contatto e supporto verso cittadini e consumatori. La crescente attenzione ai temi della sostenibilità da parte dei consumatori, le scelte di una parte importante della finanza e uno scenario normativo sempre più favorevole all’adozione di KPI e standard volti a misurare in modo condiviso le performance legate alla sostenibilità stanno segnando in modo chiaro un percorso che è sempre più guidato dai dati, anche se, come spesso viene osservato, si tratta di dati sui quali c’è ancora molto lavoro da fare.

Gli scenari legati all’ESG rappresentano poi per il mondo banking, per il fintech e per l’industria dei pagamenti una tripla sfida: da una parte per il ruolo che possono svolgere nello sviluppo di best practice a dimostrazione di come l’innovazione digitale possa contribuire anche in queste industrie a migliorare costantemente l’impatto ambientale e sociale; secondariamente in quanto soggetti che possono valorizzare i dati ESG all’interno dei processi decisionali legati a credito e finanza per premiare le aziende più virtuose; e in terza istanza per la capacità di influenzare e stimolare comportamenti virtuosi verso i consumatori finali e verso le imprese.

Per fornire un quadro del ruolo che può essere svolto da queste industrie in risposta alla domanda di innovazione sostenibile, la testata ESG360 in collaborazione con il Salone dei Pagamenti ha organizzato la tavola rotonda “ESG, banking, fintech e payment: quali prospettive” con la partecipazione di

  1. Francesca Rosati, Coordinatrice Sustainable Banking Transition ABI Lab
  2. Roberto Garavaglia, Management Consultant & Innovative Payments Strategy Advisor e Coordinatore editoriale PagamentiDigitali.it
  3. Laura Fineo, Head of Marketing, Banca Sella
  4. Antonella Pagano, ESG Banking Lead Italy, Central Europe and Greece Accenture
  5. Riccardo Olmi, Responsabile Progetti Speciali e Innovation Digitale Inres Coop

Innovazione in tre pillar: evoluzione della digital finance, sviluppo etico e sostenibile, miglioramento operativo

Francesca Rosati, Coordinatore Sustainable Banking Transition ABI Lab

L’innovazione digitale e le logiche data driven permettono al mondo bancario di svolgere un ruolo sempre più attivo e propositivo nella gestione di percorsi ESG e di sostenere imprese e organizzazioni nel raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. E’ vero?

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Sono ormai diversi anni che il settore bancario investe in modo significativo sulla trasformazione digitale, con un impatto significativo sul budget ICT. E la pandemia ha accelerato il percorso di innovazione e trasformazione digitale, tanto che il 92% delle banche prevede un budget crescente o stabile rispetto allo scorso anno; nessuna tra le banche di maggiori dimensioni segnala un budget in riduzione; il 30% delle realtà di minori dimensioni evidenzia un aumento del budget di oltre 5 punti percentuali; solo nel 10% delle banche si prevede una crescita inferiore del 5% rispetto al 2020.

Rispetto al mega trend della trasformazione digitale possiamo individuare tre grandi pilastri: l’evoluzione della digital finance, dove il cliente è posto al centro; lo sviluppo etico e sostenibile che rappresenta un pilastro fondamentale per la trasformazione digitale ed è un elemento chiave per l’innovazione della banca stessa; e infine, il miglioramento operativo, perché per essere vincente la sostenibilità deve essere integrata nella strategia aziendale.

Francesca Rosati, Coordinatrice Sustainable Banking Transition ABI Lab

La sostenibilità si integra nella strategia aziendale ed è percepita come sostegno alla redditività nel lungo periodo. Nei percorsi di ricerca e innovazione si lavora per identificare come le tecnologie possono supportare nuovi servizi finanziari per uno sviluppo economico sostenibile e circolare. Sostenibilità, tecnologia e innovazione dunque vanno integrate a supporto di un nuovo modo di proporsi sul mercato, un modo che sappia rivedere prodotti, servizi e processi e la tecnologia deve essere a sua volta sostenibile by design.

In questo senso, la sostenibilità rappresenta una delle chiavi strategiche per aiutare a cambiare passo all’economica e renderla più green e più resiliente alle sfide sociali e ambientali. Tecnologie sostenibili by design possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo delle 3 dimensioni dell’ESG. L’innovazione deve essere orientata dai principi della sostenibilità e la sostenibilità deve essere a sua volta accelerata dalla forza propulsiva dell’innovazione. Va considerato ad esempio che il 36% delle banche e degli outsourcer interbancari dichiara di avere progetti di “innovability” dove la tecnologia e la sostenibilità si integrano ed agiscono in modo sinergico.

Con l’ESG cresce la centralità del dato, ma servono anche dati “nuovi” che raccontino al meglio le performance ambientali. E per poter disegnare nuovi servizi e prodotti nella direzione di una clientela sensibile ai temi ESG, occorre accedere a dati green o di sostenibilità o comunque con una connotazione ESG. La problematica di accessibilità ai dati è viva, perché sono sparsi in un ecosistema composto da diversi soggetti che devono collaborare e integrarsi. Questo nuovo ecosistema open può abilitare lo sviluppo di nuove soluzioni. Dall’open banking all’open finance ma anche verso un modello di open data green o sustainable data green che consenta la definizione di nuovi servizi e nuovi prodotti di finanziamento o pagamento. Per questo occorre sviluppare un ecosistema allargato fatto non solo di banche ma anche di startup, di fintech e terze parti dove il fattore chiave dello sviluppo è legato alla capaità di attivare nuove forme di collaborazione. 

Environmental, Social e Governance: l’industria dei pagamenti al servizio di tutti i fattori ESG

Roberto Garavaglia, Management Consultant & Innovative Payments Strategy Advisor e Coordinatore editoriale PagamentiDigitali.it

Partendo dalla “E” di Environmental, di grande attualità in questo periodo, l’industria dei pagamenti è in grado di rispondere a diversi fattori che concorrono alla valorizzazione ESG. Sulla componente ambientale, gli esempi si possono individuare nella progettazione di strumenti di pagamento che riducano ad esempio l’uso della plastica e nelle forme di “smaterializzazione“, in smartphone o wearable, sia per una concreta riduzione dei polimeri in circolazione sia per favorire nuove forme di usabilità. Il pagamento tramite bonifico non ha questo tipo di problematiche, siamo abituati ad usare l’home banking e in questo caso, bastano app che consentono di fare pagamenti account to account. Per quanto riguarda il carbon offset, esistono una serie di strumenti intelligenti che restituiscono una percezione concreta all’utilizzatore che si sta impegnando in obiettivi di sostenibilità. In questo caso, il “payment” può aiutare a portare chiarezza e istantaneità.

A livello social, si parla invece di financial inclusion, anche se va detto che più che di inclusione finanziaria in senso stretto si dovrebbe parlare di evitare il rischio di esclusione. Ciò significa investire in semplificazione sotto tutti gli aspetti che concorrono all’erogazione dei servizi di pagamento.

Se poi si porta l’attenzione in particolare sull’SDG 9.1: “sviluppare infrastrutture di qualità affidabili, sostenibili e resilienti per sostenere lo sviluppo economico e il benessere umano con attenzione alla possibilità di accesso per tutti” ecco che con la progettazione di sistemi di pagamento digitali innovativi è possibile contribuire a dare una risposta anche a questo “goal” con infrastrutture che rendano più semplici, accessibili e inclusivi i servizi di pagamento. Accanto a questo obiettivo ci sono poi i temi della tracciabilità e va considerato che gli strumenti di pagamento tracciabili vengono incontro alle tematiche di emersione della economia sommersa e di lotta all’evasione.

Infine, nell’ambito della “G” di Governance c’è il tema della lotta al contante nella sua accezione più ampia. Il cash sebbene debba continuare ad avere un suo ruolo può essere limitato e controllato per ridurre costi e fattori di rischio. Ma Governance significa anche progettare con attenzione i costi di sistema: il tutto cercando di premiare una logica di eco-sistema, nell’accezione etimologica del termine. A questo riguardo occorre pensare anche al tema importantissimo della sicurezza e della riduzione delle frodi, considerando che la frode ha un importante costo sociale e un impatto che può e deve essere controllato anche grazie a strumenti che arrivano dall’innovazione tecnologica.

L’innovazione tecnologica un ruolo importantissimo su tutti questi ambiti. In particolare, l’intelligenza artificiale applicata alla gestione dei processi permette di conseguire obiettivi di semplificazione a beneficio dell’accessibilità e dell’usabilità, ma anche la progettazione di forme di ingaggio e di incentivazione che consentono di aumentare il coinvolgimento delle persone e ridurre i fattori di rischio. Ma uno dei punti chiave nel rapporto tra mondo dei pagamenti e ESG è rappresentata dai dati, dalla loro qualità e dalla loro affidabilità e un contributo importante in questo senso può arrivare da soluzioni basate sulla blockchain.

Banche e ESG: ridurre il proprio impatto ambientale e supportare clienti e partner nel raggiungere obiettivi di sostenibilità

Laura Fineo, Head of Marketing Banca Sella

Il Gruppo Sella ha recentemente annunciato di aver azzerato l’impatto delle emissioni di CO2 in anticipo rispetto al piano fissato per il 2024, e lanciato una iniziativa per un miliardo di investimenti alle PMI sul territorio nazionale che puntano ad avere un impatto positivo sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. Due esempi concreti delle azioni verso la sostenibilità e verso l’ESG del mondo bancario.

Impatto zero è un importante progetto realizzato da Gruppo Sella in collaborazione con LifeGate che dà continuità al percorso di riduzione delle emissioni avviato dal gruppo con azioni che permettono di compensare le emissioni di CO2 residue. Si tratta di una operazione che prevede tra l’altro una serie di finanziamenti per ridurre la CO2 certificati da enti internazionali in Europa, Africa e America Centrale. Accanto a questo piano ci sono poi finanziamenti a sostegno della clientela per favorire e supportare investimenti in progetti innovativi per avviare percorsi di sostenibilità in cui il gruppo ha scelto di dare un importante contributo. Questo sostegno consente alle aziende di investire in innovazione finalizzata a ridurre l’impatto sostenibile con la partecipazione di università, associazioni locali e con un ruolo attivo e responsabile a livello territoriale.

A tutto questo si aggiunge una speciale attenzione ai temi dell’inclusione finanziaria, al ruolo degli investimenti ESG per favorire una produzione di valore che sia sempre più orientata al senso di responsabilità verso l’ambiente e verso i temi della responsabilità sociale. Questa scelta strategica si è consolidata in un posizionamento che evolve costantemente nel tempo e che oltre all’attenzione all’ambiente, si estende anche alla diffusione di stili di vita responsabili. Abbiamo cioè sviluppato un’accezione di sostenibilità molto ampia dalla quale sono emerse le direttrici che guidano le nostre azioni e le nostre progettualità con un duplice obiettivo: da una parte ci misuriamo all’interno e cerchiamo di migliorare costantemente le nostre performance sociali e ambientali; dall’altra promuoviamo un’economia sostenibile con un ruolo sociale che va al di là del miglioramento di noi stessi e che si sviluppa in forme di supporto ai clienti.

Un altro aspetto fondamentale di questo percorso è rappresentato dall’education, dalla formazione finanziaria, dalla ricerca e dall’analisi precisa dei bisogni e dei comportamenti con la consapevolezza che la sostenibilità passa dalla capacità di stimolare e favorire comportamenti virtuosi anche nelle piccole azioni quotidiane che hanno un grande impatto sociale e ambientale. Un ultimo aspetto ma certamente non meno importante è quello dell’Open innovation e della collaborazione con le imprese e le startup orientate all’innovazione, in questo senso un ruolo fondamentale lo svolge il lavoro e le forme di collaborazione con realtà che operano e che nascono per essere nativamente sostenibili.

Laura Fineo, Head of Marketing Banca Sella

Dalle banche (e dai dati) una spinta verso la sostenibilità delle imprese

Antonella Pagano, ESG Banking Lead Italy, Central Europe and Greece Accenture

Il rapporto tra mondo bancario e rating ESG, tuttora in evoluzione, permette di individuare in modo chiaro il nuovo valore che può essere sviluppato, con un ruolo fondamentale nella gestione dei dati, nel supporto del mondo bancario ai progetti che abilitano la transizione ecologica nei territori, nelle PMI e con la spinta di un fintech a sua volta più sensibile alle opportunità dell’Environmental, Social, Governance.

Il mondo ESG ha registrato un’accelerazione molto forte negli ultimi anni, anche grazie a una normativa che stimola e impone una serie di adempimenti. In questo scenario, sicuramente abbiamo vissuto una grande accelerazione in particolare sulla parte “E” di Environmental, ma cresce via via l’attenzione anche su “S” e “G”. Anche per questo per le banche si aprono opportunità che vanno calate in una realtà dove il fattore chiave è rappresentato dalla crescente mole di dati e informazioni da usare nell’ambito dei propri processi decisionali. Per trasformare questo scenario in opportunità serve un cambiamento di prospettiva.

Antonella Pagano, ESG Banking Lead Italy, Central Europe and Greece Accenture

La necessità di affrontare queste tematiche deve prevedere da una parte un grande lavoro di collaborazione con i provider di dati e con le agenzie di rating, un lavoro che deve permettere di strutturate i dati a beneficio di una conoscenza complessiva sui temi della sostenibilità; e dall’altra un processo strutturato per cui gli operatori del mondo finanziario unitamente alle banche possono attivare collaborazioni a livello di ecosistema per poter accedere ai dati da utilizzare nell’ambito dei processi del credito. Da un lato c’è un tema di adempimento normativo e dall’altra ci sono importanti opportunità di business.

La banca si pone a tutti gli effetti come un soggetto che non solo deve essere sostenibile, ma che può accompagnare la propria clientela, corporate, retail, SME nel processo di evoluzione verso la sostenibilità. Si tratta di un soggetto che svolge un ruolo centrale di acceleratore rispetto al percorso verso la sostenibilità delle imprese e verso la corretta valorizzazione di questo percorso. Nell’economia dell’ESG al momento l’attenzione maggiore è come detto sulla “E”, ma si stanno sviluppando strategie a 360 gradi sulle tematiche ESG perché il valore della sostenibilità si esprime su tutte le diverse dimensioni.

Se poi si guarda ai progetti che abilitano la transizione ecologica nei territori e nelle piccole e medie imprese ecco che le banche possono esercitare un importante “potere di indirizzo” verso una economia più orientata alla sostenibilità. Guardando al mondo della clientela bancaria ci si confronta con una platea di PMI e imprese che hanno bisogno di una guida verso i temi della sostenibilità e che possono vedere nella banca un soggetto che in grado di accompagnarli prima di tutto alla corretta comprensione dei valori della sostenibilità e in secondo luogo nella valutazione e nella messa a terra dei progetti.

Con il PNRR è ragionevole pensare a una crescita di questo ruolo. Ma tutto questo è possibile se disponiamo di dati e informazioni sufficienti. Il mondo digital deve essere sempre più connesso ai temi della sustainability. In questo contesto si colloca ad esempio il concetto di Twinbank per esprimere un ruolo della banca capace di mettere la tecnologia al servizio anche dei percorsi di sostenibilità, capace di valorizzare dati e competenze e di trovare una nuova sintesi tra competenze umane e tecnologia come percorso privilegiato per comprendere realmente le esigenze delle aziende e dei territori e accompagnarli nei loro percorsi di sostenibilità.

Sostenibilità, inclusione e governance portano nuovo valore al retail

Riccardo Olmi, Responsabile Progetti Speciali e Innovazione Digitale Inres Coop

Il vissuto della sostenibilità, dell’inclusione e della governance dal punto di vista del retail in un contesto in cui innovazione digitale, dati e ruolo dei pagamenti digitali permette di aumentare il valore sociale e territoriale di questa industria.

Nel mondo del retail, l’innovazione digitale e qualsiasi tipo di integrazione di diverse forme di innovazione all’interno dei processi di vendita, è efficace e sostenibile nel momento in cui rispetta le abitudini e i comportamenti di clienti, soci e consumatori. L’attenzione alle persone è il fattore chiave del successo della tecnologia ed è un tema di sostenibilità perché anche le tecnologie devono essere sostenibili nella loro introduzione e nel loro utilizzo. Peraltro, occorre sempre più spesso far leva sul fatto che gli utenti invitati a utilizzare queste tecnologie sono persone abituate a farlo nel privato, quindi chiedono una attenzione speciale per trovare un certo tipo di approccio e un certo tipo di usabilità anche nel momento in cui le devono utilizzare all’interno di un punto vendita.

Riccardo Olmi, Responsabile Progetti Speciali e Innovazione Digitale Inres Coop

L’uso della tecnologia e dell’innovazione nei processi deve considerare l’impatto sulle persone e deve saper conquistare la loro fiducia. In questo senso, uno degli aspetti che fa parte del percorso di trasformazione è rappresentato dalla governance, dalla possibilità di monitorare l’introduzione delle tecnologie e i risultati nel percorso. La governance è la possibilità di avere tecnologie per monitorare e intervenire con correttivi, con un miglioramento continuo. Nella parte legata alla comunicazione ad esempio è importante prestare la massima attenzione alla possibilità di portare ai clienti un messaggio efficace che non sia invasivo e che permetta di avere un controllo attento di tutte le forme di comunicazione, proprio per prestare il massimo rispetto al cliente. Il tutto deve a sua volta rientrare in una governance che chiede un controllo rigoroso dei processi.

L’ambito dei pagamenti digitali a sua volta rappresenta uno dei veicoli che può supportare questo tipo di KPI. Dobbiamo considerare che assisteremo a una crescente smaterializzazione dei dispositivi che porterà a una sempre maggiore utilizzazione in ottica contactless e molto probabilmente, l’utilizzatore interagirà con il processo di pagamento in maniera seamless, migliorando costantemente l’esperienza utente. E in questo contesto i fattori abilitanti a livello tecnico saranno trasparenti, si semplificheranno i processi e le abitudini di vita dei consumatori che saranno stimolati ad usare strumenti integrati sia nei punti vendita che nell’eCommerce.

 

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