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A Ecomondo 2023 in scena la gestione sostenibile dei rifiuti

Nel corso della manifestazione di Rimini, che si è conclusa il 10 novembre, sono stati presentati numerosi progetti che mirano al recupero degli scarti

Pubblicato il 10 Nov 2023

ecomondo 2023

La gestione sostenibile dei rifiuti è stata uno dei temi cardine di Ecomondo 2023, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group e dedicata alla transizione ecologica in corso alla Fiera di Rimini dal 7 al 10 novembre. A fare il punto sulla situazione italiana è stata un’analisi di Assoambiente, l’associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti.

Secondo la ricerca dell’associazione, intitolata “Scarti del riciclo e rifiuti non riciclabili: l’impiantistica di back up fondamentale per l’economia circolare”, il nostro Paese negli ultimi 20 anni ha compiuto passi in avanti nella raccolta e gestione dei rifiuti. Basti pensare che nel 2000 la raccolta differenziata era pari al 15% del totale dei rifiuti urbani raccolti, l’incenerimento pari all’8% e la discarica copriva due terzi del fabbisogno di smaltimento (67%).

Nel 2021 (ultimi dati disponibili cui fa riferimento l’analisi) la raccolta differenziata ha raggiunto quota 64% (19 milioni di tonnellate), il tasso di riciclo il 48,1% (14,3 milioni di tonnellate vengono effettivamente riciclate), il recupero energetico è pari al 18,3%, il 19% dei rifiuti urbani va in discarica. Una parte (mediamente circa il 20%) di ciò che i cittadini conferiscono correttamente nei contenitori della differenziata (o nel porta a porta) non può essere riciclato.

La valorizzazione energetica degli scarti

Il risultato è che – a fronte di 14,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani effettivamente riciclati – il sistema Italia genera circa 9,5 milioni di tonnellate di materiali non riciclabili tra: scarti prodotti dalle operazioni di riciclo (3,5 mln secondo l’attualizzazione di uno studio commissionato al Politecnico di Milano dalla società Nica), materiali provenienti dagli impianti di selezione (3,5 mln) e circa 3 milioni di tonnellate di rifiuto indifferenziato. Esportiamo, inoltre, all’estero 0,650 milioni di tonnellate di rifiuto urbano trattato.

Attualmente la maggior parte di questi flussi viene oggi conferita in discarica o va all’estero per mancanza di impianti, anche se circa 5,2 milioni di tonnellate di questi materiali avrebbero un potere calorifico idoneo ad essere trattati in via prioritaria da impianti di recupero energetico (sostanzialmente tramite la termovalorizzazione). Secondo Assoambiente sarebbe possibile ottenere 3,6 milioni di MWh elettrici che potrebbero soddisfare i consumi di circa 5 milioni di italiani e che si aggiungerebbero all’attuale sistema di produzione di energia da rifiuti, pari a 4,5 MWhe.

Come recuperare i rifiuti hi-tech

La valorizzazione dei rifiuti in un’ottica di economia circolare vede protagonista anche la ricerca scientifica. Su questo fronte è molto attiva ENEA che ha presentato a Ecomondo uno spazio espositivo allestito come un autentico laboratorio dove scoprire come recuperare materie prime critiche e preziose da prodotti a fine vita. La stima dell’ente di ricerca è che una moderna apparecchiatura elettronica contenga oltre 60 elementi della tabella periodica e si stima che ogni cittadino europeo produca in media circa 18,3 kg di rifiuti hi-tech l’anno.

Nello stand ENEA le imprese hanno potuto toccare con mano come recuperare i componenti più “nobili” dei cellulari a fine vita, in particolare oro, argento, palladio e rame presenti nelle schede elettroniche. Sempre nello stand, professionisti e imprenditori hanno potuto confrontarsi con i ricercatori ENEA impegnati nel progetto europeo che sta studiando risposte per il recupero e riuso dei pannelli fotovoltaici a fine vita. È stato inoltre possibile scoprire come realizzare speciali “toner” per le stampanti 3D riciclando la plastica presente nelle tastiere e in altri elementi di apparecchiature hi-tech.

“Molte materie prime critiche, fondamentali per la transizione energetica, sono importate quasi al 100% da pochi paesi extra europei, anche instabili dal punto di vista geopolitico – spiega Claudia Brunori, responsabile della divisione ENEA di Uso efficiente delle risorse e chiusura dei cicli – . Per affrontare queste problematiche siamo coinvolti in molte iniziative, come il Tavolo tecnico sulle materie prime critiche e la piattaforma ICESP per l’economia circolare, ma siamo soprattutto impegnati nelle nostre hall tecnologiche per sviluppare soluzioni improntate su ecoprogettazione, simbiosi industriale e urban mining”.

Il progetto NEW-RE

Sempre in materia di riciclo e recupero dei materiali critici a Ecomondo è stato presentato il progetto di ricerca NEW-RE, capitanato da Erion, sistema Collettivo nazionale per la gestione dei RAEE e eco-finanziato dall’EIT Raw Materials (piattaforma del’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia, EIT) . L’obiettivo è quello di accrescere il riciclo delle terre rare, come il neodimio, con l’apertura di un progetto pilota a Ceccano, in provincia di Frosinone. In particolare, il processo NEW-RE consentirà di rimettere in circolo circa il 99% di terre rare contenute nei rifiuti trattati (prevalentemente da AEE, magneti permanenti e da auto elettriche a fine vita), aumentando la percentuale di riciclo in Europa di questi elementi, pari attualmente solo all’1%.

Ma, ovviamente, è importante lavorare anche su scarti meno preziosi: nella giornata antecedente l’apertura di Ecomondo, la presentazione di una vera e propria macchina mangia plastica per raccogliere i rifiuti flottanti nelle acque. L’iniziativa si inscrive nell’ambito del progetto PlasticLess, promosso da Lifegate, che ha permesso di raccogliere finora una quantità di rifiuti plastici galleggianti pari al peso di oltre 10 milioni di bottigliette da mezzo litro, e dal quale ha preso vita la Water Defenders Alliance, un’alleanza ampia composta da imprese, cittadini, porti, istituzioni, enti di ricerca e università, alla quale aderisce anche Ecomondo.

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