Ambiente

Economia circolare: i deputati UE chiedono norme più rigide su consumi e riciclo

Approvate le raccomandazioni politiche globali che dovranno guidare il Vecchio continente verso un ecosistema sostenibile. Fra le prescrizioni: obiettivi vincolanti per il 2030 necessari per l’uso dei materiali e impronta dei consumi, ma anche inclusione di prodotti non legati all’energia nella direttiva sulla progettazione ecocompatibile. L’ammonimento: “Non prevedere regole stringenti significa rinunciare agli obiettivi del Green Deal”

23 Feb 2021

Veronica Balocco

Realizzare un’economia a emissioni zero, sostenibile, priva di sostanze tossiche e completamente circolare al più tardi entro il 2050. E’ questo l’obiettivo delle raccomandazioni politiche globali adottate nei giorni scorsi dal Parlamento UE con 574 voti favorevoli, 22 contrari e 95 astensioni: una risposta concreta al piano d’azione per l’economia circolare della Commissione.

Secondo la relazione approvata, il Parlamento definisce “necessari” gli obiettivi vincolanti per il 2030 sull’uso dei materiali e l’impronta di consumo, che coprano l’intero ciclo di vita di ciascuna categoria di prodotto immessa sul mercato dell’Ue. I deputati invitano inoltre la Commissione a proporre obiettivi vincolanti specifici del prodotto o settoriali per il contenuto riciclato, e ad introdurre nel 2021 indicatori di circolarità armonizzati, comparabili e uniformi per l’impronta dei materiali e dei consumi.

Il Parlamento esorta inoltre la Commissione a presentare una nuova legislazione nel 2021, ampliando il campo di applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, per includere i prodotti non legati all’energia. Le nuove norme dovrebbero stabilire standard specifici di sostenibilità orizzontale e di produzione, in modo che i beni immessi sul mercato dell’UE funzionino bene, siano durevoli, riutilizzabili, possano essere facilmente riparati, non siano tossici, possano essere aggiornati e riciclati, contengano contenuto riciclato e siano risorse ed energia efficiente.
La commissione per l’ambiente invita inoltre la Commissione UE a proporre obiettivi vincolanti specifici per il contenuto riciclato, garantendo al contempo le prestazioni e la sicurezza dei prodotti interessati e una progettazione atta a favorire il riciclo.

Altre proposte chiave dei deputati al Parlamento europeo includono l’introduzione di misure contro il greenwashing e false dichiarazioni ambientali, in grado di falsare anche i rating ESG, nonché misure legislative per fermare le pratiche che comportano l’obsolescenza programmata; il sostegno all’Ecolabel UE come punto di riferimento per la sostenibilità ambientale; il rafforzamento del ruolo degli appalti pubblici verdi, stabilendo criteri e obiettivi minimi obbligatori; l’integrazione dei principi dell’economia circolare nei piani di ripresa nazionali degli Stati membri.

Dal “prendi-fai-smaltisci” all’economia circolare

I deputati sottolineano che l’attuale economia lineare “prendi-fai-smaltisci” deve essere trasformata in un’economia veramente circolare, basata su una serie di principi chiave come la prevenzione degli sprechi e la riduzione dell’uso di energia e risorse. I prodotti dovrebbero essere progettati in modo da ridurre i rifiuti, le sostanze nocive e l’inquinamento e proteggere la salute umana. Affermano inoltre che i vantaggi per i consumatori di un’economia circolare dovrebbero essere chiariti pubblicamente.

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“La transizione verso un’economia circolare è un’opportunità economica per l’Europa che dovremmo abbracciare – ha affermato il relatore Jan Huitema (Renew Europe, NL) -. L’Europa non è un continente ricco di risorse, ma abbiamo le competenze e la capacità di innovare e sviluppare le tecnologie necessarie per chiudere i circuiti e costruire una società senza sprechi. Questo creerà posti di lavoro e crescita economica e ci avvicinerà al raggiungimento dei nostri obiettivi climatici: è un vantaggio per tutti”.

Green Deal Ue: possibile solo passando a un’economia circolare

L’Unione europea ha adottato nel marzo 2020 il cosiddetto Piano d’azione per l’economia circolare, allo scopo di realizzare il progetto di “un’Europa più pulita e più competitiva”.

Le basi a fondamento di questo documento sono concrete.
Attualmente, fino all’80% dell’impatto ambientale dei prodotti viene determinato in fase di progettazione. Si prevede che il consumo globale di materiali raddoppierà nei prossimi quarant’anni, mentre la quantità di rifiuti generata ogni anno aumenterà del 70% entro il 2050. Metà delle emissioni totali di gas serra e oltre il 90% della perdita di biodiversità e di water-stress, inoltre, provengono dall’estrazione e dall’elaborazione delle risorse.
Con le nuove raccomandazioni, i deputati Ue sottolineano e ribadiscono che il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal sarà possibile solo se l’UE passerà a un modello di economia circolare e che questo cambiamento creerà nuovi posti di lavoro e opportunità di business. Chiariscono inoltre che la legislazione esistente sui rifiuti dovrà essere attuata in modo più approfondito e che sono necessarie ulteriori misure per settori e prodotti chiave, come il tessile, la plastica, l’imballaggio e l’elettronica.

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